Knuffoliamoci: il gelato da IJScuypje e abbonda con ‘sta panna!
Io sono un noto e noiosissimo salutista: non fumo, non mi drogo, evito di consumare bevande che contengono caffeina (ma queste solo perchè già sono isterico di mio), non bevo alcolici e, se possibile, controllo senza farmi vedere dal mio interlocutore se la bevanda che mi ha offerto contiene aspartame.
Di una cosa però abuso volentieri: il gelato.
A carriole in periodi di crisi, in tutte le stagioni, i gusti cremosi e cioccolatosi, soprattutto se porcosi, hanno la precedenza. Niente cono che non sono capace ad usarlo, tutto in comoda ed ordinata coppetta. O vaschetta da mezzo chilo.
Il problema è che ad Amsterdam trovare un buon gelato artigianale non è facile. Locali e ambulanti che si vantano di avere l’Italiaans Ijs sono un po’ ovunque e se ci caschi ti trovi a sbocconcellare una pappetta zuccherata con i pezzettoni di ghiaccio e che spesso non sa esattamente di cosa deve sapere.
Che poi…Sta storia del gelato italiano…Come fai a spiegare ad un olandese che il merito di aver compreso la potenzialità industriale del prodotto la si deve ad un catanese (Sicilia, quante cose ci hai regalato, eh?), mentre il prodotto ha in realtà origini arabe? Siamo sì la nazione che detiene il primato del numero di gelaterie artigianali su di un territorio, però mica l’abbiamo inventato noi!
Non diciamolo agli olandesi che ci rimangono male…Comunque, non divaghiamo.
Un italiano, abituato ad vere gelati artigianali di alta qualità ad ogni pisciatina di bassotto, hai voglia che avrà brutte sorprese se non sta attento a dove va a fare il suo acquisto! Per non parlare dei gusti in cui gli olandesi mettono tutta la loro marinaia creatività. Cose leggi l’etichetta due o tre volte, poi capisci che non ti sei sbagliato e decidi di optare per da Hamed ed il suo kebab.
Tra i pochi ma buoni c’è IJScuypje, un po’ un’istituzione qui ad Amsterdam, con quattro negozi di distribuzione in città (li puoi trovare QUI), gusti con un senso (nella maggior parte dei casi) ed una pacchia per le papille gustative. Non è tra i più a buon mercato, ma se siete dei fan del gelato, vale la pena di andare sul sicuro e pagare quel paio di euri in più.
Attenzione però! Se venite in città nel perido autunno-inverno e avete voglia di una badilata di stracciatella, non rimaneteci male se nelle vaschette del banco frigo ci saranno miscugli di verdure cotte con un wusterone nel mezzo: gli olandesi ci hanno il fiuto per gli affari e siccome il gelato in inverno qui non si vende molto perchè basta che ti strusci una fragola sul davanzale della finestra per farlo, riadattano tutto alla stagione e IJScupye si trasforma in Stamppotje, che ci fanno il piatto nazionale. E lo vendono pure!
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Un’altra gelateria di qualità si trova nel quartiere dello Jordaan, i lettori più affezionati del blog già la conosceranno perchè ve ne aveva parlato Sara, colei da cui tutto ebbe inizio, QUI. Si tratta di Monte Pelmo e trovate il link al sito internet QUI.
In verità la mia preferita è un’ altra, non tanto per il gelato che comunque buono, ma per la signora con gli occhiali grandi di cui non so il nome. Lei però conosce il mio, perchè la sua gelateria è uno dei primi posti dove sono stato tre anni fa, fresco di emigrazione. Nonostante ora io parli una roba che assomiglia all’olandese, si rivolge a me sempre in inglese, ma prima mi fa un sorriso che a mi si scioglie qualcosa nello stomaco. Ci sono stato settimana scorsa dopo quasi un anno, e c’era lei, con il rossetto rosso in tinta con la montatura degli occhiali e gli orecchini.
Io lo so che a me i sorrisi li fa un po’ più grandi rispetto che agli altri, perchè mi ha visto la prima volta con lo sguardo di chi ha fatto una cazzata e non sa bene come uscirne, ad occhi bassi e stanchi e la voce come un filo. Poi, mi ha visto che cercavo di dire i nomi del gelato in olandese, e lei mi correggeva, sempre col sorriso e a me andava via la stanchezza, che io qui in tre anni amici olandesi ancora non me ne sono fatti e non so come si fa a farseli. Ora mi vede, come persona nuova che non è più stanca e mi dice:
” Come stai? E’ tanto che non vieni.”
“Lo so…Mi dispiace…”
“Perchè?” Ride, fa la faccia sopresa e io mi sento che ho sei anni.
“Perchè non sono più passato a salutarla…” Mi è uscita così questa frase, una di quelle che ti dai le martellate sulle balle dopo che il cervello ha realizzato cosa si è lasciato sfuggire.
Sorride, grande, e io non riesco a guardarla dietro gli occhiali perchè pensare di essermi affezionato ad una sconosciuta mi fa sentire un po’ solo.
E no, non ve lo dico dove la signora lavora che questo è un posto tutto mio!








Olandesina76 dice:
04 giu 2012 alle 21:37Che tenero questo Post…fa un po Amarcord…