Gli orti urbani: coltivando Barcellona
Già da alcuni anni a Barcellona si è sviluppano un fenomeno di cui vale davvero la pena parlare: gli orti urbani.
Gli orti urbani nascono con la finalità di creare nuovi spazi naturali all’interno della città e con l’idea di sensibilizzare i cittadini a temi come la sostenibilità o l’ecologia. Questi spazi si possono trovare nei più svariati punti della città: dai tetti delle case (che qui sono piatti) ai cortili interni degli edifici, dai pezzi di terra accanto alle vie dei treni ai terreni lasciati in disuso già da molti anni. Nella città, molto spesso, gli orti sono organizzati da comunità di persone che si ritrovano settimanalmente per coltivare frutta e verdura e, nello stesso tempo, socializzare: a volte nascono amicizie, a volte vere e proprie coperative atte a distribuire alimenti ecologici all’interno del territorio urbano.
Il principale obiettivo dell’orto urbano è senza dubbio recuperare gli spazi abbandonati della città trasformandoli in qualcosa di utile per i suoi abitanti.
In seguito alla crisi immobiliaria degli ultimi anni, infatti, Barcellona è diventata una città piena di edifici e cortili vuoti e fenomeni come l’occupazione o la creazione di orti urbani stanno cercando di dare una soluzione sostenibile e alternativa a l’abbandono completo di questi spazi. Non sempre queste attività sono appoggiate dalle autorità locali anche se gli orti urbani risultano essere piuttosto benvoluti dal comune della città. Personalmente non immagino una attitudine differente da parte delle istituzioni perchè questo tipo di iniziativa, oltre ad essere estremamente utile per l’intera comunità, aiuta i singoli individui ad avere una maggiore consapevolezza della propria alimentazione e del contesto nel quale viene creata.
Qualche giorno fa parlando con un’amica sulla veduta di Barcellona dall’alto (entrambe concordavamo sul fatto che non fosse molto affascinante da questo punto di vista) pensammo a quanto cambierebbe in positivo se sul tetto di ogni suo singolo edificio si creasse un orto: da qualsiasi belvedere della città sarebbe possibile ammirare un enorme prato affacciato direttamente al mare.
Un altro punto a favore di questa attività è la sua funzione sociale. Questi orti, infatti, sono coltivati da tantissimi tipi di persone: dai pensionati a i giovani attivisti in campo sociale, dai disoccupati ai cittadini comuni che cercano di collaborare nelle attività del quartiere.
Non c’è da dimenticare, infatti, che gli orti urbani nascono nei quartieri i quali, oltre ad essere mondi a parte nella città, sono fatti di comunità di persone che hanno voglia di riunirsi e, soprattutto, condividere idee e progetti.
A mio parere questo è un esempio di come dovrebbero funzionare le cose nel futuro.
Per qualcuno questa è una visione molto utopica però, tra qualche anno, potrebbe essere l’unica forma di vivere in modo sostenibile.
Vi segnalo questa web se volete avere maggiori informazioni sul tema: http://huertosurbanosbarcelona.wordpress.com/
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05 nov 2012 alle 19:49[...] LEGGI ANCHE: Gli orti urbani, coltivando Barcellona [...]