Racconti di viaggio

Tre settimane a Cuba - parte II

Continua il viaggio memorabile di °Sally nell'isola della Revolucion, alla scoperta del volto autentico e contradditorio di Cuba.


Attendiamo circa 30 minuti e a seguire, un nuovo mezzo ci consente di avanzare di qualche km dopo i quali ci lascia con un'altra decina di persone in mezzo ad una strada deserta al sole intenso del mezzogiorno. Passa un'ora, comincio a scoraggiarmi; il mio nuovo amico assicura sentimentale di non rientrare a Cienfuegos fino a che non mi vedrà salire su di un mezzo diretto a Trinidad. Di lì a mezz'ora, salutandomi con la mano da un carro diretto alla sua città, lo vedrò improvvisamente sparire.. Quattro ore di attesa mi logorano i nervi: avvezza alla “velocità” imposta dal mio stile di vita, non apprezzo il valore del momento vero e prezioso che sto vivendo.

Tra i miei compagni di attesa, tutti sud americani, nessuno si lamenta e guardano con commiserazione la mia agitazione crescente; dopo essersi informati sulla mia strana situazione, mi garantiscono che sicuramente sta per arrivare la guagua che aspetto.. Arriva in effetti un “Astro” diretto a Trinidad, ma l'autista, dopo essersi consultato con l'uomo in amarillo, non mi permette di salire; a seguito della cosa, nasce un battibecco tra quest'ultimo e un ragazzo con al seguito un neonato.

Scoprirò solo dopo aver lasciato quella strada di espera che discutevano sul mio conto.. le uniche parole disordinate che potevo intendere erano “mentiroso, false, malo”. Quando quasi tutta la gente si precipita felice e sollevata verso un carro diretto a Cienfuegos, decido  di far ritorno salendo con loro e, quando di nuovo in città, rivolgermi alla Viazul (potere del denaro!). Tre giovani cubani si prendono cura del mio arrivo a destinazione dicendomi che per loro l'attesa di ore è quotidiana e motivo di socializzazione.

Foto Cuba

Mi spiegano che se non avevo ottenuto il passaggio dipendeva dall'uomo in amarillo che, mosso da astio per la mia condizione di viaggiatore low cost, aveva ostacolato in tutti i modi la mia botilla (autostop): per questo era nata una diatriba con lui. Salutandomi davanti all'autobus in partenza, mi riempiono di domande su Laura Pausini di cui sono appassionati - come tanti cubani incontrati - con tutto l'ingenuo e il disarmante romanticismo cubano.

Dalla stazione di Cienfuegos parto nel gelo del Viazul verso Trinidad (6 cuc – 85 km circa). Con il suo zerbino “Welcome” e le canzoni in italiano di Eros Ramazzotti, la sua solitudine e il suo silenzio sono agghiaccianti esattamente come il freddo prodotto dall'aria condizionata accompagnato da mie lamentele inascoltate. Tutti gli altri viaggiatori, per un buon 99% turisti, coperti da felpe e giubboni accettano la bassa temperatura senza alcuna lagnanza: debbono già aver viaggiato in Viazul..
Imparerò anch'io a non protestare più inutilmente..

TRINIDAD: da visitare il Casco Historico: con le sue antiche stradine, le piazze, le meravigliose case coloniali e i palazzi dipinti pastello è considerato uno dei nuclei coloniali meglio conservati delle Americhe; da visitare: Plaza Mayor (stile neo-barocco), la Chiesa parrocchiale della Santisima Trinidad, Palacio Brunet (di era coloniale), Museo dell'Architettura Trinitaria, museo nazionale della Lucha contra Bandidos, Valle de los Ingenios (patrimonio mondiale dell'UNESCO composto da tre valli dove vi si trovavano circa una settantina di fabbriche di zucchero e di piantagioni dove lavoravano migliaia di schiavi; sono presenti ancora testimonianze degli ex giorni di gloria del commercio dello zucchero).

L'arrivo nel tardo pomeriggio a Trinidad lo vivo come un assalto: una miriade di donne mi stordisce di prezzi, locazioni, servizi.. Dato l'orario ed in preda ad un forte ribasso, concordo per 10,00 cuc la notte con colazione in un appartamento con terrazza e cucina (sprovvista di gas..) sala da pranzo, bagno e 3 letti (“Yoanka Ramirez” - Calle Jesus Menendez 174).

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