Ore 21:00
Dopo la doverosa pennica preserale giunge il momento di andare in vita. Per la prima sera decidiamo di cenare a tapas, riservandoci una cena degna di questo nome al sabato, quando ci raggiungerà Raul Tarello.
Iniziamo quindi una lunga quanto piacevole via crucis a base di tapas e canãs dai bar del Barrio di Alfalfa e da lì, via via, ci perdiamo nei vicoli e nelle viuzze di Santa Cruz, sempre rispettando il diktat di Zeta: "un bar ogni 30 metri"! Ben presto passiamo dalle canãs ai chupiti e perdiamo (stranamente) un po' il senso del tempo e dello spazio, cosicché, di conseguenza, i ricordi si fanno un po' sbiaditi.
Tra un bar e l'altro non possiamo non notare che anche a Siviglia come in tutta la Spagna è assai diffuso il costume del botellon ovvero "mi porto da bere da casa così fotto il caro prezzi": il centro storico è disseminato di gruppetti o grupponi che se la bevono ed ascoltano musica a palla dalle autoradio, complice anche la serata mite.
Non manchiamo, tra l'altro, di fare conoscenza con un gruppo di ragazzi che avevano organizzato lì per lì una festa sciallo in una casa diroccata a piano terra, stile basso napoletano, il cui arredamento era composto esclusivamente da un radiolone-CD, da un coacervo di bicchieri di plastica semivuoti e da un tot di alcolici ed analcolici tiepidini. L'approccio easy di questo simpatico gruppo ispanico non poteva che essere apprezzato dagli zingari, i quali accettano di buon grado l'invito a partecipare (o, secondo un'altra scuola di pensiero, si infiltrano subdolamente non invitati) e di arrischiarsi a consumare un whisky e cola tiepidino in bicchieri riciclati.
L'aspetto che ci ha un po' deluso di Siviglia è, a differenza delle altre città spagnole, la mancanza di disco-pub: di baretti ce ne sono milioni ma nessuno che ci permetta di scatenare il Tony Manero che è in noi (quantomeno, se c'erano, noi non li abbiamo trovati). Ecco perché, in coda all'abbruttimento alcolico, i due stoici ZoT e GD decidono di infilarsi in una disco. Tuttavia lo scarso livello della selezione musicale e del pubblico presente li indurrà in breve a seguire le orme di Zeta ed Ale che li avevano abbandonati al loro destino, privilegiando un confortevole materasso a molle.
Sabato 19 novembre
Ore 12:00
Al momento della sveglia ci rendiamo conto che Raul Tarello non è giunto in città!
Un rapido giro di telefonate ci permette di capire la dinamica del fattaccio: sveglia in clamoroso ritardo, corsa in autostrada con superamento della barriera del suono, infrazione di circa il 98% delle norme del codice stradale e arrivo all'aeroporto a check-in... chiuso!
Qui la versione di Raul parla dell'assenza degli addetti Ryanair ben prima dei contrattuali 40 minuti in anticipo sul volo. Risposta di O'Leary alla miliardaria richiesta di risarcimento del Nostro: "Balle. Mr. Tarello, la prossima volta si svegli prima".
Ovviamente le ilarità nei confronti del povero Raul si sprecano...
Oggi è in previsione una giornata soft, anche perchè una volta fatta colazione è già pomeriggio inoltrato. Il programma dell'inflessibile Ale prevede: cazzeggio per le viuzze del Barrio di Santa Cruz, visita dell'Alcazar e attraversamento dei Jardines de Alcazar, per poi raggiungere la Plaza de España e bearci dell'immensità del maestoso padiglione, costruito per la Fiera delle Americhe del 1929, che poi si è tenuta... altrove (sfigati, questi spagnoli)! Si segnalano goliardici approcci a statue (ZoT) e tentativi di foto artistiche con fontane che, complice il forte vento, procurano lavaggi inattesi (GD).
Chiudiamo il pomeriggio in bellezza, con il molto zingaro giro della città senza un perchè, salendo cioè sul primo autobus e lasciandoci portare in giro verso i quartieri meno centrali. La nostra indole turistica deve essere però evidente, poichè una solerte vecchietta prende a spiegare al povero GD la rava e la fava di tutti i monumenti o pseudotali che l'autobus incontra sul suo cammino. Il tutto in spagnolo stretto, ovviamente...
Ore 21:00
I giorni della zingarata a Siviglia non sono stati scelti a caso: capita infatti che il nostro immarcescibile webmaster sia da anni un tifoso sfegatato di Enzo Maresca, venduto dalla Juve al Siviglia con suo immenso dolore, e che proprio oggi, qui sia giorno di derby col Betis! La nostra leggendaria disorganizzazione non ci ha consentito di recuperare i biglietti per lo stadio, ma ci permette di trovare un tavolo nel pienissimo pub di fianco alla cattedrale, da cui seguire la partita.
E lì, complice il deliquio di ZoT alla vista del suo pupillo che gioca titolare, i bastardissimi Ale e Zeta gli estorcono una scommessa-capestro: in caso di gol di Enzino, ZoT pagherà la cena al resto della combriccola zingara. Va da sé che il Siviglia fc , pur ridotto in 9, vince 1:0 con rigore-partita di Enzo e che il turisticissimo pub si rivela ancora più caro della più fighetta disco di Oslo...
Il prosieguo della notte si svolge sulla falsariga di quella precedente: passiamo da un bar all'altro! Per cambiare, decidiamo di dare una chance al quartiere di Triana. Tra un bar e l'altro, ci infiltriamo anche in un locale dove c'è musica dal vivo (flamenco), ma dopo pochi minuti ci siam triturati i maroni e abbandoniamo...
Torniamo progressivamente sui nostri passi e riattraversiamo il Guadalquivir, ingurgitando chupiti dai colori sempre più inquietanti, ordinati a nastro da uno Zeta in piena trance agonistica. Il suo unico criterio di scelta sembra essere: più il colore del chupito è alieno, meglio è. Ecco perché ci induce a sostare più a lungo del necessario in un bar dove il menu chupitesco è lungo 3 pagine! Zeta si piazza al bancone e guata con aria concupiscente tutti i bicchierini ordinati dal folto pubblico. Non appena ne vede uno che sembra abbastanza tossico, lo indica sbraitando "Quattros por favor!" all'allibito barista, per la nostra disperazione.
Non ricordiamo granché di tutti gli intrugli ordinati da Zeta, a parte uno fantastico, chiamato cerebrito, creato aggiungendo a una base di liquore rossiccio (forse Martini) un po' di Baileys che dà esattamente l'idea di un piccolo cervello in formalina. Incredibile che noi non lo si sia vomitato sul posto!
Inutile dire che ormai eravamo alticci e notevolmente molesti, anche e sopratutto con le numerose turiste americane. ZoT sembrava invece attratto poco dal gentil sesso e molto dagli hooligani del Siviglia fc con i quali ha festeggiato tutta la notte... ma una virile tenzone attendeva al varco gli zingari: l'impari (per lei) sfida con l'agua de Sevilla!
Trattasi di caraffone dalle sembianze di acqua sporca, che contiene tutti gli avanzi delle bottiglie del bar della settimana precedente, opportunamente edulcorati con candeggina e polvere da sparo per darle quel certo retrogusto di rospo marcio. Gli ingredienti "ufficiali", non meno inquietanti, parlano di: succo d'ananas, spumante, whisky, cognac e panna montata!! Tanto per far capire chi comanda, ci spariamo due caraffoni senza colpo ferire, anche se c'è qualche sospetto che questa spavalda spacconata abbia avuto un ruolo nel crollo improvviso di Ale, visto a tarda notte in posizione poco riguardosa sul cofano di un'auto, a restituire alla terra i troppi beveraggi della giornata.
E' ormai notte fonda quando, ritornati ad Alfalfa, ci ritroviamo davanti al basso napoletano della sera prima: manco a dirlo, c'è un'altra festa! Sono gli stessi tipi della sera prima che non avendo finito i beveraggi, hanno deciso di dare una replica. Non sia mai che noi ci si tiri indietro, ovviamente!
Quando la notte di Siviglia non ha più nulla da dirci, cioé alle prime luci dell'alba, decidiamo di rientrare in hostal per un paio d'ore di sonno. Purtroppo l'acqua di Siviglia (oppure la birra, oppure i chupiti, vai a sapere…) prende possesso della topografia delle viuzze che fino a poche ore prima padroneggiavamo senza danni; le operazioni di rientro prendono pertanto molto più tempo del previsto e, quando finalmente incappiamo nell'hostal, siamo più che stremati.
Il mattino dopo, prima del (triste) rientro a Milano ZoT fa incetta di quotidiani locali per leggere del trionfo del suo idolo; gli altri zingari gli danno corda ma ancora se la godono al ricordo della lauta cena aggratis. Nulla da segnalare durante il volo di ritorno, puntuale come da standard di mamma Ryan.
Nel terminal orobico cerchiamo invano tracce delle intemperanze di Raul Tarello della mattina precedente (banchi del check-in divelti, addetti con postumi da crisi isterica, foto segnaletiche di Raul) ma non notiamo nulla di particolare.
Non ci resta quindi che puntare verso casa, un po' sfatti ma contenti!