Sono sopravvissuto alla prima delle “grandi” giornate della Pasqua, adesso prima di uscire di nuovo per i botti e gli auguri, e ancora una volta manco fosse capodanno… vi scrivo com’è andata!
Ho deciso di non andare a Plaka, ma di rimanere intorno a Gyzi per l’epitaphi di ieri, mi hanno sconsigliato tutti di andare a Plaka vista la massa di gente che potrebbe esserci stata. Effettivamente, amici a cui non fregava niente e che erano in Syntgma mi hanno detto che era praticamente invivibile, il problema era anche che per l’Epitaph cittadino avevano persino allestito il palco e che c’era pure una parata militare…
cosa centri una parata militare e la morte di Gesù Cristo lo sanno solo i Greci, ma io nel mio piccolo quartiere me la sono gustata, parte di una esperienza indiretta di un’altra religione, come le purna di Varanasi o i riti animisti dei Dogon o il Santo Cristo delle Azzorre (altre esperienze che ho fatto).
Ho capito perchè tutti sono così felici per gli Epitaph, praticamente è un momento di ritrovo collettivo, il quartiere che riscopre il quartiere, compagni di classe delle superiori che si ritrovano a chiacchierare, bambini felici che stanno alzati fino a tardi e giovani che alla mattina si svegliano per decorare l’epitaph di fiori. Per inciso quello di Gizy era proprio bello. 
E per inciso, mi sono accorto di questa cosa poichè ero in un piccolo quartiere accompagnato da 4 ragazze greche che in 30 minuti hanno fatto arrivare una decina di greci, soltanto passando vicino alla chiesa.
Quindi al di là del rito è un momento collettivo per ritrovare vecchi amici e cotte girando con delle candele in giro per strade deserte, e questo fa onore al significato del rito, cioè unire la comunità e mi ha fatto capire un pò di più sul perchè la Pasqua Greca sia sentita quasi più di capodanno…
Suggestiva comunque la sera in giro per Atene, una fila infinita di candele che marciano sulle strade occupate solitamente dal traffico. Ad ogni incrocio (perchè ricorda la croce) ci si ferma e si recita qualcosa da un Libro! Si, c’è un intero libro, mezza bibbia, da recitare per l’occasione in questi tre giorni.
Tutto sommato è stato interessante, ma certamente fuori Atene lo è di più… Dicono che a Corfù la pasqua Greca sia la migliore! L’anno prossimo vedrò di andarci. Certamente con le cittadine di Corfù il tutto prende una forma più romantica.
Per quest’anno sono ad Atene, e quindi me ne vado all’Akropoli per vedere anche il Sabato Santo, di cui ovviamente, vi parlerò domani!







