Racconti di viaggio

Francoforte, Magonza e Weisbaden

Sulle tracce di Jim Morrison insieme a ryanjet, per un viaggio in terra tedesca tra l'Historisches Museum, Goethe house, Gutenberg Museum, Romerberg Platz e tanto altro

autore: ryanjet
periodo:
gennaio
offerte voli low cost

zingaGUIDA di Francoforte
Foto gallery di Francoforte



Il 2009 è iniziato con questo viaggio in terra tedesca, a gennaio, in solitaria, un tour di quattro giorni trascorso tra Francoforte sul Meno, Magonza e Weisbaden. Il tempo purtroppo non è stato clemente; neve, pioggia, nebbia e temperatura costantemente sotto lo zero, mi ha messo a dura prova, c’è da dire che ho sbagliato con l’abbigliamento, ero troppo leggerino.

Una delle ragioni per cui ho scelto questa destinazione, è stata, ricalcare le orme dei Doors a Francoforte nel settembre del 1968, compito portato a termine con successo, quasi pieno, poi vedremo perché “quasi”.
Altro motivo, fondante, del tour germanico, il costo dei voli. La Ryanair un paio di mesi prima di gennaio mi aveva infatti regalato a 2€ un a/r Roma – Hahn, addirittura nel week-end! Certo, Hahn non è proprio a 2 passi da Francoforte, poi bisogna farsi 2 ore di bus, ma comunque oh, sti cazzi, sono sempre voli gratis! Grazie Ryan!

Passiamo ora ad una panoramica di info, aggiornate al gennaio 2009.

TRASFERIMENTO AEROPORTO DI HAHN – FRANCOFORTE E VICEVERSA
Arrivando ad Hahn con Ryanair
, sarete esattamente in Culonia, regione limitrofa alla Renania, a circa 120 km da Francoforte. Una volta sbarcati, avrete a disposizione due mezzi per raggiungere Mainhattan (che è sempre Francoforte).
1) Il bus della Bohr, che parte davanti l’uscita della zona “arrivi” in corrispondenza di ogni volo Ryanair atterrato. Costo del ticket 12€ a tratta, (dunque 24 a/r, niente sconti), durata del viaggio circa 2 ore. Sarete scaricati alla Stazione Centrale (Hauptbahnhof), da qui potrete muovervi comodamente a piedi o coi vari mezzi per la destinazione finale. Per il ritorno si riparte dalla stessa Stazione verso l’aeroporto.
2) Il bus della Terravision (che personalmente ho scelto). Parte dal capolinea dei bus, poco distante dalla zona “arrivi” dell’aeroporto, impiega leggermente più tempo perché effettua alcune fermate intermedie durante il tragitto, ma costa 16€ a/r. Il biglietto si fa a bordo o, se partite da Roma, direttamente al banchetto Terravision di Ciampino. La fermata migliore per raggiungere il centro è Kaiserlei station, da qui potete immergervi nella S-bahn e andare dove volete. Per prendere il bus di ritorno, stesso posto.

francoforte_1


MUOVERSI A FRANCOFORTE
Nella città circolano una quantità notevole di mezzi pubblici; bus, tram, u-bahn ed s-bahn (queste ultime; metropolitana e treno, sotterraneo e non, che raggiunge diverse località nell’hinterland). I costi dei biglietti variano a seconda della zona che si intende raggiungere. Per U ed S-bahn è possibile acquistare i tickets nelle numerose biglietterie automatiche presenti nelle stazioni. All’inizio probabilmente andrete nel panico perché non è facilmente intuibile il loro uso, ma dopo averle settate in lingua italiana, dovreste farcela.

DORMIRE A FRANCOFORTE
Se è periodo di Fiera, qualunque essa sia, sono problemi, i prezzi degli hotel, anche dei più infimi, raddoppiano! E già non sono così bassi, quindi vedete di calcolare questo particolare. Io ho alloggiato all’Hotel Central Frankfurt, situato sulla riva del Meno a poche centinaia di metri dal Romer, quindi dal centro storico. Avendo evitato il pericolo Fiera, ho pagato poco: 38€ a notte, prima colazione inclusa.

MINI REVIEW HOTEL
Hotel 3 stelle, favorevolmente posizionato rispetto al centro storico. Fermata metro più vicina, Ostendstrasse Station. Nelle vicinanze c’è un unico market, bisogna cercarlo bene, ma c’è, fidatevi.
Il personale è di origine asiatica, non parla inglese, quindi bisogna arrangiarsi a gesti o in lingua tedesca.
La camera singola è piuttosto spaziosa: letto singolo comodo, tv 21’, poltrona, armadio capiente, scrivania e bagno con prodotti da bagno inclusi.
Possibilità di avere una camera con vista sul Meno, io me la sono vista rifiutare senza insistere, ma fa niente, anche quella con vista su strada è silenziosissima. La zona è iper tranquilla.
C’è un ascensore, ma è più un montacarichi, l’ho sempre evitato, meglio le scale.
La prima colazione è stata più che sufficiente: affettati vari, pane, formaggi molli, marmellate, succhi e wurstel. Chi prima arriva, più cibo trova, meglio magna!
La pulizia è discreta, il riscaldamento autonomo per ogni stanza, il personale si fa i cazzi suoi, è ultra-discreto, la chiave la porterete con voi uscendo. Tutto sommato il rapporto qualità/prezzo è stato più che buono.

Bene, concludo qui la parte informativa. Inizia ora la cronaca di questi gelidi ed intensi giorni.

17 GENNAIO
Fuori è buio, piove, fa freddo. Partire a quest’ora è deprimente, ma non c’è alternativa. Il mio volo parte da Ciampino alle 9.20, quindi alle 06.00 debbo mettermi in moto per raggiungere l’aeroporto, usufruendo del solito servizio ferroviario regionale. Volo Ryanair in partenza in perfetto orario, le due ore corrono via veloci, ho con me la PSP con il mio gioco preferito: Everibody’s Golf II.

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I vari strati di nuvole mi impediscono di vedere alcunché, di sicuro il tempo farà schifo e così sarà. Atterriamo ad Hahn su una pista dai bordi innevati, appena messo il naso fuori dall’aereo capisco che saranno giorni duri da affrontare (e la previsione mestamente si rivelerà azzeccata). Nell’attesa che il bus Terravision parta, mi concedo la mia prima birra tedesca, una lattina di Paulaner, devo dire apprezzabile, resto all’interno del terminal, fuori si è scatenata una mezza tempesta di neve mista ghiaccio e la temperatura è glaciale, -11.

Una volta salito sul bus mi godo due ore di viaggio al calduccio tra le valli innevate dell’Assia, arrivato a destinazione mi intrufolo svelto nella s-bahn, talmente svelto che sbaglio a fare il biglietto, pago sicuramente meno del dovuto, ma mi dice bene che nessuno mi controlla, niente tornelli d’accesso per le metro qui a Francoforte. Gira e rigira arrivo in hotel nel primo pomeriggio. Effettuo un check-in disgraziato, il tizio non parla inglese ed io non parlo tedesco, per capirci usiamo i gesti e qualche fonema non identificabile, pago e mi approprio della stanza.

Mi vesto più pesante che posso, 3 cappelli, 2 giubbotti, sciarpa e (purtroppo) pantalone della tuta leggero, unico indumento inadatto al clima tedesco, ed unico che avevo portato. Per oggi ho previsto un giro in avanscoperta del centro storico e della Zeil, il vialone commerciale, pieno di negozi e locali, più frequentato della città. La camminata sul lungo Meno è agghiacciante, non nevica più, ma il vento è micidiale e non da scampo, nemmeno con 3 cappelli riesco ad arginarlo. Più veloce che posso entro nel Romer, che guarda caso è anche il sito per me più importante da visitare. E’ in questa piazza infatti che i Doors suonarono nel settembre del 1968, Hello, i love you, finita poi su moltissimi video della band, ufficiali e non. Più o meno tutto è uguale a 40 anni fa, apparte il manto stradale, ora di ciottoli e un paio di costruzioni in più di fianco la Nikolaikirche.

La Romerberg Platz è suggestiva, al centro c’è una fontana ed è tutta circondata da edifici a graticcio, alcuni sedi del comune cittadino, altri semplici locali per souvenir e di ristoro. Certo, non sono le costruzioni d’epoca originali, Francoforte venne rasa quasi completamente al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale, queste sono dunque ricostruzioni. Fortunatamente hanno deciso di ricostruire, fedelmente al passato, questo bel centro storico, altrimenti Francoforte sarebbe costituita ad oggi, solamente da grattacieli e palazzoni moderni! Motivo per cui si è guadagnata il soprannome Mainhattan.

Il Romer da il meglio di se nel periodo natalizio, pare sia sede di uno dei mercatini più affascinanti di Germania, non ho motivo di dubitarne. La pioggia fitta mi impedisce di scattare foto con l’autoscatto, faccio molti video girando qua e la per il Romer. L’atmosfera è piuttosto inquietante, in giro non c’è praticamente nessuno e c’è un silenzio surreale. E’ meglio salire verso la Zeil . Non è molto distante, in fin dei conti la città non è ‘sta grande metropoli.

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Una volta giunto sulla Zeil mi concedo una pausa cibo insolita. Blocco un tizio con un fornello sulla schiena che cucina wurstel e me ne aggiudico uno enorme per 1€. Mega spruzzata di senape e via! Una bontà galattica, credetemi. Dopo il panino col wurstel ci vuole una birra, ovvio, ma non volendo perdere tempo in un locale, cerco un market per acquistarla da asporto. La cosa si rivela tutt’altro che immediata, vago oltre un’ora senza incontrarne uno! Quanto mi’innervosisco quando è così, io amo i posti stile Londra, dove ogni 5 metri trovi un dannatissimo market, cinese, indiano, iraniano, iracheno... Qua nulla. Cammino talmente tanto che mi ritrovo in zona Hauptbahnhof, qui finalmente riesco a trovare quello che cercavo ed acquisto una lattina di Warstainer, una deludente lager.

E’ ormai calato il buio, evito di girare nella zona finanziaria della città e mi addentro di nuovo nel centro storico, facendo una sosta per riscaldarmi, da Saturn! Prima di tornare in hotel ho bisogno di comprare qualcosa da bere e da stuzzicare per le serate che seguiranno, quindi mi metto alla ricerca di un altro market, ma dalle parti del Central Frankfurt Hotel. Questa volta ne trovo uno quasi subito, l’unico, chiude alle 20, appena in tempo. Acquisto qualche Paulaner e un po’ di patatine alla pancetta, faccio un salto in camera, metto al fresco alcune lattine (in una busta legata approssimativamente alla finestra del 3° piano) e riesco per un altro giro.

E’ sabato sera, ma in strada non c’è nessuno! Pazzesco, nemmeno sulla Zeil, i locali sono semi-vuoti, qualche avventore bazzica solamente da Mc Donald. Non mi pare il caso di stare a girare oltre, ne di cercare un locale dove accomodarmi, meglio rientrare per una doccia ristoratrice. Tornato in stanza, perdo un po’ di tempo al cesso, non sono per la doccia e una volta sistemato, mi butto a letto a guardare l’umd di Bogeyman sulla PSP sorseggiando un po’ di Paulaner. E così il primo giorno a Francoforte se ne va.

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