Racconti di viaggio

Tre settimane a Cuba - parte II

Continua il viaggio memorabile di °Sally nell'isola della Revolucion, alla scoperta del volto autentico e contradditorio di Cuba.


Decido quindi per il Viazul; vorrei lasciare il bagaglio alla stazione (come già fatto a Sancti Spiritus) e visitare Houlgin. Da dove mi lascia il colectivos, un bici-taxi trasporta me e la valigia sudando e faticando fino al terminal. Prometto di non servirmi mai più di un mezzo di trasporto così schiavista..

Reduce da notti senza sonno, feste, spostamenti vari ed eventuali, mi ritrovo col cervello annebbiato. Il bici-taxista, conosciuto il mio proposito di raggiungere La Havana, mi assicura che può aiutarmi a salire sull'Astro anziché sul Viazul che partirebbe più tardi. Mentre lo aspetto inebetita sotto il sole, lo vedo parlottare con un altro cubano un tipico jinetero; all'improvviso mi rendo conto di essere rimasta con soli 31 pesos convertibles e appena 10 pesos cubani! Un veloce sguardo all'orario mi convince che è già troppo tardi per effettuare il cambio degli euro: tutte le case di cambio sono chiuse.

L'unica soluzione (dimentico stupidamente la possibilità di rivolgermi ad un Hotel!!) sembra essere il cambio per strada e alla pari (50 euro= 50 pesos); rifiuto e mi informo al terminal: mi mancano 2 cuc per comprare il biglietto dell'Astro e 12 per il Viazul.

Nel frattempo l'amico del mio bici-taxista (intento a non separarsi da me per ricevere il compenso dei suoi servizi) contrariamente a quanto promesso pochi minuti prima, mi nega la possibilità dell'Astro.. Esausta, sulla base del denaro di cui dispongo, decido per un Viazul fino a Matanzas dove la mattina seguente cambierò gli inutili euro nel mio zaino per poter così raggiungere La Havana!

Sto per acquistare il biglietto Viazul quando gli autisti di un Astro colta, non saprei bene come, la mia intenzione di recarmi a Matanzas, avvicinano il mio bici-taxista e il suo “socio” e propongono di farmi salire sull'Astro, come riferitomi dal jinetero, per 31 cuc (che casualità! Esattamente tutto ciò che possedevo..) Nonostante un insistente sguardo di ammonimento da parte di una donna in sala d'attesa che aveva seguito la vicenda, accetto. Mi fanno andare ad un angolo della via dove mi possono “prelevare” di nascosto; do 3 cuc al bici-taxista, disperato per le mie finanze, e mentre mi fanno salire velocemente sull'autobus (dicendomi minacciosi di non parlare con nessuno!), cerco di consegnare il denaro nelle mani dell'autista ma vedo stupita sparire 8 dei miei cuc nelle lestissime mani del jinetero.

Nonostante il “veto”, ovviamente, inizio un lungo discorso soffocato con la mia vicina di sedile. Conosciuta la mia storia, imperterrita, vuole darmi tutto il suo denaro (20 pesos cubani) per mangiare e consentirmi l'arrivo a La Havana. Chiaramente non accetto e raggiunta la sua destinazione (Camaguey) prima del commiato ci scambiamo gli indirizzi mail: un rito molto importante per i cubani benché in pochi abbiano la possibilità di accedere ad internet se non sul luogo di lavoro. A differenza degli altri però, non mi istruisce sul non inviarle e-mail a sfondo politico o con insinuazioni sulla qualità della vita a Cuba..
L'autobus riparte, dal finestrino vedo la sua figurina eretta sul ciglio della strada sparire con la mano sventolante in segno di saluto malinconico..

In tarda serata ci fermiamo a bere un caffè in un bar sulla strada. I due autisti mi chiamano in disparte e mi domandano quanto denaro mi avesse chiesto l'uomo per quel viaggio. Battezzandolo “assassino”, dato che mi aveva privato di tutti i soldi, mi assicurano che mi consentiranno loro di raggiungere finalmente L'Havana da Matanzas a loro spese con soli 10 pesos cubani. In realtà gli autisti avevano proposto la mia salita su quell'Astro per 20 cuc (comunque spariti nelle loro tasche) e non per 31 come mi avevano dato ad intendere.

Il loro modo di aiutarmi, è quello di svegliarmi durante il tragitto con una torcia nel bel mezzo della notte (scoprirò poi che era già alba, ma tutto è così buio a Cuba fino alle sette!) e scaricarmi in mezzo alla strada con i bagagli. Ancora assonnata e abbandonata al mio destino in una strada buia, stranita li vedo ripartire di tutta fretta..

Noto subito due donne sul ciglio della strada accompagnate da una bambina; intuisco che si tratta di un “punto de recogida”; mi avvicino e domando dove siamo: “Matanzas” e dove siamo dirette: “Havana”. Sorrido, e in poco più di 20 minuti mi trovo su di un auto “affollata”, seduta in bilico sulla ruota di scorta, schiacciata ma felice godendomi attraverso il vetro sudicio lo spettacolo del sole in ascesa sulla magnifica baia de La Havana! Dopo due ore di scosse e sussulti tra le forti e pungenti esalazioni del petrolio, scendo dall'auto finalmente libera nella brezza del Malecon..

Torno quindi dalla Mami un giorno dopo del previsto e vengo accolta da un sospiro generale di sollievo: davanti ad un caffè, rigorosamente zuccheratissimo, mi raccontano la preoccupazione di quei giorni sapendomi sola e indifesa (??)..

Passo i tre giorni che mi restano con gli amici de La Havana, mi ritrovo con il “fratello” italiano unitosi nel frattempo al cubano del viaggio da Viñales. Mi consegna, come da precedenti accordi, il medicinale omeopatico anti-cancro acquistato sull'isola, perché lo recapiti all'aeroporto di Linate ad una amica. Il farmaco (Escozul) è un estratto di veleno dello scorpione blu ottenibile a prezzi ragionevoli solo a Cuba dietro presentazione di una cartella clinica del malato. Assicuro ad A. la massima cura nella custodia e nel successivo recapito del medicamento.

Riviviamo il quartiere Chino, L'Habana Vieja e mi reco a Santa Maria del Mar, dove vengo improvvisamente investita in riva al mare da quello che mi sembra un uragano di vento e pioggia! Impossibile, per diverse ragioni, mi sarà raggiungere Cojimar, il paese di pescatori che ospitò Hemingway. Continuano giorni nuvolosi e incerti con onde inquiete ma continuiamo nel mare..

.. e visitiamo la parte rocciosa e di cemento ad ovest del Vedado dove nuovamente mi ritrovo bagnata, sbattuta sulle rocce da un'onda (anomala?!) e salva miracolosamente dal mare vorace.

L'ultimo giorno, dopo una notte di festa tutta cubana, mi congedo dal Malecon, dal balcone azzurro e barocco e dall'infinità di occhi e innumerevoli storie di altri viaggiatori o di cubani incontrati durante il Viaggio.. Contatto quindi “l'uomo del colectivos” per Viñales e per Santa Clara (Gestor de Viajes Angel Luis Lopez Chongo – Tel. 8794463) e al suo puntuale arrivo sotto casa de la Mami, ci dirigiamo all'aeroporto. In fila davanti agli sportelli “Cittadini Europei”, aspetto, con l'assimilata arte della pazienza, il mio turno: dietro pagamento (25 cuc), mi rilasciano il visto di uscita...

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