Racconti di viaggio

Lapponia - Dunebuggy da Babbo Natale

Caro Babbo Natale, poiché quest'anno ho fatto il bravo, come regalo mi piacerebbe venire a trovarti e poi guidare le slitte con le renne e con gli huski, voglio diventare un elfo e poi anche un lappone onorario. Così, se rinasco, faccio la renna e vivo lì con te, che tanto mica fa così freddo...



I safari e gli Elfi

13 dicembre: verso le 10:00 arriva a prendermi alla guesthouse il pulmino per il safari con le renne. Facciamo il giro degli hotel per caricare gli altri partecipanti e dopo una decina di km arriviamo alla fattoria delle renne.
La nostra guida Milla ci accompagna nel recinto dove ci sono una decina di renne e per prima cosa ci insegna come imbracare le cinghie alla slitta, in quanto dovremo farlo noi! Poi come si “guida”. Praticamente con una corda si da un colpo sulla coscia per partire o accelerare, si tira leggermente per frenare o di più per fermarsi.

Prendiamo posto sulla slitta e partiamo, Milla si mette a capogruppo e ci dice di alzare la mano in caso di bisogno. Le chiedo "ma per girare a destra o sinistra come faccio?". Ride e dice non c'è bisogno, ognuno segue la slitta che si trova davanti. Effettivamente è semplice: appena quella che precede parte, anche la mia si muove e lo stesso quando ci si ferma… Passiamo in boschi con paesaggi stupendi, poi arriviamo in una baita su una collina e ci fermiamo. Milla accende il fuoco e dopo alcuni minuti è pronto il caffè o tè con biscotti.

A mezzogiorno il sole si vede appena fra gli alberi carichi di neve e li colora di un rosso pallido, ed è l’unica volta che lo vedo sorgere. Le renne si sono appisolate, qualche minuto per riuscire a rialzarle e si torna alla fattoria. Saluto la mia renna di nome Pikkila (sono molto docili) e ci viene rilasciata la patente di guida per renne! Al ritorno mi fermo all'Arktikum Museum, il museo di storia, cultura, abitudini e tradizioni del popolo lappone, interessantissimo.
In serata la temperatura scende a –15°.

14 dicembre: alle 8:00 arriva il pulmino per il safari con gli huski. Chi ha la necessità viene equipaggiato con tute, stivali o altro. Questa mattina siamo a –20°, respirando col passamontagna il respiro diventa umido e congela. Alla fattoria è ancora notte ma una decina di slitte sono già pronte con gli huski che abbaiano freneticamente. Ogni slitta ha 6 cani, il posto per il passeggero e dietro, in piedi, quello per il guidatore sugli sci della slitta. Ci viene spiegato come si conduce: bisogna piegarsi di lato per girare, un pedale centrale va premuto leggermente per frenare o a fondo per fermarsi. Col mio compagno svizzero concordo di iniziare io a guidare, sfortuna che il primo tratto del viaggio era il più difficile… Una dopo l'altra le slitte vengono slegate, gli huski sono impazienti di correre!

Appena viene liberata la mia corda lo strattone della partenza è immediato, ma inizio subito male perché due cani ingarbugliano le corde e le guide mi urlano “brake!” e le slegano. Quando siamo partiti tutti, le guide in motoslitta si mettono in testa ed in coda al gruppo, la solita mano alzata per richieste d'aiuto… E stavolta ce n'è bisogno perché i cani spesso si legano o si azzuffano tra loro…

Comunque questo safari non è facile, le renne al confronto erano una passeggiata: sei cani tirano veramente e raggiungono alte velocità, sfido chiunque a rimanere in piedi su due sci ghiacciati, piegarsi per curvare, frenare quando si va troppo forte o prima di una curva. La paura è di venir sbalzato nei salti, bisogna tenersi saldi, le piste tra gli alberi non sono lisce come un'autostrada… I primi due cani capigruppo ogni poche decine di metri si voltano a guardare il guidatore per ricevere i comandi… Un'esperienza indimenticabile!
A metà percorso ci cambiamo di posto con lo svizzero e riesco a fare qualche foto, velocemente perché non si sta senza guanti… Al ritorno ci aspetta un tè caldo attorno al camino.

Invece di ritornare in città col pulmino scendo al Santapark, il parco giochi scavato nella roccia: l'ingresso è caro (20 euri) ed io pensavo fosse più grande. E' adatto ai bambini, con varie attrazioni, un ice bar e una copia di Babbo Natale.
Attendo la lezione per diventare Elfo. Ci insegnano la danza particolare con tanto di cappello rosso e, tenendo fra le mani le corna di un alce, a pronunciare le tre parole “kiiver oover toover “. Sono un Elfo! Con tanto di diploma (4 euri).
Assisto ancora ad uno spettacolo di Elfi e ritorno in città, con la speranza che il posto dove sto aspettando l'autobus sia quello giusto, dato che le fermate fuori città sono segnate da un piccolo cartello giallo che spesso è ricoperto di neve…

Il Battesimo Lappone

15 dicembre: col bus arrivo fino al Santa Claus Village, nell'ufficio Erasetti, in attesa del Lapish Ceremony At Artic Circle, il battesimo lappone. Una ragazza in costume lappone mi accompagna poco lontano in una casetta a forma di capanna, accende un fuoco al centro e inizia a raccontarmi la storia di questo popolo: dice che questo è un posto magico, mi mette il loro cappello tipico e per prima cosa dice che deve togliermi gli spiriti cattivi… si avvicina con un coltello alle mie spalle, speriamo bene… e lo appoggia sul collo simulando di uccidere lo spirito, poi mi fa bere del latte di renna nella tipica tazza di legno, dopo di che di avvicina al fuoco e prende un pezzo di legna ardente… "chiudi gli occhi", dice… chissà se anche stavolta la scampo…

Con la fuliggine fredda mi disegna le corna di renna in fronte: la leggenda dice che in un'altra vita nascerò renna e vivrò in Lapponia. Mi consegna poi l'attestato di Attraversamento del Circolo Polare Artico.

16 dicembre: oggi è l'ultimo giorno, comunque l'aereo parte in serata per cui ho quasi una giornata libera. Decido di andare a piedi (2km) sulla collina di Ounasvaara, dedicata alle attività sportive; ci si arriva attraversando uno dei due ponti sul fiume Ounaskoski, quasi completamente ghiacciato. Ai piedi della collina trovo una pista pedonale e di fondo e inizio a salire, la neve non è proprio dura e si fa fatica a camminare. Arrivo fino al Santasport, un centro sportivo, e vedo una via panoramica che attraversa i boschi; mi arrischio ad andarci senza sci o racchette ma non si sprofonda molto.

Il silenzio è assoluto, vedo due renne, poi altre due, appena mi vedono iniziano ad allontanarsi. Scendo sul lato della collina, attorno solo alberi e neve, mi prende un po' l'ansia di fare qualche brutto incontro e che inizi a nevicare. Il mio fedele Garmin mi indica dove scendere a valle, passo sul ponte Jatkankyntilla-Silta (se cosi si scrive) e passo per l'ultima volta in centro.

Ritorno

Verso la 17:00 saluto lo staff gentilissimo della guesthouse, che nel frattempo mi ha chiamato il taxi per l'aeroporto (17 euri). Sono in grande anticipo e, mentre aspetto, un gruppo di ragazze in costume saluta i passeggeri con balli e canti. Il ritorno è col volo Blue 1 per Helsinki (37,50 euri), che di suo ha mezz'oretta di ritardo ma, dopo qualche minuto che eravamo sulla pista pronti al decollo, l'aereo ritorna al parcheggio, vengono di nuovo fatte scongelare le ali, il pilota esce di persona a controllare e rientra dicendo “problemi tecnici, si scende”.

Volo annullato… a tutti prende il panico; ci ridanno i bagagli e ripassiamo al check in. Al mio turno faccio presente la mia preoccupazione in quanto tra 12 ore ho altri 2 voli: i controllori si attivano subito per il mio problema, mi chiamano un taxi che mi riporta in città all'hotel Scandic (4 stelle), tutto gratis, compresi drink, e colazione senza spendere un euro, spese dei taxi rimborsate. Dopo mezzora mi chiamano dalla reception confermandomi il volo Finnair alle 6:00 di mattina, davvero una ottima organizzazione! Alle 12:30 del giorno successivo riparto da Helsinki con Blue 1 per Stoccolma (39 euri) e alle 15:00 con Alitalia per Milano (88 euri).

La vista di questi luoghi rimarrà un ricordo indelebile… la Lapponia è un posto speciale da vedere, la loro cultura e le tradizioni sono emozioni da provare, spero di ritornare presto nella Rovaniemi città magica…

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