Partecipanti: tutti
Date: 6 - 8 giugno 2008
Mezzo: volo easyJet Malpensa - Edimburgo
Edimburgo: arriviamo!
E' una ricorrenza importante e si vede: persino gli zingari più assenteisti sentono l'evento e si presentano regolarmente all'appuntamento venerdì mattina. Siamo in sette presenti su otto con GD assente giustificato. Lasciamo le auto al ParkinGO di Malpensa e partiamo in perfetto orario dal terminal 2.
Nessuno si è documentato su Edimburgo (vedi mappa), tuttavia abbiamo con noi sia la zingaGUIDA che la Rough Guide d'ordinanza e quindi siamo abbastanza tranquilli.
Il volo easyJet è senza problemi. All'arrivo, davanti all'aeroporto, prendiamo il bus della Airlink (5£ a/r) che ci scarica proprio alla Waverley Station; l'ostello St Christopher's Edinburgh è lì a fianco, in posizione centralissima (grande Ale per la scelta).
Perdiamo un sacco di tempo alla reception per colpa del tizio addetto e di un gruppo di buzzicone in addio al nubilato che ci precedono: da segnalare una balena con ciucciotto al collo dalla inconfondibile forma di tarello! Avremo modo di scoprire che l'addio al nubilato per le scozzesi è una specie di sport nazionale.
Prendiamo possesso delle camere: una doppia al terzo piano e una comunitaria da sei al quinto (entrambe non brillano per pulizia) e usciamo per un primo giro di Edimburgo.
Il centro della capitale scozzese si articola su due livelli: il Royal Mile ed il Castello dominano tutto dall'alto, il resto sta sotto. Verde e giardini quasi ovunque: il contrasto cromatico della verdura con la pietra grigia dei vecchi palazzi toglie il fiato; alla fine saremo tutti concordi nel definire Edimburgo una bellissima città.
Come primo approccio andiamo nella New Town e, per non perdere le belle abitudini, ci facciamo la prima birra della zingarata in un pub nella verde St Andrew Square; fa bel tempo e gli scozzesi se ne stanno spaparanzati al sole. Se pensiamo alla pioggia italiana viene da chiedersi quale sia il belpaese...
Poi cazzeggiamo lungo la pedonale Rose Street: altra birra al Bad Ass Pub, dove un gruppo di irlandesi molesti tampinano ogni essere femminile (o presunto tale) che passa di lì. Nei bagni si discute del Trap, loro nuovo allenatore.
Ben presto la natura zingara di ciascuno ha la meglio sull'uomo civilizzato: Raul si é tarellizzato già sul volo, il Nonno dice che è stanco e spinge per andare a riposarsi, Palla$ non la smette un secondo di parlare e il Demente comincia a spaccare i maroni a ripetizione.
Emergono anche i primi problemi di governabilità del gruppo: in sette siamo tanti e ognuno vuole fare qualcosa di diverso. Ale avanza la proposta della leadership rotante: ciascuno di noi, a rotazione, ha pieni poteri per 15, 30 oppure 60 minuti e in quell'arco di tempo decide per tutti. La proposta scatena un costruttivo dibattito, però non passa; si continua con l'anarchia e l'immobilismo.
La discussione politica ci ha stremati: urge un'altra birra al Rose & Crown, pub metallaro con frequentazione assidua di scozzesi tatuate (all'uomo delle Highlands la donna piace così) e poi shopping lungo Princes Street. In tutto il centro impazzano i negozi di scozzaggine: kilt (molto cari), cornamuse e altri irrinunciabili feticci da turista che quelli di noi dotati di prole dimostrano però di apprezzare subito (sic!).
Facciamo un pensierino alla foto gagliarda tutti in kilt, ma costano davvero troppo, perciò soprassediamo; del resto, neppure a Siviglia eravam stati dal barbiere... ci piace pensare di avere una certa coerenza.
La levataccia mattutina adesso si fa sentire: iniziamo ad essere stanchi e allora rientriamo in ostello per un microsonno veloce. Col senno di poi era meglio evitare: questa mezz'ora di sonno ci stronca completamente, quando usciamo per la serata siam più rincoglioniti di prima.
Prima notte
Sono quasi le 21 e c'è ancora chiaro, è il momento del Royal Mile. Semplicemente splendido. Ha ragione chi lo definisce una delle vie più belle al mondo.
Dal Castello al Palazzo di Holyrood, ogni pollice trasuda storia, medievalità, negozi di scozzaggine e strani figuri vestiti da commedianti che animano i vari tour-pacco per il turista - la Edimburgo letteraria, quella dei fantasmi, ecc...
Abbiamo fame: il problema è che tutti i pub in cui entriamo servono cibo solo fine alle 18 e noi siamo ben oltre quell'orario. Ci salva il Royal McGregor, che poi passa per essere un ristorante ed in cui mangiamo decisamente bene.
Imbarazzante il Nonno che scatena un momento di panico ed un mezzo incidente diplomatico coi gestori quando parte diretto per il bagno e si ritrova invece a patta aperta... in cucina.
Sistemato lo stomaco, è il momento di pensare a riempirci di birra: puntiamo al Finnegan's Wake in Victoria Street, pubbone con musica dal vivo in cui ci si muove a fatica per la varia umanità presente. Le ragazze sono tutte parecchio giovani e sfoggiano le tipiche "mise" da smandrappata inglese in devasto totale.
Qualcuna si salva, ma la stragrande maggioranza è assolutamente inguardabile.
Quando siamo insieme riusciamo a distinguerci, oltre che per l'eccezionale quoziente intellettivo del gruppo, anche per un certo qual gusto per l'evento scontato e telefonato: in Scozia bisogna assolutamente provare il whisky e chi siamo noi per tirarci indietro? Torniamo in un pub sul Royal Mile e ci facciamo consigliare dal barista che si vede che è uno che la sa lunga: ci versa quattro whisky doppi di annate diverse che pretendiamo di degustare da intenditori: il colore, il malto, la torba... Michele ci fa un baffo!
L'abbigliamento di tendenza del Nonno (diciotto colori diversi ognuno all'opposto della scala cromatica rispetto all'altro) ha l'effetto di attirare un probabile stilista del posto, ubriachissimo e decisamente male in arnese, di cui ci libereremo a fatica.
A questo punto Zeta, Palla$ ed il Nonno dichiarano game over e ritornano in ostello. Per gli zingari nottambuli la serata continua invece nel famoso Liquid, sempre in Victoria Street, teatro di un precedente concerto dei Morcheeba in cui non eravamo riusciti ad imbucarci. La disco si articola in una sala centrale ed una depandance all'aperto che scandagliamo alla ricerca di possibili prede.
Ma questa è una zingarata e quindi, come da tradizione, non ci caga nessuna e, per dirla tutta, questa volta forse è un bene...
Tiriamo tardi ballando e riempiendoci di birra, finché non arriva il momento di andare a dormire anche per noi.
All'uscita siamo testimoni della natura battagliera e rude del maschio locale: due soggetti, evidentemente reduci da un vivace scambio di opinioni, se ne stanno placidamente sdraiati a pancia in giù in mezzo alla via, le braccia immobilizzate dietro la schiena da polizia e security; ci deve essere una certa abitudine a queste scene, perché i tizi discettano amabilmente di Kierkegaard ed ermeneutica (può essere che ci sbagliamo, non padroneggiamo a menadito l'accento locale) con l'uomo che si ritrovan sul groppone...
Ultima tappa ad un fish and chips sulla via del ritorno, dove Zot affronta una inquietante pizza Cannavaro (?!?) che scatena tuttavia cori da stadio.
Simpatici i reportage!
Premesso che non ho capito che cosa sia l'avatar...
A Edimburgo bisogna andare ad agosto, durante il Fringe Festival: una mega festa degli artisti di qualunque genere (ma soprattutto musical), con migliaia di spettacoli (anche gratis) da qualunque parte della città e, suppongo, birra a fiotti!
Io non sono mai stato ma dev'essere fantastico.