Cose che non mi ci abituo: gli olandesi ed il ghiaccio naturale (prima parte)
Lo so, ne ha già parlato la Sara, ma io non ci ho dormito quindi, anche se oggi splende il sole e mi sono pure avventurato coraggiosamente per strada senza cappello e guanti, si torna a parlare del fatto che gli autoctoni e alcuni trapiantati hanno pattinato una settimana fa sul ghiaccio naturale. Ovvero…Ciò che oggi è acqua gelida, profonda, che fa le onde e dove se ci cadi hai una buona possibilità di non uscirne più...Loro settimana scorsa ci giocavano a hokey, ci mettevano i tavolini per bere il tè e ci portavano i bambini a pattinare. Io non è che sono paranoico…Ok, sono paranoico ed ho dei latenti e lievi disturbi autistici, ma a me questa cosa del considerare il ghiaccio naturale come un tuo amico mi mette timore. Sono cresciuto sulle rive di un lago e con questo intendo che quando pioveva molto andavo con il secchiello nel punto più estremo del prato di casa a pescare le carpe con le mani, incastrate tra i ciuffi di erba alta.
Mio padre ha un legame intimo con quelle acque, ci trascorre le ore in estate, curvo su di una barca di legno, in compagnia dei suoi anni, del suo passato e del suo cappello blu per non bruciarsi il naso. È mia madre che glielo mette, lui fa sempre finta di dimenticarselo. Ci parla con il lago, senza muovere la bocca, ci fa l’amore, ne conosce gli anfratti intimi, sa dove andare a pescare le trote ed i persici, dove sono le correnti che ti trascinano a fondo come Acquane e non ti fanno più risalire. Mio padre ha un po’ del lago dentro e mi ha sempre detto che non si deve andare sul ghiaccio, che il lago non vuole, è la sua pelle dura che se ci cammini sopra gli fai male e allora lui ti prende…E non ti porta più indietro. Ricordo che da ragazzino, leggendo “Pattini d’Argento”, ero ossessionato dal pensiero che i giovani protagonisti pattinavano sul ghiaccio naturale. Leggevo e non ponevo attenzione alle parole che mi scorrevano sotto all’indice e dentro agli occhi. Continuavo ad immaginarmi Gretel, Hans, Karl e gli altri ragazzi del villaggio di Broek che sprofondavano nel ghiaccio…Poi è arrivata la serie televisiva tratta da “It” di Stephen King (maledetto…) ed i miei incubi hanno assunto la forma di palloncini colorati.
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La paura del ghiaccio, quello vivo, con l’acqua ed il buio che gli scorrono sotto, in me è rimasta. Sopita, fino a che non sono venuto a vivere qui, dove le temperature ancora permettono il verificarsi di questi fenomeni naturali. Un timore in letargo sotto la mia crosta di adulto e che è riaffiorato nella prima visita ad Amsterdam, nel gennaio del 2009, quando con -18 gradi mi sono trovato a camminare in Oosterpark su quella che credevo fosse una pista di pattinaggio artificiale…Poi ho realizzato che era il laghetto per le anatre…E le nuvole di vapore hanno smesso di uscire dalla mia bocca per un tempo che mi è sembrato molto lungo.
Io agli olandesi che pattinano sul ghiaccio naturale non mi ci abituo. Quindi pongo domande, a tutti quelli che conosco, perchè voglio capire come mai loro non hanno paura ma anzi, ci si lanciano sul ghiaccio vivo, ci cadono di peso e ci ridono. Io mi sento in difetto, li guardo imbronciato dalla riva, perchè l’acqua come il vento sono elementi che sento miei, ma l’acqua ghiacciata mi fa paura e io vorrei imparare a non averne. Eppure, come io so dove posso fare il bagno nel mio lago e dove non mi devo avvicinare, loro devono sapere quando il ghiaccio è pronto ad accoglierti senza mangiarti.
Quest’anno non mi sono dato per vinto, ho preteso risposte, da loro, che sanno. Me le hanno date le risposte…Ma non ve le dico oggi! Intanto provate ad indovinare voi…
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Grazie ad Enzo ed Alberto per avermi permesso di pubblicare le loro fotografie nell’articolo!








Olandesina76 dice:
20 feb 2012 alle 19:01Hey…eccoti!
ma in senso positivo perchè mi piace tanto leggerti 
Ti aspettavo sai…come una drogata che aspetta la dose
Bello il tuo pezzo sul ghiaccio..ho immaginato tuo padre,il tuo lago e i pesci…tu come Sara hai il dono di creare immagini,siete simili in questo,e trovo che sia una cosa specialissima e non comune.
Io,penso che col ghiaccio,come col lago,come col mare (io sono nata sul mare) sia proprio come dici tu,se lo conosci bene non lo temi,quasi come se conoscendo anche lui te,sapesse di non doverti far male.
Ma chissà,col tempo,conoscerai anche il ghiaccio
marco amico di sara dice:
20 feb 2012 alle 20:39Magari me le dicesse un vichingo di un metro e novanta ste cose knuffolose! Non che me se me le dici tu mi dispiace eh! Non hai risposto però…Secondo te come fanno gli olandesi a sapere che possono pattinare sul ghiaccio naturale?
Olandesina76 dice:
20 feb 2012 alle 23:12Mm…lo sanno come i salmoni sanno che devono risalire il fiume anche se è faticoso e pericoloso,come le rondini sanno quando è il momento di rifare il nido,d’istinto credo e forse non possono reistere nemmeno se corrono un rischio..
però aspetto le tue/loro di risposte!
marco amico di sara dice:
20 feb 2012 alle 23:37Che, hai parlato col mio ex? :p
Olandesina76 dice:
21 feb 2012 alle 08:31Ah mm..noooo,hihih
anche se stà cercando di imparere l’italiano,strani questi olandesi…bah…cmq in ogni caso quando torno li gli chiedo subito questa cosa del ghiaccio naturale..
Quando ricapito se vado ad alloggiare dove l’ultima volta e se si riesce a bere un caffè assieme,vorrei presentarti una persona speciale,a parer mio,è il ragazzo che mi affitta lo studio(monolocale)ad Amsterdam e che abita al piano di sopra,Joop è uno scrittore e suona il piano,una persona carina e dolce,non come gli olandesi che hai descritto tu.. O.o secondo me se leggesse le cose che scrivi gli piacerebbero un sacco,in inglese magari
marco amico di sara dice:
21 feb 2012 alle 10:14Ma…Stai cercando di accasarmi?
Olandesina76 dice:
21 feb 2012 alle 11:10Naaa,o…siiii…boh,sai,essendo disoccupata,magari potrei fare l’agente forma coppie
dai skerzo…nn volevo farmi gli affari tuoi…scusami…
marco amico di sara dice:
21 feb 2012 alle 12:05No, macchè! Accasami ti prego! Io sono un disastro, me li trovo tutti che sembrano usciti dai fumetti!
Olandesina76 dice:
21 feb 2012 alle 16:58Ahah
meno male pensavo ti fossi offeso…pfiuuuu…allora quando torno organizzo una cena e cucino io! Vale sempre la pena di passare una serata in compagnia del buon cibo,buon vino,gente interessante,secondo me ^_^