La zingarata del decennale

Vi ricordate quando nei mesi scorsi si chiese a tutta la popolazione zingara di designare la meta per celebrare la zingarata del decennale? Ed è proprio nella capitale scozzese che gli zingari hanno rivissuto le gesta della loro prima zingarata a Barcellona.



Il miglio (verde)

zingarata-decennale-edimburgo-5Iniziamo la giornata del sabato perdendo subito un pezzo. Il Nonno, che oltre a migliaia di fornitori ha forse ancora più parenti sparsi per il mondo, ci abbandona di primo mattino per visitare una sorella che sta fuori Glasgow: lo rivedremo in serata. La presenza zingara in città comunque non ne risente, perchè GD è annunciato in arrivo. La sera ci saremo tutti.

Oggi è giornata piena dedicata al turismo; colazione all'aperto in Hunter Square e, armati di Rough Guide, ci dedichiamo al Royal Mile in direzione Castello.
Il sole splende, le cornamuse suonano ed i turisti affollano la Old Town.
C'è pure un tizio abbigliato da Braveheart che arringa la folla: la scozzaggine è ovunque.

Ogni palazzo trasuda storia, ogni vicolo nasconde un giardino segreto. Passiamo la vecchia Parliament House e la High Kirk of St Giles, inorridiamo davanti al prezzo del biglietto della Scotch Whisky Experience, il ripiego cittadino per chi non può permettersi di visitare le distillerie delle Higlands e giungiamo sulla spianata del Castello.

Qui ci dev'essere una qualche parata o evento particolare, perché hanno piazzato una vagonata di spalti, transenne e skybox che stridono un pelo con la facciata austera dell'edificio alle spalle. Entriamo da quello che una volta era il ponte levatoio e inorridiamo (di nuovo!) prima davanti alla coda infinita alla biglietteria e poi per il prezzo ladro del biglietto. Edimburgo è una città cara!

Altro dibattito zingaro: alcuni dichiarano subito che col cavolo che entrano, altri sono più possibilisti (Zeta su tutti). Il primo gruppo però, con abile mossa di propaganda alla Goebbels, mette in giro voci (vere? false?) di amici e conoscenti che l'avrebbero visitato rimanendo poi profondamente delusi; tanto basta per seminare il dubbio nell'ala più incline alla cultura e soprassedere tutti...

La tappa successiva è nella zona di Holyrood, esattamente all'altro capo del Miglio. Qui ci sono ben 4 attrattive turistiche irrinunciabili: la chiesa ed il cimitero di Canongate, il nuovo edificio del Parlamento, il palazzo di Holyroodhouse e l'Arthur's Seat.
Quella a cui dedichiamo più tempo (anche perché si visita gratis) è il Parlamento; l'aggettivo più usato per descriverlo è: "controverso". Nel senso che gli scozzesi stessi non hanno ancora capito se sia un capolavoro di architettura o un'emerita ciofeca...

zingarata-decennale-edimburgo-6L'edificio nasce con l'idea di raffigurare un fiore, con una costruzione centrale ed altre intorno a rappresentare i petali; solo che l'architetto catalano (Miralles) autore del progetto ha pensato bene di schiattare sul più bello, lasciando poche indicazioni per il completamento... quindi non è mica sicuro che, terminato, dovesse essere così!
Va detto che stona un pelo con tutti gli edifici storici che gli stanno attorno... ma può anche piacere!

Alle spalle svetta l'Arthur's Seat, praticamente l'equivalente scozzese della collinetta da parco cittadino, solo che qui parliamo di ben 800 metri di collina in un parco grande come la Svizzera! La scalata ce la teniamo per un eventuale ritorno a Edimburgo, anche perché è ora di buttare qualcosa nello stomaco.

Ne approfittiamo per provare l'Haggis, il famigerato pasto degli highlanders. L'indigeribilen locale non si rivela per nulla temibile: un semplice pasticcio di fegato e altre non meglio identificate interiora di pecora, patate e cipolle... ma forse ci han servito la versione edulcorata per turisti.


Tutti insieme appassionatamente

zingarata-decennale-edimburgo-7Nel primo pomeriggio si materializza GD; dopo un rituale castrone riprendiamo a vagabondare nella zona pedonale, cercando un pub dove stazzarci con una birra, possibilmente all'aperto. Dopo qualche mezz'ora di ricerca riusciamo nell'intento e prendiamo possesso di un tavolo sulla strada, dove ci diamo da fare ad infastidire le passanti (almeno le poche presentabili).

Sull'onda di un paio di pinte decidiamo di terminare il pomeriggio in bellezza. Per alcuni ciò significa darsi ad un supplemento di shopping, per altri stravaccarsi nei giardini di Princes Street ed appisolarsi al sole.
Ale ne approfitta per cercare l'Oxford Bar, mitico pub preferito dell'ispettore Rebus nei gialli di Ian Rankin, la (moderna) celebrità letteraria locale di cui è un grande fan.

Questa volta non ci facciamo fregare dal microsonno e alle sette siamo tonici e pronti ad affrontare la serata, che inizia con una cena al World's End, un pub lungo il Royal Mile. Ci trattiamo bene e spendiamo un sacco, ma vediamo Portogallo-Turchia in tv. Puntiamo alla cameriera carina ma dopo il primo giro di ordinazioni stranamente questa sparisce e viene sostituita da una collega indisponente che ci smorza un po' gli entusiasmi.

Quando usciamo dobbiamo districarci tra milioni di gruppetti di stag e hen party, generalmente buzzicone in addio al nubilato, che imperversano per il centro con la loro brava lista di compiti: qualcuna la aiutiamo pure nella spunta delle consegne (facile: fotografare un italiano - gliene forniamo ben otto!). Più difficile trovare un paio di boxer marroni - neppure il Nonno può tanto - e via dicendo...

Per il proseguo della serata ci buttiamo nella zona di Grassmarket (famosa non tanto per il mercato quanto perché vi si tenevano le esecuzioni capitali) e di Tollcross, entrambe a sud del Castello: è una teoria continua di pub e bar strapieni, dove entriamo a fatica e, una volta all'interno, abbiamo giusto lo spazio per alzare il gomito. Sport che, modestamente, ci vede campioni...

zingarata-decennale-edimburgo-8Il nostro obiettivo adesso è trovare il Citrus, la discoteca delle tardone, che tutte queste bambinette ci han stufato; il fatto che non ci caghino minimamente può aver influito sulla decisione...
Maciniamo km nelle labirintiche (forse dipende dall'alcool) viuzze della zona ma quando ci arriviamo il locale è mezzo vuoto e frequentato da minorenni pure lui. Lo sconforto è palese, ma ci vuole ben altro per minare la tempra zingara; gambe in spalla e via in direzione dello Stereo, incrociato in precedenza, che sembrava meglio frequentato.

Lo Stereo si rivela invece esattamente uguale alle altre disco viste finora; in compenso eccelle come sauna.
Malgrado ciò ci diamo dentro con le danze e con le birre finché non si fa un'ora immonda e decidiamo di menare le tolle.

Anche stasera ci becchiamo la rissa da weekend: tre giovinastri se le danno di santa ragione ad un angolo di strada tra il disinteresse dei presenti.
Raul, che vanta un passato da punching ball ad un corso di Savate, si avvicina per meglio seguire il match ma, con suo scorno, i contendenti finiscono di pestarsi e se ne vanno grondanti sangue come se niente fosse.

E' davvero l'ultima emozione della zingarata: l'indomani ci aspetta l'ennesima colazione all'aperto sul Royal Mile ed il ritorno a casa...
Tremate: il secondo decennio di zingarate inizia ora!!!

Galleria Fotografica

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Simpatici i reportage!

Premesso che non ho capito che cosa sia l'avatar...

A Edimburgo bisogna andare ad agosto, durante il Fringe Festival: una mega festa degli artisti di qualunque genere (ma soprattutto musical), con migliaia di spettacoli (anche gratis) da qualunque parte della città e, suppongo, birra a fiotti!
Io non sono mai stato ma dev'essere fantastico.

n° 1
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