WOW! Il venerdi santo non l’ho voluto trascorrere a Plaka, ma ieri ho ceduto alla tentazione e sono andato alla chiesa di Agios Nikola, una chiesa bizantina conservata a Plaka subito sotto il bandierone della Rocca dell’Akropoli e con una sublime vista sul Licabetto.
La chiesa era abbastanza piena, il Pope (il prete ortodosso) celebrava già in chiesa quando sono arrivato e quindi ho atteso assieme agli amici che uscisse di li. L’attesa era quasi emozionante per me che ero alla prima volta, lo si poteva vedere, ero come i bambini che mi stavano affianco, affascinato da tanto silenzio e devozione.
Atene ieri era completamente vuota, abbiamo trovato parcheggio in centro in due minuti, tutto chiuso, monastiraky era deserta, quasi spettrale, nessuno si incamminava nell’Athens flee market che quindi risultava più cupo di quanto normalmente sia nelle ore notturne, gli immigrati che di solito lanciano gli elicotterini al led in aria con gli elastici sembravano quasi annoiati dallo scarso afflusso di gente in piazza, solo qualche turista, che probabilmente si chiedeva come mai non ci fosse nessuno in giro alle undici di un sabato sera in una capitale Europea da quasi 6 milioni di abitanti come Atene.
La gente con le candele in mano si affrettava tra le strette stradine di Plaka per raggiungere una o l’altra chiesa ed iniziare a celebrare il rito che precede la resurrezione.
Fuori dalla chiesa di San Nicola alcuni poveri chiedono l’elemosina, altri vendono candele bianche. La tradizione vuole che la chiesa sia poco illuminata in questa suggestiva notte. A circa un quarto d’ora dalla mezzanotte il Pope esce in strada, bibbia sotto braccio e la gente comincia a radunarsi attorno.
Poi la gioia, a mezzanotte le campane suonano a festa! Cristo è risorto lo annuncia il Pope che batte tre volte nella porta principale della chiesa e che getta foglie di alloro. La gente si accalca per accendere la candela con la fiamma che arriva direttamente da Gerusalemme, arrivata grazie ad un volo Charter della Olympic Airlines in mattinata dal Santo Sepolcro della città in terra santa.
Dal tetto della chiesa partono i fuochi d’artificio, le campane continuano a suonare a festa in tutta la città, dalla chiesa dove mi trovavo potevo vedere tutto il centro in festa!
La gente si scambia gli auguri recitando “Christo Anesti!” Gesù è risorto! e tutti rispondono Alithos anesti! è veramente risorto!
Sembra davvero il nostro capodanno ma in salsa religiosa! Io non sono un praticante, non sono uno che ha mai dato peso a queste cose, ma è stato emozionante! E poi subito dopo tutti ad accalcarsi nei ristoranti attorno alle chiese che offrono per una sola notte la zuppa marghiritsa, deliziosa anche se è meglio non ricordare come è fatta.
Deve ancora iniziare la vera Pasqua, tra poco vado a finire di arrostire il mezzo agnello che si deve consumare oggi, ma mi sento assolutamente di consigliare di non perdere un simile evento se pianificate delle vacanze pasquali per l’anno prossimo!
Se avete una sorta di curiosità spirituale e un paio di giorni liberi a Pasqua, Atene è la città giusta!





