Bruna docet: son tutti gnocchi ‘sti finocchi!
“Son tutti gnocchi ‘sti finocchi!”. Questa è la mia amica Bruna, un metro e cinquanta e qualcosa per una parlantina che neanche vostra madre quando è bella carica. E’ venuta a trovarmi per un paio di giorni, giusto per non perdersi il Gay Pride e la parata sui canali che si è tenuta Sabato scorso.
L’aveva già vista lei, un anno fa, perchè ha vissuto ad Amsterdam durante le ricerche per la tesi della specialistica. Fa la geologaqualcosa: quando la portavo a conoscere Amsterdam ed i suoi dintorni, lei guardava per terra e cercava le lumache preistoriche nei pavimenti dei palazzi o nel lastricato dei marciapiedi. Ho così scoperto che non sono gomme da masticare vecchie di anni quelle cose che fanno i ghirigori per terra, ma tracce di lumacoidi lumacosi di milioni di anni fa.
Bruna, come la maggior parte delle persone che conosco, pur essendo amica mia, ha un’immagine stereotipata della comunità GLBT. Se vi state chiedendo cosa significa questa sigla, male. Malissimo. Dovrei partire dall’ABC per spiegarvelo e non è questa la giusta sede, quindi dateci dentro di Google.
Mi ha detto che le sono mancato in questi mesi che è rientrata in Italia, perchè lei non ha amici con la sensibilità che abbiamo noi uominisessuali, come chiamava mia nonna i maschi che vanno a maschi. L’omosessualità è un concetto difficile per molte persone da elaborare ed analizzare, anche qui ad Amsterdam, a volte così estraneo alle proprie conoscenze ed educazione da dover adattare il nome del fenomeno a ciò che si conosce. Uomini e sesso per mia nonna. Forcifinocchibusonirottinculochecchesucaminchiearrusifemminielli per altri. Le lesbiche poi non esistono. Sono solo donne etero un po’ maiale che fanno riscaldamento in attesa del maschio giusto. Travestiti, Transgenders, Transessuali sono tutti la stessa cosa e sicuramente sono dei gran porcelloni anche loro.
Vi assicuro, per chi già non lo sapesse che è tutto molto stancante. Mia madre, con un figlio finocchio dichiarato in casa, ancora non riesce a concepire che la disforìa di genere (ovvero lo sviluppare un’identità di genere differente da quello che è il sesso biologico) è qualcosa che riguarda anche i bambini. Stiamo parlando di una donna che mi ha tenuto la mano durante il mio coming-out e mi ha detto che lei è la mia mamma, che lei sa tutto del suo bambino e che va bene così com’è.
Per questi motivi sono contento che ci sia sempre così tanta gente che partecipa da spettatore alle manifestazioni del Gay Pride. Ad Amsterdam è sempre un successo, soprattutto la chiusura, con la parata sui canali. In queste manifestazioni le genti comuni possono capire le differenze, vedere che ci sono tante, tantissime donne lesbiche, ad esempio. Che ci sono i ragazzi esibizionisti con i corpi da attori di film porno e le chiappe scoperte, accanto a quelli che potrebbero essere il tuo commercialista o il professore dei tuoi figli. O tuo figlio.
Certo è che nei colori, nella musica appalla e nelle coreografie da campo estivo delle suore (più o meno), si perde parte del significato politico e di richiesta di visibilità del Pride. Specialmente ad Amsterdam e nei Paesi Bassi, la prima Nazione al mondo che ha equiparato in tutto e per tutto le coppie omosessuali a quelle eterosessuali negli anni ’90.
Il rosa, colore dominante della festa, è in ricordo dei triangolo cuciti sugli abiti delle persone GLBT durante il nazismo e le conseguenti discriminazioni, torture ed assassinii.
LEGGI ANCHE: Mammalighei! Sta arrivandi il Gay Pride 2012 di Amsrerdam
Il Pride stesso, ad Amsterdam come in tutto il Mondo, è in memoria dei tumulti di Stonewall, il 28 giugno 1969, dove nel quartiere di Greenwich Village di New York City ( quella che un tempo era chiamata Nuova Amsterdam, tanto per chiudere dei cerchi dai confini storici invisibili) la comunità GLBT si oppose con forza e in modo unito, per la prima volta, ai soprusi della polizia. E’ una data importante, in cui il vaso nero delle discriminazioni tacitamente accettate ha visto formarsi una crepa nella sua superficie, che si è allargata negli anni, lo ha sgretolato e reso instabile, ma è ancora lì.
Distruggere un pregiudizio è un lavoro immane e richiede anni e lavoro costante.
Questo articolo è in risposta anche ad un commento di un nostro lettore, che ci tiene a farmi sapere che lui non ha nulla contro i gay, che a quei maschioni degli Spartani ci piaceva la Sacra Ceppa, che i gay sono sempre esistiti (sì, ma anche le zanzare se per questo…) che però lui gli Straightpride mica li hai mai visti.
Non mi dilungherò sul fatto che l’identità omosessuale, così come intesa nella sua moderna accezione, non ha nulla a che vedere con i comportamenti omosessuali dei nostri antenati, che seguivano logiche differenti in strutture sociali altre. Sono veramente stanco di dover ripetere le stesse cose, è una questione di volersi informare o di voler continuare a parlare per sentito dire. Più Piero Angela, meno discorsi da Bar Sport, ve prego…
Vorrei solo ricordare al nostro lettore che di Straightpride non c’è n’è bisogno. E’ difficile che un ragazzo eterosessuale venga insultato per strada o accoltellato e malmenato perchè sta passeggiando tenendosi per mano con la sua fidanzata.
E’ più facile che ciò accada ad una persona appartenente alla comunità GLBT.
Quindi, o impari ad essere orgoglioso di quello che sei, così come sei, oppure…
Ben venga quindi il Gay Pride con le sue parate, come ad Amsterdam sui canali, con l’esercito in divisa che fa il saluto militare davanti alle travestite. Ben vengano quelli in Italia, con le associazioni come l’AGEDO, di genitori, amici e parenti di persone GLBT, o le Famiglie Arcobaleno, dimostrazione che anche in Italia le coppie omosessuali hanno dei figli. Oppure le persone che sfilano con abiti sobri ed etichette con scritto “sono il tuo macellaio, la tua insegnante di flauto, il tuo dentista”.
Sono tuo figlio. Sono tua figlia.
Ben venga la mia amica Bruna, che sta imparando a guardare oltre gli stereotipi e la ringrazio per questo suo sforzo.








sara dice:
06 ago 2012 alle 06:50perfetto. questa volta hai superato te stesso!!!!!
comunque il gay pride me lo immaginavo più incline agli eccessi, come la nostra bigotta tv l’ha sempre mostrato. Invece no, è stato allegro, colorato e mi ha reso orgogliosa il fatto di esserci un pochino anch’io.E io si sa la sensazione che ho quando apro bocca è che non c’entro niente essendo etero…ma non è cosi, riguarda tutti noi.
tu però sii paziente, non ti stancare, e spiega lo stesso le sigle, e racconta i fatti a chi interessa davvero conoscerli..
marco amico di sara dice:
06 ago 2012 alle 06:56Grazie cara lettrice dal nome di Sara
. Ma che mi combini, mi credi ancora alla tivvù?
Il tuo commento mi ha fatto capire che con questo post sono riuscito ad esprimere ciò che volevo, non ne ero sicuro.
R dice:
07 ago 2012 alle 23:53oohh, ossigeno per il cervello! E respect per l’orgoglio che tutti dovremmo avere per quello che siamo. Essere coscienti di quello che si é costa tanta fatica per chiunque, gay, lesbica, trans, etero, bisex, ermafrodita o asessuato ma é al contempo una grande forza. Forse é questa energia che da fastidio a chi non é ancora consapevole di sé.
Mi fa tanto piacere che ad Amsterdam ci sia sacrosanta voglia di celebrarsi!!
Le polemiche di razzismo riguardo gli Swarte Piet | Vivere Amsterdam dice:
07 dic 2012 alle 00:25[...] LEGGI ANCHE: Bruna docet: son tutti gnocchi ‘sti finocchi! [...]
I matrimoni nei Paesi Bassi tra persone dello stesso sesso | Vivere Amsterdam dice:
13 feb 2013 alle 15:49[...] LEGGI ANCHE: Bruna docet: son tutti gnocchi ‘sti finocchi! [...]
Come la città ha accolto il capo di stato russo | Vivere Amsterdam dice:
09 apr 2013 alle 17:07[...] LEGGI ANCHE: Bruna docet: son tutti gnocchi ‘sti finocchi! [...]