L’ IJ-Hallen Vlooienmarkt: il paradiso per gli amanti dell’usato e del cheap
Avete presente quando da bambini arriva vostra madre che vi dice: “E’ passata la zia, ha lasciato una borsa con i vestiti del tuo cuginetto, vieni che li misuriamo!”. Ecco. Io mio cugino non lo sopportavo: non metteva mai a posto i giocattoli, era più giovane di me e più alto di me ed aveva la evve moscia che mi faceva digrignare i denti. Inoltre ero preoccupato che fosse scemo per colpa mia, in seguito ad un morso in testa che gli avevo dato perchè non mi voleva restituire la bici…
Comunque! Io fin dall’infanza ho capito che i vestiti di seconda mano non fanno per me. Nulla in contrario alla nobile arte del vintage e delgli acquisti nei mercatini delle pulci, semplicemente non ce la posso fare.
Sono anche uno che cerca di superare (pianino pianino) le proprie fobie, per cui domenica mattina scorsa ho ben pensato di accettare l’invito della mia biondissima e olandesissima collega Merel, che avrebbe tenuto un banchetto presso l’IJ-Hallen, il più grande mercato dell’usato dei Paesi Bassi (il sito ufficiale QUI).
Si svolge ad Amsterdam Noord ogni primo fine settimana del mese, dalle 9 di mattina alle 5 di pomeriggio: paghi 4 euro d’ingresso e ti ritrovi catapultato in una centrifuga di ciarpame e occasioni, un campo sterminato di banchetti con tutto il rigurgitabile dalle soffitte e dai magazzini, dalle cantine e dai bauli vecchi. Un delirio. Che non fa per me. Ma zero proprio.
Però mi sono divertito!
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Sì, perchè è una cosa olandesissima, spartana, coloratissima e rilassata, in riva all’IJ (che si dice AI con la A chiusa tipo che ti stai mordendo una guancia), che è un lago ma anche un po’ mare e tecnicamente è una baia e solo per questo mi piace già. Al mercato ci arrivi con il battello, uno di quelli gratuiti che si trovano dietro la Stazione Centrale e che collegano la città a Noord, anche per tutta la notte. E’ quello più a sinistra, che porta a N.D.S.M, un acronimo che sta per Nederlansche Dok en Scheepsbouw Maatschappij, nome di un’azienda olandese attiva dal dopo guerra fino al 1979, che si occupava della riparazione delle navi.
Quindi voi, dopo una quindicina di minuti di viaggio in battello, vi ritrovate all’attracco di un ex cantiere navale, con tanto di sottomarino arenato in porto ad accogliervi. Per trovare il mercato, fate come me: seguite la folla, soprattutto le signore con le borse ed i carrellini, che di sicuro stanno andando lì.
Per chi ama questo genere di cose, è la terra promessa: i prezzi sono bassissimi, i venditori sono cordiali e dallo sguardo veloce, si sente spesso ridere, si respira una marinaia atmosfera di cazzeggio e certosina ricerca dell’occasione, sospinta dal vento salato che ti sballottola per tutto il tempo. Un mercato di bucanieri, di cianfrusaglie e robbe cheap, tra costruzioni di ferro gigantesche ed in disuso e casermoni operai. Il colore e la vitalità in un’ambientazione in cui potrebbe essere tranquillamente girato il prossimo splatter generazionale alla Hostel.
Immancabili i banchetti con i panini e crocchette, patatine, wurstel, dolcetti, tutto a buon mercato, bello unto e pesante come si addice al galateo marinaio. Ovviamente io non mi sono tirato indietro perchè se la minchiata la vuoi fare bene, la devi fare fino in fondo.
Per quanto vi consiglio vivamente di fare una visita a questo mercato, anche se non siete dei fan degli acquisti di seconda mano, i miei traumi parentali d’infanzia sommati a dei lievi disturbi autistici, hanno contribuito a rendermi esausto dopo sole tre ore di girovagare tra tavoloni di legno adibiti a banchetti delle occasioni. Per farvi capire, quando ho trovato Merel, mentre le parlavo mi sono messo a piegare i vestiti e ad appaiare le scarpe, automaticamente, perchè a me questi mucchi di secondhand&friends tutti ingarbugliati, che è come se giocassi alla caccia al tesoro per trovare l’occasione, mi sconquassano l’animo più del vento di mare che proviene dall’IJ.
Credo di essere l’unico che ne è uscito senza comprare nulla però una cosa bella me la sono portata via: una mattinata mescolato tra gli olandesi, la loro gezelligheid (cosa intraducibile ma che fa star bene) ed il fatto di essermi sentito diverso ma accolto.
Come sempre del resto.









Olandesina76 dice:
06 lug 2012 alle 13:19Evviva,lo aggiungo subito alla mi al lista delle “cosekenonsoperchènonhofattomalefaccioprestodicerto”
Anche se..mi limiterò a un giretto sbircioso..anche io non compro cose,quantomeno da indossare al mercatino delle “pulci” perchè da piccola mi ero convinta che vendessero le pulci o che comunque le avessero e anche adesso non riesco a levarmi l’idea O.o