Racconti di viaggio

Francoforte, Magonza e Weisbaden

Sulle tracce di Jim Morrison insieme a ryanjet, per un viaggio in terra tedesca tra l'Historisches Museum, Goethe house, Gutenberg Museum, Romerberg Platz e tanto altro

Parto dalla stazione in direzione Zeill, quando tutto ad un tratto si crea di nuovo il vuoto intorno a me. Spariscono tutti, auto, passanti, taxi, tutti! Arrivo dalle parti della Zeil quando accade qualcosa d’imprevisto. Mi sento pedinato. E’ una sensazione bizzarra, ho la netta impressione che alcuni tizi dietro di me (4) abbiano in testa qualche spiacevole intenzione nei miei riguardi. Accelero vistosamente il passo per testare la loro reazione, accelerano anche loro e poco dopo cominciano a chiamarmi, gridando. A quel punto comincio ad avere un po’ timore, siamo solo noi per la strada, potrei essere fottuto! Quando ormai sto correndo, sicuro di andare incontro, minimo ad una rissa, una visione celestiale appare dinanzi i miei occhi! La M di Mc Donald!! Mai come adesso ho amato Mc Donald!

Mi ci fiondo dentro, mi volto e noto i tizi alla porta, indecisi sul da farsi, si dividono, due vanno chissà dove e due entrano. Shit! Non so che fare ed ho pochissimi secondi per decidere. Esco dalla porta di servizio, facendomi notare, i due mi seguono, rientro dalla porta principale e scivolando mi metto davanti una cassa.
A questo punto i loschi figuri desistono e vanno via. Tiro un sospiro di sollievo ed ordino un Big Mac e una sprite. Mangio lentissimamente, faccio passare quasi un’ora prima di uscire. E quando esco non c’è nessuno ad attendermi, meno male, pericolo scampato.

Ora, chi erano quelli io non lo so, quali fossero state le loro intenzioni, nemmeno , forse sono stato troppo sospettoso, forse volevano solo farsi due risate, fatto sta che ho passato una brutta oretta, meglio rientrare in hotel, ormai è anche tardi, la giornata è conclusa. Prima di salire in camera compro un paio di birre in una sorta di bar miracolosamente aperto, in Romerplatz. Serviranno a rilassarmi. Domani sarà il mio ultimo giorno a Francoforte, il volo per Roma parte da Hahn alle 20 ma io devo prendere il bus Terravison alle 16. Diciamo che ho mezza giornata abbondante per finire tutti i miei giri, dovrebbe essere sufficiente, vedremo.
Metto in carica cellulare e psp e buona notte.

20 GENNAIO
Scendo stancamente a fare l’ultima colazione in questo hotel, mangio tutto quello che posso e torno in camera per la preparazione al check out. Questa volta non viaggio con lo zainetto, ma con una borsa a tracolla, ho fatto una cretinata, non è assolutamente più comoda dello zaino, (questo infatti sarà il suo primo ed ultimo viaggio con me).

Sistemato tutto, me ne esco e una piacevole sorpresa mi accoglie sull’uscio. Non piove, timidi raggi di sole squarciano le nubi e la temperatura è superiore allo zero di qualche grado! Finalmente posso fare le foto in Romerberg Platz! Faccio più veloce che posso, il sole va e viene, il risultato non è il massimo, ma almeno ho un importantissimo ricordo da portare a casa.

Il pallido sole mi mette di buon umore, tanto che decido di sperperare qualche euro in souvenir. Acquisto un paio di calamite, 3 cartoline e mi fermo curioso ad un chioschetto enoteca. Certo non è l’orario buono per bere vino, ma mi sento in dovere di provare l’Apfelwein, vino di mela in pratica. Un sorso mi basta a farmelo lasciare la sulla botte, uno schifo aberrante, 3€ buttati!

Adesso c’è da decidere il da farsi. Il mio programma prevede una scappatella alla Kongresshalle, la sala concerti dove i Doors suonarono 2 set nel ’68. Il problema è che è molto fuori mano e che probabilmente ora fa parte di un complesso più ampio, nel quale si entra solamente a pagamento e solamente in determinate occasioni. Quindi: o rischio e vado, perdendo praticamente tutto il tempo rimanente o abortisco la visita e passo al piano B.

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Decido di passare al piano B. Mi dispiace, ma il breve The Doors Tour lo reputo già soddisfacente e termina qui. Approfitto del tempo variabile per andare sulla terrazza della Zeil gallery, un centro commerciale di 7/8 piani situato all’inizio della Zeil. Salgo su con le scale mobili, sulla terrazza c’è un piccolo ristorante e salendo sulla cima, tramite una scala a chiocciola esterna, è possibile scorgere un discreto panorama della zona. Sul Romer, sulla Zeil, con i grattacieli alle spalle. Non male, l’altezza non è da capogiro, anzi, ma particolare non trascurabile, qui si accede gratuitamente.

Fatta questo, posso depennare dal piano B, la salita panoramica sulla Main Tower, non oso immaginare il vento a 200mt di altezza, non mi voglio congelare e poi con questo tempo, ancora comunque nebuloso, la vista non sarebbe perfetta. Passo il tempo un po’ nel centro commerciale, ci sono gli stessi identici negozi che abbiamo in Italia, faccio una puntatina nella sala giochi ed esco. E’ circa l’una ed ho ancora tre ore da spendere in città. Decido che le trascorrerò girovagando a caso.

Prima di tutto, voglio bere qualcosa di caldo, il saporaccio di quel vino ignobile ancora non va via, urge rimedio. Mi capita a tiro uno Starbucks, non ci penso due volte, entro e prendo un caffè americano piccolo, ovvero mezzo litro di acqua bollente dal vago sentore di orzo, uno sciacqua-budella dai. Certo non il massimo, ma paragonato a quella vinaccia acetosa, oro colato.

La pausa mi ha rigenerato, mi è balenata l’idea di fare un salto dalle parti dello Zoo, esattamente dalla parte opposta di dove sono ora. Meglio, così mi faccio una passeggiata, finalmente senza ombrello e posso scattare qualche foto. Per raggiungere lo Zoo, in effetti impiego un bel po’, non ho il tempo di visitarlo, poco male, tanto non era prioritario. Prima di prendere la s-bahn per Kaiserlei station, punto dal quale partirò alla volta di Hahn con Terravision, mi fermo per un ultimo spuntino, in un fast food a base di pesce. Prendo fish & chips e lo divoro su una panchina, troppo buono, adoro il fish & chips.

Si è fatta l’ora X, è tempo di prendere la strada per il ritorno. Sono in perfetto orario, anche il bus lo è, vidimo il ticket a bordo e con stupore noto che sono l’unico passeggero! Incredibile, mai successa una cosa simile. Evidentemente prendono tutti il bus della Bohr, meglio così. L’autista ha fretta, mi scarica ad Hahn in meno di due ore, grande.

Il mio volo per Roma parte tra due ore, l’aeroporto è minuscolo e non si può perdere tempo girando tra le vetrine degli shop, quindi opto per un’ultima birra, una sigaretta ed entro. Passo rapido i controlli, (molto blandi) e mi accomodo nella sala del mio gate. C’è pochissima gente, arrivano tutti insieme poco prima dell’apertura. Si sale a bordo, temo un po’ di ritardo a causa della nebbia, ma tutto fila liscio.

Atterro a Roma in perfetto orario, alle 21.45. C’è un passaggio ad attendermi, troppo tardi per prendere il treno, che bello.

Finisce qui il mio tour in terra tedesca. Che dire, i luoghi sono sicuramente interessanti, non ho pagato niente i voli, ho ricalcato le orme dei Doors; tutto è andato come doveva andare. Peccato ovviamente per il clima pessimo, con il sole sono sicuro che sarebbe andato tutto ancora meglio, ovvio direte voi, già, ma è così. Hello!!

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