Racconti di viaggio

Tre settimane a Cuba - parte II

Continua il viaggio memorabile di °Sally nell'isola della Revolucion, alla scoperta del volto autentico e contradditorio di Cuba.


Per 2 cuc, percorriamo poco più di 50 km discorrendo del loro modello ed idolo: il popolo cinese. Arriviamo in circa mezz'ora a Cienfuegos e, nonostante i ripetuti consigli, non evito i così detti “procacciatori di affari” così non appena scesa dall'auto, deposito i miei fedeli bagagli in una nuova casa particular dislocata in centro città: Casa “Sra Norma Catillo” (jampinar@yahoo.es - Calle 37 # 6206, e/62 Y 64). La camera, con bagno privato, mi costa 15 cuc a notte ed è pulita, piacevole e funzionale.

CIENFUEGOS: affacciata su di una baia risulta essere una delle città più accoglienti di Cuba e uno dei principali poli industriali; è chiamata “Perla del Sur” e ha “sapore francese”; è visitabile in una giornata e ha animata vita notturna (Discoteca El Benny); il cuore della città è il Parque José Marti (al centro della piazza la sua statua in marmo) circondato da edifici e monumenti; è raggiungibile passando sotto l'Arco di Trionfo (arco dedicato all'indipendenza cubana); da visitare il Teatro Tomas Terry (stile coloniale spagnolo, all'interno ispirato all'architettura italiana, uno degli edifici principali di Cuba), Colegio de San Lorenzo (la costruzione è stata possibile grazie ad una donazione fatta per garantire l'istruzione ai bambini più bisognosi), Catedral de la Purisima Concepcion, Casa de la Cultura Benjamin Duarte (artista nato a Cienfuegos)(dalla sua torre, splendida veduta della baia); El Nicho (serie di cascate con laghetti dove si può fare il bagno); presente un Malecon che il sabato e la domenica viene invaso da gente e diventa una vera e propria festa a cielo aperto.


Foto Cuba

Come prima – ma errata – impressione, Cienfuegos non mi piace. Non mi sembra reggere il confronto con la tranquilla, intellettuale e ariosa Santa Clara e cerco di scorgere con una curiosa e lesta occhiata gli aspetti francesi decantati nelle guide ma il sole è bruciante e decido quindi di passare qualche ora al mare. Chiedo informazioni in merito al gentile dueño di casa che mi consiglia la spiaggia Rancho Luna. Raggiungo così il terminale degli autobus, a circa 1 km, per prendere la guagua diretta alla playa.

La stazione è sotterranea e soffocante, debbo essere anche vittima di un calo di zuccheri e di mancanza di acqua. Un giovanissimo cubano con lunghe unghie mi avvicina. Parla molto bene italiano, intuisco da subito un elementare raggiro per sottrarmi 25 centivos (la guagua ne costa 1) con la promessa di un posto a sedere nell'affollatissima corriera. Inizialmente lo ascolto ma quando noto che mi segue ovunque e parlotta ingenuamente alle mie spalle, irritata lo allontano. Me ne pentirò, lo vedrò in autobus sorridere sornione, seduto e comodo a fianco di chi gli ha concesso fiducia. Maldito pregiudizio! Il bus si rivelerà infatti quasi invivibile (dovrò abituarmi a ben peggio..) e il corrispondente di  nemmeno 0,20 euro decisamente ben speso!

Rancho Luna è una lunga spiaggia di sabbia chiara a circa 15 km da Cienfuegos, servita da diverse strutture come bar, ristoranti, hotel. Finalmente arrivata, per prima cosa, mi occupo di capire dove, come e a che ora prendere la guagua per tornare a Cienfuegos. Come prevedibile, nessuna tabella oraria e questa volta nemmeno un'indicazione della fermata dell'autobus. Mi soccorrerà un ragazzo cubano “caricandomi” verso sera su di un carro colmo di gente e di vento..

La sera rientro alla casa particular, un altro viaggiatore, un irlandese, ha occupato la camera a fianco della mia; sta guardando la televisione col padrone di casa e cenerà con loro (riferirà ottima la cucina). Condividendo la volontà di visitare uno spettacolo musicale, passiamo la serata insieme, seguiamo il piccolo (rispetto a quello de La Havana) Malecon e, dopo aver spulciato la sua guida della Lonely Planet (ancora attuale nonostante del 2005), ci dirigiamo ad una casa della musica dove ci aspetta uno spettacolo dal vivo per 2 cuc.

Girovaghiamo poi per il centro deserto e rivaluto enormemente la città.. L'irlandese, deciso giudiziosamente a visitare “solo” l'ovest dell'isola, si recherà a Viñales; ci accordiamo per ritrovarci a La Havana gli ultimi giorni.

La mattina seguente sveglia all'alba, in vena sportiva mi dedico un'oretta al footing lungo il Malecon fino alla punta finale, ammaliata da tutte quelle bellissime case, costruzioni, incantati palazzi e stupiti cubani che mi guardano correre ridendo nella loro tranquilla immobilità..

Dopo una veloce doccia, colazione e valige pronte: destino Trinidad. Un'odissea.. Sedotta dai costumi locali, assecondo un improbabile geometra per raggiungere la mia destinazione per una via “cubanissima” ed economica: ho così il mio primo incontro/scontro con gli uomini in “amarillo”! La mia “nuova guida” mi dice di non parlare - me lo sentirò dire in un'altra occasione.. - affinché non sentano che sono “Yankee”;  fermi sul marciapiede convince con 10 pesos cubani - senza nessuna difficoltà - l'uomo in amarillo a farmi salire per il primo tratto di strada. Viaggiamo su di un carro di nuovo in balia del vento dopo di che, ci scaricano in una stazione di servizio sperduta.

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