Noi del blog non ci facciamo mancare nulla. Non sto parlando come il mago Otelma, dicendo noi per me, ma intendo chi qui scrive e voi che leggete. Siamo talmente avanti che siamo stati invitati da RadioPizza Holland come ospiti speciali nella puntata di giovedì 3 maggio. Ok, ora sto parlando come Otelma, che dalla sua sottile saggezza montanara mio padre chiama “il Mago Merenda”. Perchè gli sembra vestito con la carta della Girella, o della Fiesta.
Auevva, ho accettato più che volentieri l’invito di questi intraprendenti ragazzi e ragazze che si dilettano con i mixer e le cuffie, che hanno mostrato interesse per il nostro piccolo spazio che, poco a poco, sta aumentando la propria portata di lettori.
Mi sono anche detto: “Ho i capelli che sembro una Orsolina scalza ma che me frega, tanto siamo in radio, mica vado dal parrucchiere…”. Come dicevo, non ci facciamo mancare nulla e quella sera è pure venuta una TV locale di Utrecht, che stava girando un documentario sul perchè gli abitanti dei paesi mediterranei decidano di venire in questa valle di pioggia e formaggi gialli al colorante. Quindi andrò in tivvù che assomiglierò a Suor Germana appena sveglia…
Non voglio dilungarmi troppo sugli argomenti trattati e sulla trasmissione in sè, potete ascoltare il tutto nel podscast che trovate QUI. Vorrei piuttosto rendervi partecipi di una mia riflessione che è iniziata molto tempo fa, quando sono approdato con i miei valigioni alla Stazione Centrale di Amsterdam e che ha trovato una concretezza ed una forma in quella serata.
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Noi Italiani, caciaroni, un poco disorganizzati, che se maggna e che se beve per utilizzare le parole di una delle speaker, abbiamo proprio per questo una marcia in più dell’olandese medio: siamo duttili e malleabili nonostante le nostre reticenze culturali e schizzinosamenti vari. Siamo flessibili e sappiamo adattarci. Sappiamo fare tante cose, magari non in modo eccellente, ma troviamo sempre una via per cavarcela in tutta dignità. Abbiamo picchi di genio ed intelligenza.
Tutto ciò, a mio avviso, ci rende persone speciali e che possono lasciare una striscia luccicosa in questo Paese marinaio, un po’ come Trilly Campanellino di Peter Pan. O le lumache.
A confronto con l’olandese medio iper-specializzato, che dice di parlare 5 lingue quando 3 le parla davvero e delle altre due sa dire dieci frasi in tutto. Che “mi hanno insegnato così” oppure “le istruzioni dicono questo” e quindi una modifica che potrebbe salvare le foche cappuccine dall’estinzione non si fa, perchè non è stata prevista. Che non ti inoltro la pratica perchè è venerdì e io decido di chiudere prima e se chiami te lo dico pure, neanche mi invento una scusa; Che al telefono lo si trova una volta su tre perchè “la signorina è in pausa caffè” tale e quale a 30 minuti prima. Che “mi spiace che il suo bambino sia rimasto rinchiuso nel surgelatore ma abbiamo carenza di personale per via delle ferie e non importa che lei paga per un servizio, io il culo dalla sedia non lo schiodo anche se sono a due piani sopra di lei, gli canti delle canzoni e richiami dopo le feste”. Che “non è compito mio e quindi non lo spingo quel bottone anche se sono cosciente del fatto che moriremo tutti”. A confronto, facciamo la nostra porca figura.
Sto stereotipando, sia chiaro,ma come anche io sono gay e compro i dischi di Britney Speras, quindi gli stereotipi, con le dovute precauzioni, a volte ci azzeccano.
Il fatto è che, a mio avviso, possiamo trasformare in questo Paese caratteristiche dell’italiano medio che potrebbero consistere in un limite, in qualcosa di positivo e utile, anche per essere “meglio” degli autoctoni, in campo lavorativo e non solo.
Cura del particolare. Flessibilità. La nostra antica arte dell’arrangiarsi, però modernizzata e riattualizzata. Il non prenderci mai troppo sul serio ed essere consapevoli dei nostri limiti, senza vergognarcene.
Questa è stata una piccola rivelazione, un’illuminazione che si è concretizzata nella mia mente grazie a RadioPizza Holland e al loro staff, che con due laptop, due microfoni, buon vinello e spirito d’iniziativa danno vita ad un programma che è un piccolo cult. Un gioiellino casereccio e in formazione di cui andare fieri.
Siamo italiani nei Paesi Bassi e non dobbiamo mai dimenticarci che noi, certe cose, le sappiamo fare meglio. E non solo quello che diceva Madonna…
PS: mentre scrivevo questo post mi ha contattato una giornalista dell’Het Parool, una testata giornalistica che mica ciufoli, interessata all’articolo sugli olandesi che si stanno sbussolando…Come detto all’inizio, non ci facciamo mancare nulla!








Fabiana dice:
08 mag 2012 alle 13:09“non è compito mio e quindi non lo spingo quel bottone anche se sono cosciente del fatto che moriremo tutti”
I Nordeuropei spiegati in tre parole! Geniale come sempre
marco amico di sara dice:
08 mag 2012 alle 13:12Che bello vederti back Fabià:) Grazie!
Olandesina76 dice:
08 mag 2012 alle 22:05Oh ma non è che mò diventi famoso vai a scrivere per quella testata d’un par di ciufoli e molli il BLOG ..veroooooo??? Io sono diventata un po una Amsterdamsecondome Addected..insomma,mi serve la mia dose!
Detto ciò credo che la tua sia una bella riflessione e che a volte solo allontanandoci da casa,uscendo dal formicaio,scopriamo che altrove quello che una piccola formica sa fare non è scontato,lontani e in un altro mondo,le difficoltà ci levigano facendo emergere valori che non sapevamo più di avere…stasera dopo averti letto…mi sento un po più contenta…di essere italiana.
Kiss
Francesco Cerisoli dice:
12 mag 2012 alle 12:42Ciao
Ho sentito in diretta la trasmissione, complimenti! E ora pure Het Parool…
In parte sono d’accordo con te che come non-olandesi in olanda abbiamo dei vantaggi. Per come la vedo io,pero’, la nostra diversita’, sebbene “speciale”, rimane tale nel lungo periodo. Io ci sto da 6 anni in Olanda, ho cambiato 3 case e due lavori, ho delle figlie che vanno a scuola e nonostante tutto sento che non sara’ possibile integrarmi al 100%. COn la prospettiva di rimanere qui qualche anno, la diversita’ e’ un vantaggio. Alla lunga, un handicap.
My two cents, ovviamente.
Fra
Gli olandesi, Amsterdam e la neve | Vivere Amsterdam dice:
17 gen 2013 alle 12:48[...] LEGGI ANCHE: Italians do it better! Circa… [...]
paola dice:
15 mag 2013 alle 20:40mai stata cosi’ orgogliosa di essere Italiana fino a quando non mi sono trasferita qui in Olanda – condivido appieno le tue considerazioni.
marco amico di sara dice:
15 mag 2013 alle 21:01Thanks
Cinque teorie sul perchè, secondo me, il maschio batavo medio è una ciofeca a letto | Vivere Amsterdam dice:
18 mag 2013 alle 18:21[...] LEGGI ANCHE: Italians do it better! Circa… [...]
Che ci combinano gli olandesi con la crisi? | Vivere Amsterdam dice:
03 giu 2013 alle 21:28[...] LEGGI ANCHE: Italians do it better! Circa… [...]