Racconti di viaggio

Sei giorni in Islanda on the road

Fuoristrada e natura. Un'avventura on the road alla scoperta dell'isola dei ghiacci.

SEI GIORNI IN ISLANDA ON THE ROAD - Per un amante della natura e dei paesi nordici l’Islanda non può che essere una delle mete più desiderate, per un fuoristradista poi è come La Mecca, bisogna andarci almeno una volta nella vita! Purtroppo i prezzi non proprio low cost mi avevano sempre scoraggiato, fino a quando, a marzo, riesco a trovare un volo Wow air da Stansted e un appartamento a Reykjavik a prezzo ragionevole! E’ Fatta! Si va in Islanda!

Trovati 4 compagni di viaggio inizio a pianificare, affitto un SUV ford Escape perché i fuoristrada hanno prezzi esagerati, e scopro che in quei giorni ad Akureyri, nel nord dell’isola c’è una gara del campionato Formula Off road, una spettacolare disciplina fuoristradistica dei paesi nordici, quindi sarà il caso di farci un giro…

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14 agosto: il giorno prima della partenza, già abbastanza preoccupato dal poco tempo per lo scalo a stansted e per la crescente attività sismica intorno al vulcano Katla (una sua improvvisa eruzione potrebbe far cancellare in un istante il mio tanto atteso volo!) mi arriva un e-mail dove mi dicono che per un problema di overbooking la mia macchina non è più disponibile e mi propongono la restituzione di tutta la somma già pagata… oppure di mettermi in contatto con un'altra agenzia loro partner per trovare una soluzione… PANICO PIU’ TOTALE! Per fortuna riesco a farmi dare allo stesso prezzo un Nissan Patrol più vecchio ma con le gomme da 35” però con solo 200 km al giorno compresi e gli altri a 0,50€ a km.

Tutto sommato sono contento, però dovrò cambiare tutti i piani per non spendere un’esagerazione! Inizio subito a cercare percorsi alternativi utilizzando tutte le scorciatoie sterrate..

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15 agosto: alle 7 e 30 siamo già in macchina diretti a Torino e alle 17 circa, dopo svariati controlli passaporto, attese e ritardi finalmente sono all’aeroporto di Keflavik!! Non mi sembra vero! Secondo le previsioni meteo avremmo dovuto trovare il sole invece ha appena smesso di piovere e il cielo è completamente coperto… ma fa lo stesso!

Già sul bus che ci porta a Reykjavik (circa 40 minuti) capiamo che non è un posto normale… dai finestrini si vedono solo distese di lava nera, ogni tanto ci sono casette di lamiera sparse in mezzo al nulla! Per colpa anche del tempo grigio il paesaggio è abbastanza triste…

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Giunti in centro posiamo le valige nel nostro appartamento, e andiamo subito al supermercato a comprare qualcosa per la colazione del giorno successivo, quindi dopo una meritata doccia usciamo per cena in un pub; Il tempo è migliorato e c’è ancora il sole! Alle 23 andiamo a ritirare la macchina (ritirarla dopo le 23 oppure prima delle 8 del mattino successivo costa uguale). Il tipo dell’agenzia è simpatico e disponibile, ci spiega che quella è la sua macchina che usa ad andare a caccia perché le altre sono tutte affittate…

La parte più seria del gruppo torna a casa con la macchina, io e un altro beviamo ancora qualche birra e facciamo 2 passi, ma è mercoledì sera e in giro c’è solo qualche turista.
   
16 agosto: sveglia alle 8, colazione e si parte! Prendiamo la Þjóðvegur 1, Reykjavik è avvolta nella nebbia, ma subito fuori si dirada rivelando una giornata limpidissima! Il paesaggio è spettacolare! Ci fermiamo subito a fare qualche foto…
   
Il programma della giornata è il golden circle, un po’ modificato da noi… tra strade asfaltate e scorciatoie (o “allungatoie”) sterrate raggiungiamo Þingvellir, poi Geysir, dove ne approfittiamo per mangiare (fuori dalla capitale trovare paesi e ristoranti non è facile) e le spettacolari cascate di Gulfoss.

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Da qui vediamo in lontananza il ghiacciaio Langjökull e decidiamo di andarci! Con l’aiuto del navigatore e della cartina prendiamo una strada sterrata dapprima liscia e poi sempre un po’ più sconnessa con diversi guadi alcuni abbastanza profondi, dopo diversi km siamo immersi in un deserto di pietre marroni, tutto intorno è il nulla! Proseguiamo ancora per un bel po’ e finalmente giungiamo ad una cascata… il ghiacciaio non si vede più e sul navigatore la via finisce, ma sul ripido pendio vicino alla cascata ci sono ancora delle impronte di fuoristrada. Decidiamo di proseguire, pochi metri e siamo da un grosso lago nel quale sprofonda lingua del ghiacciaio! Da qui la vista sulla pianura sottostante è spettacolare! L’unica traccia dell’uomo è la pista sterrata da cui siamo arrivati! Ringraziamo di avere il Patrol, con l’altra macchina non saremmo mai arrivati qui! Torniamo verso la capitale facendo una strada diversa che costeggia il lago Þingvallavatn.

Anche se guardando il sole sembra ancora presto lo stomaco suggerisce che è ora di cena, quindi doccia e 2 passi fino al porto per cercare un ristorante. Optiamo per una zuppa di aragosta e spiedini di pesce al Saegreifinn. Sarà il posto dove abbiamo mangiato meglio e torneremo anche la domenica. Anche stasera in giro non c’è granchè, tra una birra e un brennvin rimaniamo in giro fino alle 2.

17 agosto: Di nuovo sveglia alle 8 e si parte in direzione sud per bláa lónið conosciuta anche come blue lagoon. Si tratta di una laguna di acqua calda e ricchissima di sali in mezzo a una distesa di rocce nere, nel cui centro è stato costruito un impianto termale con spogliatoi, sauna, bar, ecc è una cosa molto turistica ma lo scenario è meraviglioso e non resistiamo alla tentazione di fare un bagno.

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(© S.R.Lee Photo Traveller / Shutterstock)

A mezzogiorno siamo nuovamente in viaggio con destinazione Grindavik, un paesino di pescatori sulla costa sud dove speriamo (invano) di trovare un ristorante. Proseguiamo per Krysuvìk dove con pochi km su una fangosa stradina in mezzo al verde possiamo ammirare la bellissima scogliera e un faro. Sempre nei dintorni rimaniamo incantati da un area ricca di sorgenti calde, getti di vapore e pozzanghere di fango che bolle! Continuiamo costeggiando il lago kleifarvatn e dopo varie soste in serata siamo in città dove riusciamo finalmente a mangiare qualcosa!! Per fortuna avevamo un po’ di biscotti, cioccolato e patatine in macchina… sono state il nostro pranzo!

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Abbiamo ancora tempo per visitare la chiesa di Hallgrímskirkja e di salire sul suo campanile per una splendida vista sulla città. Anche se bisogna dire che Reykjavik non è particolarmente bella e neanche tanto ben tenuta, molti muri sono pasticciati con le bombolette, le case sono tutte in lamiera, molte sono carine, ma altre sembrano quasi abbandonate e nei giardini c’è abbastanza disordine… l’unica zona curata è il Laugavegur.

Stasera a Reykjavik c’è un po’ più di vita e nonostante la stanchezza e la sveglia presto prevista per il giorno dopo rimango a far festa sul Laugavegur fino dopo le 2… in fin dei conti sono in ferie!!

18 agosto: oggi visto che è sabato… sveglia alle 5:15! Alle 5:30 si parte! La destinazione è lontana: Akureyri, nel nord dell’Islanda, a meno di 100km dal circolo polare! Partiamo avvolti nella nebbia ,la Þjóðvegur 1 è deserta, passiamo nel tunnel sottomarino attraverso il fiordo di Hvalfjörður e per più di 100km non incontriamo una macchina. La nebbia continua e non ci permette di vedere nulla fino circa a metà strada, dove troviamo un distributore e facciamo colazione, di qui in poi il tempo migliora, qui nel nord il paesaggio è completamente diverso, la strada scorre in mezzo a verdi pascoli puntinati di pecore e disseminati di ruscelli e laghi, molto belli, ma meno selvaggi e particolari del sud del paese; a volte si incontrano grandi cascine con moderni trattori, spesso hanno anche vicino una chiesetta e un piccolo cimitero… non deve essere facile vivere in mezzo al nulla a più di 100km da qualunque altro insediamento umano… l’unica coltivazione presente è il fieno, che servirà alle pecore e ai cavalli in inverno.

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Costeggiamo ancora alcuni fiordi, attraversiamo una zona montuosa e dopo circa 400km scendiamo ad Akureyri, la capitale dell’Islanda del nord, conosciuta anche come la città del sole di mezzanotte. Nonostante sia la seconda area urbana dopo Reykjavik, conta solo 17 mila abitanti. La città oltre che tranquillissima (ci sono pochissime macchine), è molto bella e curata con giardini e fiori, cosa inesistente nella capitale, ha anche un piccolo giardino botanico. Leggiamo che grazie a particolari correnti d’aria è molto più calda rispetto a tutte le città europee alla stessa latitudine e il suo porto non gela mai in inverno.

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Passeggiamo sulla via pricipale, andiamo a vedere il piccolo porto, quindi cerchiamo un ristorante dove assaggiamo la carne di balena… Nel pomeriggio ci spostiamo di pochi km verso le montagne dove il gruppo si divide: gli appassionati di 4x4 si fermano a vedere la gara di formula off road, gli altri vanno a visitare la casa di babbo Natale.

Alle 17 è ora di ripartire, avremmo voluto fare le vie interne ma purtroppo il tempo a disposizione è poco quindi riprendiamo la 1. Adesso la nebbia non c’è più e possiamo ammirare gli splendidi paesaggi, facciamo anche alcune soste sui fiordi in alcuni paesini dai nomi impronunciabili. Sono le 21 e 30 ma c’è ancora il sole, arriviamo al Grábrókargígum, un vulcano spento e anche se come al solito abbiamo fame non resistiamo a salire fin dentro il cratere seguendo un sentiero ben segnato in circa un quarto d’ora… siamo dentro un vulcano!! Da lassù la vista è magnifica.

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Ripartiamo per Reykjavik ci fermiamo alla prima insegna che lascia presagire del cibo e mangiamo una schifezza simile ad un hamburger, che per la fame ci sembra buono! A mezzanotte siamo docciati e pronti per il sabato sera, in centro c’è la Cultural Night, vediamo di cosa si tratta…

Il Laugavegur è stracolmo di gente ubriaca, tutti i locali sono strapieni, c’è gente che sfreccia in mezzo alla folla sui carrelli della spesa… per terra ci sono bicchieri di plastica e bottiglie dappertutto! se questa è la notte della cultura chissà la festa della birra!! Mi trovo subito bene e anche il sonno mi passa, abbandonato da tutti i mie compagni di viaggio tornerò a dormire alle 6…

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19 agosto: ore 10:00 mi sembra di essermi appena coricato eppure è già ora di scendere! Sistemate le valige, una riordinata, una passata di aspirapolvere e bisogna lasciare la casa. Un’ ultima mangiata di pesce al porto, due passi con lo zaino in spalla ed è ora di tornare in aeroporto… Avessimo avuto almeno un giorno in più avremmo potuto visitare anche jokulsarlon, ma va bene così! Sarà per la prossima volta!

Consiglio a tutti gli amanti della natura di andare un volta in questa splendida terra, ne vale veramente la pena!
Una cosa che colpisce è anche la grande civiltà e onestà di questo popolo! Basti pensare che in centro di notte ci sono moto parcheggiate con il casco appoggiato sullo specchietto neanche legato, oppure il ragazzo che ci ha affittato l’auto quando l’abbiamo riportata ci ha chiesto se era tutto apposto e non l’ha neanche guardata, se non glielo avessimo fatto notare noi non si sarebbe neanche accorto che avevamo fatto 600km in più da pagare a parte…

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Ho notato anche che a differenza di quanto avevo letto ci sono molti italiani (è anche vero che siamo ad agosto) comunque mi sono sembrati tutti molto educati, rispetto a quelli che ho incontrato in altre parti, specialmente nell’est Europa…

Gli islandesi sono abbastanza pazzi e socievoli (aiutati dall’alcool penso), ma per chi pensasse di andare a caccia lì lo sconsiglio, le islandesi non sono mediamente belle come le scandinave, e una buona parte sono in sovrappeso… e ci credo con le porcate che mangiano!