Racconti di viaggio

Tre settimane a Cuba - parte II

Continua il viaggio memorabile di °Sally nell'isola della Revolucion, alla scoperta del volto autentico e contradditorio di Cuba.


Trinidad si rivela subito ai miei occhi graziosa ma assolutamente troppo turistica. L'invadenza della gente locale è solamente nel considerarmi “denaro camminante”. Improvvisamente fuori luogo e a disagio, vengo salvata da tre francesi esperti della periferia di Trinidad dove fuggiamo in cerca di “verità” e dove i luoghi perdono la patinatura da “set cinematografico” propria del centro città.

Recatisi nel pomeriggio alla famosa spiaggia  Ancon, che si trova  a 12 km dal centro, ne decantano la bellezza e me ne consigliano caldamente la visita. Innamorati di Trinidad si mostrano intenzionati a fermarsi altri giorni buttando a mare la criticata guida della Lonely Planet!

Con l'auto noleggiata andranno il giorno seguente a La Boca, spiaggia rocciosa sulla Sierra del Escambray, isolata e frequentata soprattutto da gente del luogo. Decisa a proseguire il mio viaggio e a raggiungere Santiago, declino, mi dileguo e prometto di nuovo una ricongiunzione durante gli ultimi giorni a La Habana dove riconsegneranno l'automobile noleggiata.

Riparto. Dopo aver preso contatti con innumerevoli persone la sera prima tra musica e festa sulla famosa scalinata di Trinidad, scopro che in nessun modo posso uscire (o mi vogliono far uscire) da lì senza Viazul. Comincio a sentire vivamente la netta e triste divisoria tra cubani e resto del mondo.

Alle nove della mattina prendo l'autobus per 6 cuc e un'ora e mezza di strada: fermata in giornata Sancti Spiritus: incontrerò qui l'unica persona che mi parlerà gridando, senza remore, in pieno giorno, in piena piazza centrale, contro il regime. Disperata, senza un soldo e malata.

SANCTI SPIRITUS
: città affascinante al centro di Cuba; cuore del centro il Parque Serafin Sanchez, circondato da numerosi palazzi neoclassici; ho visitato tutto quello che segue in una giornata: il Museo de Historia Natural, la chiesa de Nuestra Senora de la Caridad, la Parroquial Mayor del Espiritu Santo (di colore giallo; ho letto che se si considerano le fondamenta, risulta essere la chiesa più antica di Cuba), Museo de Arte Colonial, il Teatro Principal (di colore azzurro), il Puente Yayabo (stile medioevale, realizzato dagli spagnoli), il Museo Provincial, de la Esclavitud (al suo interno documenti sullo schiavismo (pratica molto utilizzata in passato in questa regione per la raccolta della canna da zucchero), la Casa Natal de Serafin Sanchez (eroe delle guerre di indipendenza caduto in battaglia); c'è un minuscolo aeroporto nazionale a circa cinque km dal centro.

Sancti Spiritus è accogliente, poco turistica e tranquilla in stile neoclassico e barocco. Fa parte del gruppo storico delle sette città di Cuba con  Baracoa (1512) Bayamo (1513) Trinidad (1514) La Habana (1514) Santa Maria del Puerto Principe (1515) Santiago de Cuba (1515).

Foto Cuba

Quasi in ogni via trovo case aperte che “distribuiscono Arte”. Acquisto numerosi libri (di Cabrera, Padura, Carpentier), racconti, documentari, cd e pellicole cubane (Guantanamera, Aunque estes lejos, Doble juego, Monte Rouge, Adorables Mentiras, Los pajaros tirandole a la escopeta, Ella trabaja, Perfecto amor equivocado, Pompas de jabon, Habana Eva, El premio flaco, Lisanka, Musica cubana, Dos hermanos) a prezzi irrisori. Per verificare il buon funzionamento dei dvd, fanno accomodare nei salottini a visionare spezzoni di films..

Dopo il peggior pasto, nelle peggiori circostanze igieniche, nella peggior bettola in Moneda Nacional, nuovo Viazul (cuc 28 – 10 ore) per viaggio in notturna (gelido) fino all'ex capitale..

SANTIAGO DE CUBA: “rivale” de La Havana per musica, letteratura, cultura, politica.. Vi si trovano i palazzi e i musei più antichi dell'isola (come la Casa di Diego Velazquez e il Museo Municipal Bacardi). E' considerata la “culla” della rivoluzione. Gode di una bella atmosfera caraibica grazie anche alla presenza di numerosi haitiani; Cementerio Santa Ifigenia dove c'è il corpo imbalsamato di José Marti. Affacciata sul mare e spalleggiata dalla Sierra Maestra.

La mia entrata nella caliente Santiago è alle 7 della mattina dopo una notte lunghissima. Nuovamente assalita dai jineteros, concordo a 15 cuc la notte in una camera di una casa particular con bagno, colazione e passaggio in taxi dal terminal degli autobus fino all'alloggio (“Dignora Lahit” - dignoralahit@yahoo.es - Calle D No. 214 - Sueño). In realtà, la padrona di casa e il mandante, come già successo a Trinidad, hanno difficoltà nel comunicare: sempre el desayuno viene inteso a parte nonostante accordi precisi. Contrariamente a quanto programmato, limiterò la mia permanenza a soli due giorni, tra le ragioni dei casi di Dengue, proprio in zona a dove mi trovo, non resi noti.

Nella caldissima e calorosissima Santiago vengo “sfiorata” dal mistero della religione attraverso uno strano e complicato incontro con un presunto mayombero, o chissà, presunto babalao: voleva purificarmi l'anima, gratuitamente, per consentirmi l'uscita da Cuba, a suo dire, con nuove vesti: leggere e consapevoli. Dovevo procurargli un animale da sacrificare e altro che non ricordo. Stordita dalla calura di Santiago mi fanno capolino nella mente la nganga, i palos, miti di cui avevo sentito parlare presenti in terra cubana: tradizioni e riti importati in passato soprattutto dagli schiavi africani..
   
“Il Palo è la religione degli abitanti del Congo.. Nganga vuol dire spirito dell'altro mondo. Nella nganga si prende un defunto affinché sia schiavo di un vivo e faccia quello che il vivo gli comanda. La nganga è potere e quasi sempre si usa per far il male, per sconfiggere i nemici, perché la nganga concentra le forze soprannaturali del cimitero, dove stanno i defunti, e del monte, dove si trovano i palos e gli spiriti...” (tratto dal racconto “La Cola de la Serpiente” di Leonardo Padura).

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