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Ferran Adrià e il Bulli

Chi è Ferran Adrià? Che cos’è il Bulli?

La prima volta che ho sentito parlare di Ferran Adrià è stato poco dopo il mio arrivo a Barcellona. Stavo seguendo un corso di nuovi linguaggi dell’arte contemporanea, previsto per raggiungere i crediti del mio piano Erasmus, e, durante una lezione, la professoressa ci introdusse il caso di questo chef catalano che nel 2007 era stato invitato alla Documenta, l’esposizione  internazionale d’arte contemporanea di Kassel (Germania). Il suo nome era Ferran Adrià.

All’epoca questo invito scatenò una polemica in quanto in molti si chiedevano se la cucina potesse essere considerata arte contemporanea.

La stessa questione ci venne posta quel giorno dall’insegnante.

Non sapendo esattamente cosa facesse questo simpatico signore, che risultò poi essere uno dei cuochi migliori al mondo, non diedi nessuna risposta al quesito finchè mi informai e capii il perchè la cucina di Ferran Adrià scateni tante considerazioni al suo riguardo.

L’obiettivo principale del cuoco è, infatti, creare un’esperienza culinaria e sensoriale in chi prova i suoi piatti. Come ha affermato in varie occasioni:”la cucina è un linguaggio mediante il quale si può esprimere armonia, creatività, felicità, bellezza, poesia, complessità, magia, umorismo, provocazione e cultura”.

Com’è possibile comunicare tutte queste sensazioni attraverso un piatto? Ferran Adrià ha trovato la formula utilizzando molta creatività, tecnica, fantasia e, soprattutto, scardinando molte delle regole associate alla gastronomia tradizionale. Per esempio utilizzando la gastronomia molecolare e inventando continuatamente piatti nuovi ed innovatori.

L’idea è che niente è quel che sembra e, una volta introdotto in bocca, esploda in un contrasto di sapori nuovi e sorprendenti. Tutto questo servito attraverso portate impressionanti ed estremamente originali.

Fino al 2011 era possibile vivere quest’esperienza nel carissimo ristorante El Bulli nel quale iniziò a lavorare Ferran Adrià all’età di 22 anni. Dal 1984, anno in cui il cuoco si unì allo staff del ristorante, ad oggi il Bulli è diventato uno dei locali più famosi al mondo grazie alla qualità dei suoi prodotti (molti dei quali sono locali) e all’innovazione della sua cucina. Ovviamente il tutto ad un prezzo non propriamente accessibile…

L’anno scorso il ristorante è stato chiuso con l’obiettivo di riaprire nel 2014 sotto forma di fondazione. In questi anni lo staff del cuoco effettuerà nuove ricerche in campo culinario con il fine di portare innovazione alla cucina internazionale.

Se siete interessati al tema vi consiglio vivamente di andare a vedere la mostra gratuita dedicata al progetto del famoso cuoco dal titolo Ferran Adrià i El Bulli. Risc, llibertat e creativitat.

L’esposizione si trova nel Palau Robert (Paseo de Gracia, 107) è sarà possibile visitarla fino al 3 gennaio del 2013.

Qui il link con l’informazione utilile.

Per concludere vorrei lasciarvi con una frase di uno dei miei cartoni animati preferiti: Ratatouille.

“L’alta cucina non è una cosa per i pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero: chiunque può cucinare, ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi” (Gusteau – Ratatouille – Disney/Pixar 2007).

LEGGI ANCHE:  Barcellona e i cuochi catalani

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1 Commento

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Una risposta a “Ferran Adrià e il Bulli”

  1. Il miglior ristorante del mondo | Vivere barcellona dice:

    30 apr 2013 alle 10:51

    [...] LEGGI ANCHE: FERRAN ADRIA E IL BULLI [...]


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