Due eventi culturali da non perdere ad Amsterdam
Vi ho tenuto sulle spine per qualche giorno…Oppure non ve ne poteva fregar di meno…Ad ogni modo, per farmi perdonare, pubblico il post in anticipo e vi consiglierò, udite udite, non uno bensì due eventi riguardati esposizioni artistiche di fotografia contemporanea.
Del primo vi ho accennato nel post precedente (QUI), ovvero la World Press Photo Exposition (sito ufficiale QUI),l’ho personalmente visitata qualche settimana fa e, devo ammettere, ha fatto il suo dovere: mi si è stretto lo stomaco, mi sono venuti gli occhi della meraviglia dei bambini, ho riso, ho nascosto le mani, mi sono mangiato le unghie e mi sono messo a piangere vergognosissimo…L’unica cosa che non ho fatto è stata sbadigliare.
Per chi non lo sapesse (tipo me prima di andarci), la World Press Photo è un’organizzazione no-profit ed indipendente di base ad Amsterdam, fondata nel 1955 e che negli anni ha acquisito un’importanza mondiale, anche perchè il concorso fotografico che indice ogni anno è considerato il più prestigioso a livello internazionale in campo giornalistico.
La premiazione e l’esposizione delle opere vincitrici si tengono tradizionalmente presso l’Oude Kerk, nella zona del Red Light District, dove è possibile ammirare gli scatti delle dieci categorie in concorso: dalla natura allo sport, dai ritratti alle problematiche sociali, dalla straordinarietà della vita quitidiana alla cronaca.
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Personalmente ne sono uscito un po’ provato, in un groviglio di emozioni miste a meraviglia, orrore, voglia di conoscere e di dimenticare, carezze allo stomaco e schiaffi in faccia. Quello che non troverete in questa esposizione, a mio avviso, è la normalità del quotidiano, tutto è estremo, sia la bellezza e la poesia che il dolore ed il degrado che scaturiscono dalle immagini. L’ambientazione suggestiva, ovvero l’Oude Kerk tappezzata di lapidi, aiuta il visitatore ad entrare questo stato di partecipazione molto emotivo. Oppure, altra spiegazione, sono io che sono un po’ principessa visto che dopo ogni episodio di Grey’s Anatomy sono un macello di moccio e singhiozzi…
Ho scritto cinque pagine di appunti quando l’ho visitata, gli scatti che mi hanno particolarmente colpito sono troppi, per cui mi limiterò ad alcuni scelti a caso, giusto per aiutarvi ad avere un’idea di cosa aspettarvi.
La bellezza della aereodinamicità dei corpi perfetti dei tuffatori professionisti, in un romantico bianco e nero, che trasformano il gesto in un’opera plastica, immobile per un istante. Meraviglia.
Gli abiti degli adolescenti dell’isola di norvegese di Utoya, abbandonati sulle rocce, nel tentativo di sfuggire a nuoto alla strage dei loro coetanei, con accanto il sangue di chi non ce l’ha fatta. Stomaco chiuso.
Una storia d’amore brasiliana tra un uomo vecchissimo e la sua compagna malata di Alzheimer, ritratta dal fotografo nelle loro mani, le pieghe degli occhi, le schiene ricurve. Fazzoletti alla mano.
Tette, che piacciono sempre a tutti, delle attiviste Ucraine, bellissime e nude, che sfidano la loro società come valchirie. Un sospiro di sollievo.
Le spose bambine, che pensi che tengano per mano i loro papà e poi leggi le didascalie e guardi di nuovo la foto, rileggi e non vuoi capire. Dio mio…
Interessante anche la parte multimediale, che consiste in una fila di computers a disposizione dei visitatori, dove è possibile ascoltare le interviste dei giornalisti in concorso e visualizzare tutte le altre opere presentate ma non esposte. Tanti italiani tra i premiati, con un taglio raffinato e attenti alla rappresentazione del bello anche nella tragedia, romantici, spesso in bianco e nero, che a noi piace la superficie patinata delle cose. Il brutto ci offende, lo copriamo.
Affrettatevi se vi interessa visitare l’esposizione, in quanto chiuderà il 17 giugno.
Il secondo evento che vorrei segnalarvi si tratta del biennale International Photo Festival – GRID, alla sua quinta edizione, che si terrà in diverse città dei Paesi Bassi tra cui anche Amsterdam, in cui ha sede l’esposizione principale, aperta fino al 1 luglio, in Cruquiusweg 67. Vi invito a visitare il sito ufficiale (QUI), in quanto si tratta di un evento estremamente vasto, con artisti affermati ed emergenti da tutto il mondo ed esposizioni sparse in diverse locations per la città, alcune che durano solo una giornata, altre per una settimana o più.
Interessante a questo proposito è l’OFF GRID Festival, ovvero esposizione nate dall’iniziativa indipendente di gallerie d’arte contemporanea, musei ed associazioni culturali, non sponsorizzate ufficialmente dall’evento ma comunque inserite nel contesto della biennale. Per Amsterdam trovate un elenco QUI. Per ora non posso dirvi di più ma spero nei prossimi giorni di riuscire ad andare a visitare almeno una delle esposizioni…O meglio, un’altra, visto che quella del collettivo italiano ZimmerFrei la vedo ogni dì, essendo all’interno della galleria d’arte contemporanea-ristorante per cui lavoro (QUI).
That’s all folks!









Olandesina76 dice:
25 mag 2012 alle 09:57Thanks
Ci andrò sicuramente,mi hai messo assolutamente voglia di andare a sbirciare…
Berlino cacio e pepe dice:
03 giu 2012 alle 07:45pienamente d’accordo, ogni anno aspetto il Word Press Photo a Berlino come un vero e proprio evento, ne scrissi anche l’anno scorso qui nel mio “cugino” blog berlinese
http://www.zingarate.com/network/berlino/il-world-press-photo-2011-a-berlino.html
marco amico di sara dice:
03 giu 2012 alle 09:14Non si fan mancar nulla sti tedeschi!