I Wietpas: ovvero come arginare la falla togliendo la diga
Dopo mesi, visti i recenti sviluppi, torniamo sull’argomento dei Wietpas, per la disperazione dei cannaroli di oltre confine. Il precedente governo di centro-destra, da poco caduto, aveva approvato una legge per cui, in via sperimentale, alcune cittadine di regioni al confine con Francia, Belgio e Germania avrebbero dovuto convertire i cofeeshops in club privati, le cui tessere potevano essere rilasciate dai comuni solo a persone residenti nei Paesi Bassi, lasciando di fatto i turisti del fine settimana con pile di cartine con cui fare gli origami.
Il ricorso alla Corte Europea per “discriminazione” è caduto nel nulla, il che era anche ovvio. Con la sentenza si dichiara legittimo il provvedimento voluto da Wilders (due maroni questo…), in quanto non mira a discriminare i turisti ma a migliorare la sicurezza e l’ordine pubblico delle città come Maastricht, i cui avventori nei cofeeshops per il 70% erano stranieri.
Il primo maggio, proprio in questa città, i 14 cannabis cafè presenti sono rimasti chiusi per protesta. Solo uno, l’Easy Going, è rimasto aperto in segno di sfida alle autorità ma in seguito ad un ammonimento ufficiale scritto ha deciso di chiudere, in quanto gli è stato fatto notare che ancora non aveva presentato in comune la lista degli iscritti.
Attualmente molti degli 80 coffeeshops sottoposti al provvedimento sperimentale ( nelle province di Limburg, Zeeland e Brabant) sono chiusi per mancanza di clienti, in quanto nella maggior parte dei casi solo un numero esiguo di residenti ha rischiesto il permesso comunale, oppure proprio nessuno.
Come protesta i turisti cannaroli hanno per i primi giorni imbusato di reclami le locali stazioni di polizia che hanno deciso di non raccogliere ulteriori segnalazioni ed hanno specificato che se i soggetti vogliono procedere con azioni legali devono farlo di tasca loro e per propria iniziativa. Si sono ponziopilatati insomma.
Sui giornali locali sono riportati articoli al limite del ridicolo e del paradossale: olandesi e residenti delle regioni del Sud che si sono rifiutati di richiedere la tessera e che si considerano “turisti della droga nel loro stesso Stato”, in quanto fanno chilometri in auto (a dirla tutta, neanche poi così tanti) per andare nelle regioni centrali e più a Nord, così da rifornirsi per la settimana. Oppure i cittadini di Maastricht, Tilburg e Breda che ripempiono le stazioni di polizia di segnalazioni di spacciatori in strada, che continuano ad aumentare di numero, fenomeno per loro pressochè sconosciuto in precedenza e che li porta a non sentirsi più sicuri nella propria città. Ad Amsterdam, ci tengo a ricordarvi, i bambini giocano ancora per strada, per darvi un’idea del livello di sicurezza normalmente avvertito dall’olandese medio, figuriamoci in cittadine più piccole come Breda.
Vogliamo fare un minuto di silenzio?
…
Allora…Zio pero…La regolamentazione delle droghe leggere nei Paesi Bassi è stata elaborata e messa in atto per circoscrivere e controllare il fenomeno dello spaccio e del consumo, secondo la corrente di pensiero per cui se non puoi eliminare il tuo nemico, diventa suo amico che vai tranquillo che ti combina meno guai. Idem per il discorso prostituzione.
LEGGI ANCHE: Il mito della chiusura dei coffee shops e dei nazisti che cavalcano tirannosauri
Io capisco che si tratta di aspetti sociali e leggi che si basano su di un back-ground storico-culturale specifico. Capisco anche che i cofeeshops sono principalmente un’idea degli olandesi per gli olandesi. Sono anche consapevole del fatto che sia la prostituzione che la tolleranza verso le droghe leggere, in concomitanza con altri fattori, hanno portato ad una complessa situazione internazionale per cui i Paesi Bassi sono uno dei centri di smistamento di altri tipi di droghe oltre che delle schiave del sesso...Va bene che si può dire che c’è stata fin troppa tolleranza in passato e che uomini di malaffare hanno trovato il modo di pasticciare con queste leggi innovative…Però se mi togli quella cosa che funzionava e che andava bene più o meno a tutti, non è che il problema lo risolvi, ma lo peggiori!
Il discorso è complesso, ma invece di prederci per i fondelli riguardo a Berlusconi, la mafia, il mandolino e le altre baggianate, caro olandese medio, perchè non hai dato un occhio anche al fenomeno della micro-criminalità in tutta Europa e dei piccoli spacciatori che contribuiscono a non far sentire sicuri i cittadini? Adesso ti accorgi che, oltre a compromettere l’afflusso dei turisti e di tutto il business che gira attorno a loro, ti ritrovi gli spacciatori in strada? Ma davèrodavèro? Mò ‘o vedi?
Io sono uno che sta lontano anche solo dalla caffeina, però questa cosa mi ha indisposto non poco. Non le trovo un senso. E’ come dire: costruisco una diga per arginare il mare, ci sono delle falle perchè non è perfetta e quindi…Tolgo la diga!
Comunque, a parte la mia opinione personale, gli olandesi mormorano che questa sperimentazione non durerà molto visto il malcontento popolare che ha provocato, proprio in periodo di pre-elezioni.
Già nei primi di maggio la portavoce del Partito Laburista, Liesbeth Spies, ha annunciato che due controverse leggi volute dal governo appena caduto, su spinta di Wilders, (quella riguardo al divieto del burqa, di cui abbiamo parlato QUI e della doppia cittadinanza), saranno molto probabilmente eliminate. Visto l’impopolarità dei Wietpas, può darsi che i Paesi Bassi ritornino sui propri passi.
Per quanto riguarda Amsterdam, di cui una gran parte dei turisti riempiono alberghi e ristoranti tra una canna e l’altra, l’impatto sull’economia della città non sarebbe poca cosa. Visto che le modalità di messa in atto della normativa sono lasciate ai Comuni, c’è chi dice che verranno creati permessi giornalieri (ovviamente a pagamento) per i turisti. C’è anche chi teme un aumento esponenziale del fenomeno dello spaccio in strada come nelle cittadine del Sud coinvolte dalla sperimentazione, con tutti i rodimenti di culo annessi.
Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi, soprattutto in periodo di campagna elettorale, anche perchè il provvedimento dovrebbe diventare di valenza nazionale a partire dal primo gennaio 2013.
Per ora sembra che gli effetti positivi auspicati si siano tramutati in un groviglio di guai e malcontenti.
Io credo che abbiano fatto una bella minchiata.
Amen.









Olandesina76 dice:
15 mag 2012 alle 16:41“Minghia Fetusa!” per usare un sottile eufemismo..sicuramente le cose peggioreranno e oltre forse,le persone residenti,giovani potrebbero essere invogliate a comprare droga per amici e turisti magari facendoci la cresta e diventando essi stessi spacciatori..insieme a quelli di professione
nuuuu….no bene….
marco amico di sara dice:
15 mag 2012 alle 22:08Tempismo perfetto per emigrare qui eh gioia?
Olandesina76 dice:
16 mag 2012 alle 08:33Ekkekaiser..si…il crollo del governo,la crisi che si espande,mi chiudono pure i coffee shop per dimenticarmi di tutto…come minimo tra un pò dicono che è illegale girare in bici e mangiare il Gouda così poi che mi resta?
Beh però…”Vuoi mettere la gioia di mangiare un tortello al Matterello con l’expat assai più bello?” ahahah
marco amico di sara dice:
16 mag 2012 alle 09:22Qualcosa cara mia mi dice che tu non hai bisogno delle canne…Stai già messa bene così!
Andrea dice:
17 mag 2012 alle 09:39Francamente non capisco cosa c’entri questo blog con il termine “zingarata” e la sua accezione storica.
marco amico di sara dice:
17 mag 2012 alle 22:10Francamente questo blog non si chiama “zingarata” ma ” Amsterdam secondo me”, perchè abbiano chiamato il sito internet “Zingarate” è il caso che chiedi alla redazione del blog, mica qui. Che qui parliam di Amsterdam. Se non si fosse capito. Non di accezioni storiche.
Free Advice dice:
14 ago 2012 alle 01:22Hai descritto perfettamente un possibile scenario futuro -Molto Bravo-
Amsterdam e i wietpas | Vivere Amsterdam dice:
05 nov 2012 alle 15:08[...] LEGGI ANCHE: I Wietpas: ovvero come arginare la falla togliendo la diga [...]