Racconti di viaggio

Transiberiana: transmongolica, Cina, Kuala Lumpur e Singapore - Parte II

Nella seconda puntata del suo racconto, albert arriva in Mongolia dove visita Karakorum e la capitale Ulaanbaatar. Lasciata la terra di Gengis Khan, prosegue verso la Cina per scoprire l'imponente Beijing e la moderna Shanghai

Autore: albert
Transiberiana: transmongolica, Cina, Kuala Lumpur e Singapore - Parte I
Transiberiana: transmongolica, Cina, Kuala Lumpur e Singapore - Parte III

giorno 15 – mercoledì 15 agosto – Ferragosto!?

Ulaanbaatar
La capitale della Mongolia mi ha sempre evocato scenari esotici. Un luogo insolito dove trascorrere il ferragosto! Siamo in un'altra dimensione, anche se il viaggio in treno ha fatto da gradiente.

Scesi dal treno, una folla di gestori di ostelli e guest-house cercano di accaparrarsi clienti. Tra questi, ci sono tre ragazzi del Golden Gobi, l'ostello prenotato su internet. Ci danno un passaggio in auto, ma com'era immaginabile, i mongoli non prendono molto in considerazione le possibili conseguenze della guida spericolata.
Dopo brusche manovre e sorpassi azzardati su strade semiasfaltate arriviamo sani e salvi nella deliziosa guesthouse, situata in zona centrale, lungo l'arteria principale Peace Avenue, a due passi dal Department Store e non lontano da Piazza Sukhbaatar.
La prenotazione su internet in realtà non viene praticamente presa in considerazione, ci viene data una stanza quadrupla senza bagno anziché due doppie con bagno, ma non ci facciamo troppi problemi, vista la pulizia dei locali. Facendo colazione conosciamo diversi abitanti dell'ostello, anche qui c'è gente proveniente da tutto il mondo: Olanda, Spagna, Israele, Regno Unito, Stati Uniti...

Sistemati i bagagli usciamo in perlustrazione. Ancora una volta il problema principale e trovare il modo per raggiungere la tappa successiva; stavolta cerchiamo un biglietto per il treno per Beijing. Purtroppo i treni diretti sono pochi e d'estate i viaggiatori sono molti. L'alternativa, per la modica cifra di 230 euro, sarebbe prendere ancora una volta l'aereo (ormai tanto il sogno è infranto...) che ci farebbe risparmiare moltissimo tempo,, ma non ci sono posti disponibili fino al 23 agosto.

In ostello ci propongono l'unica soluzione possibile, tra l'altro, di gran lunga più economica: treno fino al confine mongolo-cinese, da attraversare su bus o fuoristrada (le modalità non sono del tutto chiare...) e poi "sleeping bus” fino a Beijing. Proprio così, in Cina esistono i pullman-letto. Per i biglietti, il pernottamento e una gita di tre giorni organizzata dal Golden Gobi paghiamo in totale 100 euro a testa.

Visitiamo l'austera Piazza Sukhbataar, un enorme spianata di cemento ma, a suo modo, suggestiva. Al fondo è eretto un magnifico monumento dedicato a Gengis Khan, al centro invece la statua dedicata (per l'appunto) a Sukhbataar, eroe nazionale della rivoluzione.

Al Department Store si trovano ottimi affari sui vestiti, l'elettronica e sigarette. All'ultimo piano troviamo un ristorante di lusso, forse tra i più costosi della città, decidiamo di fare gli splendidi e ci fermiamo a pranzo. I menu più completi arrivano a 25 euro, ma spendendo 90 centesimi si può ordinare una porzione di Dim Sum. Ne ordiniamo cinque pensando di ricevere cinque ravioli, invece sono cinque portate enormi, che non riusciamo a finire.

Nel pomeriggio, proseguiamo la visita al Museo Nazionale di Storia Naturale: trattasi di una fornita collezione di animali impagliati (è impagliato anche ... l'inimpagliabile!). Ci dirigiamo poi verso il Gandantegchinlen Khiid, il monastero buddista più grande della Mongolia. E' un complesso di giardini, edifici residenziali per i monaci, statue, piccoli templi che ne circondano uno maggiore; quest'ultimo ospita un enorme Buddha d'oro. In verità è una ricostruzione dell'originale, peccato. In Piazza Sukhbataar hanno tentato di scipparmi il portafoglio. In effetti, avevo letto che a Ulaanbaatar bisogna fare molta attenzione ai borseggiatori.


giorno 16 – giovedì 16 agosto – Gher

Campagna mongola

Tra le varie escursioni disponibili, ne scegliamo una da tre giorni e due notti, da trascorrere fra steppa e semi-deserto, visitando l'antica capitale Karakorum. Partiamo alle 8 di mattina, ben svegliati, forniti addirittura di tre guide, su un bel furgoncino Hyunday. Bombolo (in italiano il nome suona così!) è uno dei responsabili dell'ostello e il più esperto, Oiko è un ragazzo di 23 anni, Nana è più giovane di noi e ci accompagna per imparare a fare la guida. Appena usciti da Ulaanbaatar, finiscono le strade asfaltate, iniziano gli scossoni.

A pranzo ci fermiamo nei dintorni di un fantasmagorico villaggio, con tanto di shop relativamente fornito e moderno. Sostiamo in una specie di mensa e abbiamo un assaggio della cucina locale: carne di montone, riso (importato?), patate, carote e... pasta fredda. Dovendo fare i nostri bisogni, scopriamo nel retro una meravigliosa quanto maleodorante latrina in legno, come quelle che si sentono nei racconti dei nonni che abitavano in campagna!

Nel pomeriggio raggiungiamo il semideserto e veniamo accolti nel gher, l'abitazione nomade che ci ospiterà questa notte. I proprietari sono una coppia di anziani mongoli, gentilissimi e cordiali. Nei dintorni abitano altre persone e pascolano centinaia di vacche, capre, pecore e cavalli. Il paesaggio arido e brullo è stupendo e inedito, l'orizzonte è lontano. Salutiamo i nostri accompagnatori e ci avventuriamo per l'arida valle. Un “gonfiore” intestinale mi fa venire in mente che nel gher non sono presenti i servizi igienici.

Dopo attimi di indecisione, lascio andare il mio spirito animalesco e dietro un cespuglio mi libero di un peso troppo a lungo sopportato. L'uomo ritorna alla natura, questa sì che è vita! Girovaghiamo ancora, ci arrampichiamo sulle rocce come i bambini. Riusciamo a vedere ancora la base, non sembra di essere lontani eppure per tornare indietro impieghiamo cinquanta minuti!

Al nostro ritorno la cena è già pronta, Oiko ha preparato degli ottimi tagliolini con patate, cipolle e carne secca. La serata la passiamo a giocare a carte con Bombolo, Oiko e Nana: il vecchietto, soprannominato “il guru”, ci offre vodka, tabacco e ginseng (da sniffare!). Insegniamo ai ragazzi diverse parolacce in italiano e loro ricambiano, non si impara mai abbastanza!

Infine, il guru ci racconta alcuni affascinanti aneddoti sulla sua vita da nomade (semi-nomade per l'esattezza) e sulla sua esperienza durante la guerra. Finalmente, verso mezzanotte si va a dormire. Meritato riposo? No... Dormiamo praticamente sul pavimento, duro e freddo, i sacchi a pelo sono scomodi, si sentono rumori sinistri (topi!) e le mosche sono odiosissime. Uno strazio!


giorno 17 – venerdì 17 agosto – Chu Chu


Campagna mongola
Dalle cinque in poi, quando è spuntata la luce all'intero del gher, non ho chiuso occhio, non vedevo l'ora fosse tempo di alzarsi! Mi sento le ossa rotte, ma mangio volentieri la colazione con uova salsicce pane miele e frutta che i nostri accompagnatori hanno preparato. Andrea sta di nuovo male, ha vomitato tutta la notte e ha avuto problemi intestinali. L'apice è stato raggiunto quando è riuscito ad andare di corpo e a rimettere contemporaneamente! Il tutto, per fortuna, all'esterno della tenda.

Di mattina è in programma una passeggiata a cavallo. L'idea non mi entusiasmava ma infine mi sono divertito parecchio. Il cavallo era molto “educato”, per farlo marciare dovevo dirgli CHU CHU!... Due ragazzini nomadi ci hanno accompagnato durante il percorso, siamo riusciti a scambiare qualche parola di inglese anche con loro! E' difficile immaginare come possano vivere in quelle condizioni che a noi sembrano così primitive. Sicuramente vedono molti turisti stranieri, ma non sono riuscito a capire se vadano a scuola né se sappiano leggere e scrivere.

Dopo pranzo lasciamo il gher, salutati i nostri ospiti ci dirigiamo verso Karakorum, antica capitale dell'impero mongolo. Ancora non ho capito se la capitale fosse il grande monastero buddista che abbiamo visitato per primo, o la baraccopoli dove siamo andati a dormire. Non ho mai visto in vita mia un luogo del genere. In realtà gli abitanti non sembrano versare in particolari condizioni di povertà, sembra solo che la tecnologia moderna qui non sia mai arrivata. Dormiamo in una gher-guesthouse, in pratica un alloggio poco differente da quello della notte precedente, ma almeno ci sono dei letti all'interno! Sorpresona, c'è anche una toilette!


giorno 18 – sabato 18 agosto – Parco naturale...
Campagna mongola
La nottata è decisamente migliore della precedente. Veniamo svegliati abbastanza presto da Oiko, che ci prepara la colazione. Lasciamo quindi Karakorum, in direzione Ulaanbaatar, durante il viaggio sono previste alcune soste. Dopo circa ottanta chilometri ci fermiamo nei pressi di un gher; una famiglia di pastori possiede un cavallo, tre cammelli e un sonnolento yak, circondato da mosche e moscerini. Il pacchetto “tutto compreso” prevede anche una simpatica escursione a bordo di Beppe, Sandro e Tonio, i tre cammelli dall'evidente origine pugliese; o almeno, così ci è parso soprannominandoli. Finisce che ci annoiamo un po', mi piaceva di più il cavallo.

Risaliti in macchina, ci fermiamo dopo un paio d'ore nei pressi di un fiume per mangiare il pranzo (spaghetti alla peperonata) preparato dal bravo Oiko. Subito dopo, inizia un tratto di strada davvero impervio, ovviamente sterrato ma pieno di buche. Stiamo andando dentro un parco naturale della Mongolia. In Italia siamo abituati a vedere questi parchi, contraddistinti da un panorama naturale incontaminato in opposizione al paesaggio antropico. Qui invece, accedendo al parco, ci siamo ritrovati nello stesso identico ambiente che avevamo alle nostre spalle! La differenza è che all'interno del parco, era possibile avvistare gruppi di cavalli selvaggi; ne scorgiamo alcuni con il binocolo. Ripartiamo nuovamente, 90 chilometri ci separano da Ulaanbaatar, ma in termini di tempo significano ben tre ore.

Ulaanbaatar
Torniamo in ostello e facciamo finalmente una doccia desiderata a lungo Tirate le somme, il tour è stato piacevole e appagante. Non troppo avventuroso, ma abbastanza faticoso. Mi chiedo come si faccia a resistere a tour dello stesso tipo della durata di venti giorni. Bombolo e Oiko si sono rivelati molto in gamba. Quest'ultimo in particolare, ha solo 23 anni, e a settembre si trasferirà a Londra per tre anni, è facile pensare che non avrà problemi a vivere in occidente.

Nana, la ragazza “tirocinante”, ci è sembrata un po' meno acuta, ridacchiava continuamente e ripeteva a pappagallo parole e parolacce che le insegnavamo. Noi sicuramente eravamo i più scemi del gruppo. Per cena, ci concediamo ancora una grigliata mongola all'aperto, e andiamo a dormire presto. Ci perdiamo definitivamente la vibrante nightlife di Ulaanbaatar. Peccato, dicono che faccia invidia a Ibiza.

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

Simatai

Ciao!
Sabato prossimo (11agosto) parto con amici per fare la transmongolica (in aereo fino a Irkutsk, poi treno).

A pechino avremo a disposizione 4 giorni e mi piacerebbe andare a Simatai piuttosto che alla piu` turistica (troppo turistica) Badaling.
Mi potete per favore dire dove avete trovato il vostro tour alla muraglia? Almeno cosi` sono sicuro di non beccare una fregatura :)


Grazie,
Davide

n° 1
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