Zingarate

Una nazione in silenzio: il Dodenherdenking

Agli olandesi i vicini tedeschi non è che vadano proprio a genio. Un po’ come il Nord ed il Sud da noi, ci si punzecchia, ci si prende in giro, si fanno le battute sugli stereotipi. Le origini però di questi screzi sono molto diverse da quelle tra gli abitanti dello stivale. Agli olandesi poco importa che il tedesco vada in giro con il calzino di lana ed il sandalo. A loro ancora rode  che la Krante Cermania di Hitler li abbia invasi nonostante la loro dichiarazione di neutralità.

Sono un popolo orgogioso, più abituati a conquistare che ad essere conquistati. Non come noi, che ci abbiamo provato ad andare in Eritrea a fare i gradassi e ci han preso a bastonate. L’Italia è stata teatro di così innumerevoli battaglie e giochi politici che pochi altri Paesi in Europa detengono il nostro primato. Gli olandesi lo sanno e ci osservano: ricordo che uno studente di Politichevattelapesca mi disse che era molto interessato agli sviluppi politici in Italia perchè “tutto succede prima da voi”.

Siamo i pionieri delle sfighe e degli intrighi insomma. Un campo di prova per altri Paesi che ci studiano e vedono cosa può funzionare e cosa può creare disguidi.

Sta di fatto che qui certe cose le prendono molto seriamente, soprattutto se legate a dolori ancora troppo recenti che li accomuna tutti, come la guerra, la distruzione di Rotterdam, i morti in battaglia, per deprivazioni e per deportazione. Noi in Italia, ne abbiamo passate talmente tante che facciamo fatica a stare dietro a tutto, abbiamo la memoria troppo piena e quindi fallace.

Qui stanno bene attenti a mostrare quello che hanno nel migliore dei modi, che si tratti di quattro ghiri gori di Van Gogh o del ricordo dei caduti durante la Seconda Guerra Mondiale, che si terrà venerdì 4 maggio, il Dodenherdenking .


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Ad Amsterdam vi sarà il tradizionale raduno in Piazza  Dam, di fronte al monumento dedicato ai morti di questa guerra, il Nationaal Monument, un pisellone di 22 metri in marmo travertino e sculture che simboleggiano la libertà e la nuova vita dei Paesi Bassi dopo l’oppressione dei Tedeschi. Bandiere a mezz’asta e discorso della regina, ma soprattutto la commovente magia dei due minuti di silenzio come segno di rispetto per i morti della guerra. Una piazza ricolma di gente che tace, dalle 20.00 alle 20.02. L’ossimoro di quel silenzio fatto di persone ti mette un mattone sui polmoni e fa stare zitto anche te italiano, che di morti ne hai avuti talmente tanti che neanche ci badi più.

Anche nei ristoranti e nei luoghi pubblici, gli olandesi romangono in silenzio e chiedono che questo vega rispetatto dai turusti o dagli stranieri. Quando sono quasi le otto si guardano attorno per vedere se le persone si stanno preparando. Se gli sembra che nulla si muova in questo senso, è facile che te lo facciano notare.

Io è da tre anni che rispetto questa tradizione, non mi appartiene ma ammiro il legame che si rinnova nell’identità di un popolo e nel rispetto della sua storia recente.

Nel 2010 qualcosa è andato storto, complice a mio avviso la paura che negli ultimi anni si è infilata sotto la pelle degli olandesi, per via di fatti di cronaca magari normali e all’ordine del giorno per un italiano, ma qui straordinari ( ad esempio omicidi politici ed atti terroristici). Un uomo, sofferente di turbe psichiche, ha iniziato ad urlare nel totale silenzio, spaventando la folla che si è data alla fuga, provocando alcuni feriti e tanta paura.

Venerdì 4 maggio quindi, se vi trovate nei Paesi Bassi, muti e buoni dalle otto di sera alle otto e due minuti, soprattutto se siete in luoghi pubblici.

Ah! il giorno dopo, sabato 5 maggio, è il Bevrijdingsdag, il Giorno della Liberazione, però che sappia io, a parte le bandiere esposte alle finestre, si può fare caciara quanto ci pare.

Vi ricordo che questa sera, a partire dalle ore 21.00, sarò ospite a RadioPizza Holland (QUI il sito), una web radio italiana che trasmette da Utrecht, in cui si parlerà del blog e della situazione politica nei Paesi Bassi. Potete interagire con la trasmissione attraverso skype (QUI) se vi aggrada. Forse ci sarà anche Sara, io comunque porto le paste. Ci trovate anche su Facebook (QUI), a cui potete iscrivervi cliccando MI PIACE se volete ricevere i nostri aggiornamenti.

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4 Commenti

4 risposte a “Una nazione in silenzio: il Dodenherdenking”

  1. claudia dice:

    03 mag 2012 alle 11:12

    In bocca al lupo per la trasmissione radio :) tienimi una pasta per quando vengo i primi di luglio, anzi no. Compriamo le altre!

  2. marco amico di sara dice:

    03 mag 2012 alle 12:59

    Grazie Claudia, mi sto fotocopiando e leggendo di tutto perchè stasera voglio essere preparatissimo!! Per quanto riguarda la merenda, è il caso che prendiamo roba fresca che da qui a Luglio va a finire che i biscotti camminano con le loro gambe…

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