Voli low cost
 

Vieni qui, che ti aspetta il Gran Giurì

Vi siete stufati delle "compagnie dell'asterisco", che pubblicizzano offerte a pochi euri che, grazie a tasse quanto meno fantasiose, alla fine costano come una crociera ai Caraibi? Noi sì, e a quanto pare anche il Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria, che dal 2003 mazzola sistematicamente gli annunci ingannevoli. Con l'aiuto dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Gli diamo una mano?

Commenti? Scrivili qui!
     
Tasse? Ma quali tasse?

Cosa fareste se, dal panettiere, il bottegaio prima di consegnarvi il vostro sfilatino vi facesse pagare la tassa sullo smaltimento sacchetto, sull'uso del forno, e poi la sovrattassa sulla commessa avvenente?

Oppure se, comprando una camicia, doveste pagare il supplemento bottoni e il surcharge per avere entrambe le maniche?

Probabilmente fareste un uso improprio dello sfilatino sul commesso della camiceria, non prima di aver fatto ingoiare al panettiere tutti i bottoni...

Nel mondo dei voli, low-cost e non, assistiamo tutti i giorni a quelli che secondo noi sono soprusi. Le compagnie pubblicizzano voli a prezzi ridicoli scorporando dal costo del biglietto tutta una serie di improbabili "tasse" e "surcharge", che poi come per magia compaiono nelle ultime fasi della prenotazione.

Capire quali tasse possono davvero definirsi tali e quali siano inventate di sana pianta e' un esercizio destinato alla rapida obsolescenza di fronte alla creatività con cui le compagnie inventano nuovi balzelli.

A naso, possono essere definite "tasse" solo i costi su cui la compagnia non ha nessun controllo e che vengono riversati ad un terzo. Tutto il resto sono costi che la compagnia sopporta per fornire un servizio, che poi è libera di vendere al prezzo che ritiene conveniente, senza però nascondersi dietro distinzioni di comodo.
 
Il piccolo giurista

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Avete il dente avvelenato contro le compagnie dell'asterisco, che pubblicizzano offerte ingannevoli? Ecco gli strumenti per reagire!

» Rassegna decisioni IAP
» Lettera di segnalazione
» Istituto autodisciplina pubblicitaria
» Codice autodisciplina pubblicitaria
» Garante Concorrenza e Mercato

 
Tu quoque, Ryan

Già che siamo in tema di proteste, tanto vale segnalare un'altra sorpresina che attende il viaggiatore low cost al momento del pagmento del volo.

Molte compagnie, inclusa mamma Ryan, che per il resto ha tariffe nel complesso trasparenti, hanno la pessima abitudine di applicare una sovrattassa per i pagamenti effettuati con carta di credito. Cioè praticamente tutti. Al momento questi costi ammontano, per Ryan, a 2,50 euri. Mica paglia, su voli che costano pochi euri.

A noi sembra che le regole in materia di utilizzo di carte di credito vietino al venditore di praticare un sovrapprezzo per l'uso della carta. Il contratto che i commercianti debbono sottoscrivere per accettare i pagamenti tramite Cartasì, ad esempio, dice chiaro e tondo che l'esercente è tenuto ad "applicare ai Titolari della carta gli stessi prezzi e condizioni, compresi eventuali sconti, abbuoni, saldi od operazioni similari praticati alla clientela pagante con altri strumenti all’epoca dell’uso della carta".

Perchè (alcune) compagnie aeree non rispettano questa regola?


 
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