Racconti di viaggio

Un Weekend a Salonicco

Con il nostro Lorenz75 sbarchiamo in Grecia per un week end alla scoperta di Salonicco, del mare, della vita notturna e dell'identità tipica di una città di frontiera.


Qui acquisto i souvenir spendendo una cifra assurda (14 € una maglietta in cotone finissimo ed un soprammobile accumula-polvere) e, in accordo con Amico 1 e Amico 2, andiamo a mangiare in zona Bey Haman. Causa mal di gola, pranzo con due frappé, che nel locale chiamano “espresso freddo”, e mi rendo conto che avrei potuto benissimo vivere anche senza entrare in contatto con questa prelibatezza locale. Di fatto, è un caffè freddo shakerato servito in un tumbler alto. Qui notiamo alcune usanze greche che in Italia la ASL farebbe fatica ad accettare: scontrini messi nei piatti assieme al cibo, baristi che si asciugano il sudore sulla fronte e poi servono i clienti senza lavarsi, cibo appoggiato sul banco senza essere incartato o imbustato a dovere, ecc. Certo, queste cose possono accadere anche in Italia, ma qui mi hanno fatto più impressione, e non capisco la ragione.

Dopo pranzo, come d’uso, passeggiatina per digerire. Noi ci dirigiamo verso il lungomare dove notiamo una vera e propria folla: bar strapieni, vociare, tanti giovani (ma dove ho passato i miei vent’anni??!!!). Insomma, tanta gente così io la ricordavo solo la sera a Lloret de Mar o a Rimini/Riccione in Agosto nei primi anni ’90.

salonicco_2-copia



Ed ora la caxxata del viaggio. Non so per quale ragione, ma dalla mia bocca esce più o meno questa domanda, evidentemente retorica, ma così non è stata interpretata: “Stiamo qui a  Salonicco in mezzo alla gente, e magari ci sediamo in qualche bar facendo un po’ di sano ed innocente girl-watching o andiamo a Kalamaria, di cui non so nulla, dove sembrano esserci le spiagge, e dove peraltro non ci sarà nessuno visto che i greci anche con 25°C girano con il giubbino in pelle?”. Non chiedetemi come, ma dopo 10 minuti ero sul bus numero 5 in direzione Kalamaria.

Qui la faccio breve perché non c’è nulla da raccontare se non di un pomeriggio praticamente gettato alle ortiche. In ordine: discesa in una fermata a caso, assenza totale di gente, di spiagge minimamente agibili nemmeno l’ombra. Segue: passeggiata tra un paio di yacht club e di cantieri, siesta “obbligata” su un brandello di costa sabbiosa e sporca (con annesso ritiro spirituale di Amico 2 su un molo a rimirare l’infinito), oltraggio all’Olimpo ed ai suoi abitanti da parte del sottoscritto, inopportuni interventi di Amico 1 volti a trovare “il lato piacevole” della giornata. Ma non è finita. Tentiamo di tornare verso  Salonicco, e, per sicurezza, ci rimettiamo davanti alla fermata da cui siamo scesi. Purtroppo scopriamo che si tratta di una fermata di sola discesa e, per riprendere un mezzo, grazie all’aiuto di 2 persone, ci rendiamo conto di dover fare un’altra bella passeggiatina. Verso le 18:30 riusciamo ad intercettare il bus numero 6 che in mezz’ora abbondante ci riporta sul lungomare di  Salonicco dove la vita continua a brulicare.
Pagina
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

Chiudi
Aggiungi un commento a Un Weekend a Salonicco...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori