Berlino è splendida, ma logicamente, come tutte le città al mondo non è perfetta. La lista che segue qui sotto è un elenco di dieci motivi che possono scoraggiare molti di noi italiani a trasferirsi qui, o nel caso già vivano a Berlino, a pensare ad un ritorno in patria. A mio avviso gli aspetti positivi di Berlino superano di gran lunga quelli negativi (questo mio blog è quasi una fiera del come si viva bene a Berlino e sono moltissimi gli articoli che ho scritto al riguardo), ma dipende da persona e persona, dal proprio modo di approcciarsi alla città e dall’ordine delle proprie priorità. Nessuna delle dieci ragioni qui sotto rappresentano dei problemi insormontabili, c’è sempre una soluzione a portata di mano per ognuno di questi e trasferirsi in un’altra nazione non è mai facile, sia che si parli di Berlino che di un altro posto del mondo. Se non si è però pronti a fare lo sforzo per integrarsi, meglio rimanere in Italia e non tentare nemmeno. Ma bando alle ciance, ecco quindi le
DIECI RAGIONI PER NON VIVERE A BERLINO (per un italiano)
10-Il bar, la colazione e il cappuccino fatto bene
Berlino ormai è piena di bar italiani che offrono cornetto e cappuccino, ma bisogna comunque conoscerli e andarli a cercare, non li trovi dietro l’angolo. Non trasferirsi a Berlino per questa ragione sarebbe stupido, ma dietro una colazione in un bar italiano si nasconde un intero mondo di situazioni e modi di iniziare la giornata. Non parlo quindi della colazione in senso stretto, ma di alcuni momenti sociali che, mancando, alla lunga possono causare un po’ di nostalgia. Al bar capisci di cosa e come parla la gente, è un luogo di ritrovo in cui puoi entrare in contatto con gente altrimenti lontana dal tuo solito tipo di entourage. E…trovare poi un cappuccino fatto bene è davvero un’impresa, qui c’è la convinzione che più schiuma c’è meglio è. Ne ho scritto anche qui.
9-Il Tedesco
Imparare la lingua del luogo in cui si vuole vivere è un must a cui non ci si può sottrarre, sia che si decida di andare in Germania che in Cina, ma certo è che il tedesco non è una lingua facile. Bisogna dedicargli tempo ed impegno per impararla, la costruzione delle frasi è diversa da quella latina o anglosassone e fare lo step successivo dal “lo parlo abbastanza” a “lo parlo bene” è un percorso duro e stancante. Se si pensa di poter sopravvivere con l’inglese (è possibile) si finisce con il perdere tante sfaccettatura della vita che si ha intorno rimanendo sempre, anche dopo tanti anni, “uno straniero”.
8-Tessera sanitaria
Il sistema sanitario tedesco funziona bene, ma richiede un vero e proprio impegno sia in termini economici che di tempo, ovvero compilazione di documenti. A meno che non si è studenti o si ha un reddito minimo, si è obbligati a pagare ogni mese per la propria tessera sanitaria. Il lavoratore dipendente la vede normalmente versare dal proprio datore di lavoro, mentre per i freelance la questione è molto più complicata e può essere parecchio dispendiosa. Prima di registrarsi all’Aire, ovvero l’Assocazione Italiana dei Residenti all’Estero, e avere così la possibilità di votare dalla Germania e richiedere documenti di identità senza tornare ogni volta in Italia, vale la pena informarsi bene sul come cambierebbe la propria situazione dal punto di vista sanitario. La tessera è obbligatoria per chiunque decida di vivere in Germania e se si fa finta di nulla ci si può trovare anche a dovere pagare salatissimi arretrati una volta che si trova un lavoro.
7-Fumo nei locali
Tanti locali hanno la sala per fumatori e non fumatori, in molti non si fuma per niente, ma nella maggior parte dei club berlinesi si può fumare. In molti locali non si può entrare tanta è la cappa di fumo, ma in pochi sembrano farci caso e così occhi, vestiti e capelli dei non fumatori (ma anche di quei fumatori che preferirebbero fumarsi una sigaretta al gelo piuttosto che impuzzolirsi con quelle degli altri) diventano periodiche vittime sacrificali di un vizio per fortuna molto limiitato in Italia.
6-La mentalità tedesca.
Se non si riesce a capire che, stando in Germania, bisogna anche accettare senza troppe questioni alcuni atteggiamenti dei tedeschi è inutile che ci si trasferisca qui. Per molti italiani può essere duro rispettare alcune regole a prima vista esagerate, dal rispetto della segnaletica e dei limiti di velocità sulle strade, alla compilazione di curriculum perfetti con tanto di foto e stampati su illibata carta bianchissima. Difficile non cadere nei cliché, ma è senza dubbio vero che ogni popolo ha alcune, particolari caratteristiche che ricorrono più frequentemente che in altri. In Germania si pretende più che nel sud Europa che le cose seguano ordini pianificati per tempo, c’è meno spazio per l’improvvisazione o le cose arrangiate all’ultimo. E la stessa cosa si riversa più che altrove anche nei rapporti personali (ne ho parlato qui)
5-La burocrazia
Croce e delizia del sistema tedesco è la sua burocrazia. Tante carte da compilare o presentare per qualsiasi cosa si faccia domanda o si tenti di provare qualcosa. Il sistema funziona e ben venga la lunga, ma comunque efficiente burocrazia tedesca rispetto alla lunga, ma inefficiente e spesso corrotta burocrazia italiana, ma ciò non toglie che il burocratese tedesco può essere un vero e proprio motivo di stress e frustrazione per molti italiani che si vogliono trasferire qui, anche se già in possesso di un buon livello di lingua.
4-La disoccupazione
A Berlino ci sono moltissimi disoccupati. Berlino non è come il resto della Germania, non è Francoforte o Stoccarda, ma una città che seppur in crescita, rimane comunque povera. Non solo. I continui arrivi di giovani da tutta Europa sta rendendo la concorrenza nel mondo del lavoro davvero agguerrita oltre a spingere i salari sempre più in basso. Fino a qualche anno fa era difficilissimo trovare stage non pagati come accade nel (brutto) modello italiano, ora invece è all’ordine del giorno che ragazzi e ragazzi si facciano assumere gratuitamente per dei periodi di prova solo per migliorare il proprio curriculum.
3-L’illusione di un paradiso ed il rischio di perdere di vista le proprie vere ambizioni
Questa terza ragione è collegata a doppio filo con la disoccupazione. In molti pensano di trovare a Berlino un nuovo paradiso dove tutto è possibile. All’inizio, soprattutto se non parlano tedesco, si accontentano di andare a scuola di lingua e magari mantenersi con piccoli lavoretti, call center o ristoranti che siano. Il tempo passa però, la lingua migliora, ma mai abbastanza, ci si gode la città (con uno stipendio di 800 euro al mese si può comunque stare bene) e ci si dimentica la vera ragione per cui si era venuti, ovvero realizzare sé stessi anche da un punto di vista lavorativo. E’ un problema sempre più comune e certo, il lavoro non è tutto nella vita e può senza dubbio essere messo in secondo piano se, a prescindere dalle proprie competenze ed ambizioni, si riesce a vivere serenamente facendo tutt’altro rispetto a quanto preventivato, ma poi ci si può scoprire a quant’anni o più di aver bruciato del tempo che non tornerà più. In questo senso Berlino è molto pericolosa.
2-Il cibo
Chi può spendere troverà sempre buone cose anche qui, è inutile negarlo, ma la qualità media degli ingredienti che si utilizzano qui, soprattutto se si parla di frutta, verdura e prodotti caseari, è davvero molto più bassa rispetto a quella italiana. Poi magari qui il livello medio dei ristoranti è più alto, ma sarebbe un’eresia far passare l’idea che ad un italiano a Berlino, a cicli periodici, non possano venire dei seri attacchi di nostalgia culinaria
Come già scritto qui, a mio avviso Berlino vale ben più di un gelo, estivo od invernale che sia. E seppur il freddo polare alla fine è sopportabile (un proverbio tedesco dice che non esiste un freddo cattivo, ma solo cattivi vestiti), è l’assenza di una vera estate a potere rischiare di intaccare l’equilibrio mentale di molta gente abituata, quanto meno a luglio e agosto, a svegliarsi con un raggio di sole dietro la finestra. Il clima qui è psicopatico, maggio e ottobre possono essere più caldi dei mesi estivi e così succede che ogni berlinese, appena c’è un raggio di sole, si butti per strada o nei parchi a prendere più calore possibile neanche fossero lucertole. In una città così viva ed instabile anche il clima del resto non poteva che essere pazzo e ribelle.
Leggi anche: 10 cose da non fare a Berlino
Leggi anche Espatriare in Germania, la terra promessa
La frase del post
Che cos’avrà la gente per cercare una città nel mezzo di tutta questa sabbia?
Stendhal
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Dario dice:
18 lug 2012 alle 15:58Quando ci ho vissuto c’era ancora il mauer e dall’est arrivava l’odoraccio dei riscaldamenti a carbone. Ora forse è meglio, da questo punto di vista. E d’inverno, se esci di casa senza guanti non senti più le dita … ma ci vivrei ancora, eccome.
annalisa dice:
18 lug 2012 alle 16:10bellissimo articolo, concordo su tutto, ciò non toglie che comunque valga alla fine la pena vivere qui come si scrive nell introduzione dell articolo
federica dice:
18 lug 2012 alle 19:03e 10 ragioni per viverci???
Berlino cacio e pepe dice:
18 lug 2012 alle 19:42son ben più di 10…quasi ogni post di questo blog parla bene di Berlino
marek dice:
18 lug 2012 alle 21:40ma perchè il sottotitolo del blog è “un italiano al centro della germania”? berlino non è mica al centro della germania!
carlo dice:
18 lug 2012 alle 22:27Berlino è al centro e della Germania in senso culturale e politico, metaforico direi, così tanto da non essere del tutto Germania, ma oltre. Andrea non intendeva certo in senso geografico.
Berlino cacio e pepe dice:
19 lug 2012 alle 05:04sì, centro per dire capitale
anglo ant dice:
19 lug 2012 alle 06:28chi ti ha invitato a berlino in primo luogo.. nessuno allora. chi non riesce a imparare la lingua tedesca è pigro. se il giornalista fosse in grado di trovare lavoro in italia non sarebbe scappato. a chi mancano cappucino e croissant, eh dai un po! è un serio articolo?
Berlino cacio e pepe dice:
19 lug 2012 alle 06:32davvero ogni tanto mi viene da pensare che molti italiani abbiano perso la capacità di leggere e capire ciò che c’è scritto allo stesso tempo oltre, ma questo è un corollario, a formulare pensieri di senso compiuto. Basta l’introduzione dell’articolo a capire il senso ed il contesto dei dieci punti successivi.
Roberto Violin dice:
19 lug 2012 alle 07:32Mah io penso che ogni mondo è paese e non credo che se un italiano vada a a vivere a Barcellona o Oslo le cosi cambino. La lingua una la deve apprendere altrimenti non ha senso andare a vivere in uno stato estero. Se si ha la pretesa di trovare l’Italia qui a Berlino allora si parte già con il piede sbagliato. Il cappuccino fa schifo? E chi se ne frega te lo fai a casa! Se si ha un lavoro la tessera sanitaria viene pagata dal datore di lavoro. Se si vuole fare i liberi professionisti bisogna mettere in conto sta cosa. In ogni caso un piccolo lavoretto dove vengono coperte queste spese si trova sempre. Basta non essere schizzinosi. Certo lavorare nei call center non è il sogno di ognuno di noi ma da qualche parte bisogna iniziare. Poi se tutti si sentono artisti o fotografi e vogliono lavorare nel campo dell’arte e non ci riescono di certo non è colpa di Berlino e della sua disoccupazione. La mentalità tedesca? Non mi sembra così terribile. Certo un tedesco di natura tende sempre ad organizzare tutto persino per un un caffè bisogna sentirsi 3 giorni prima e concordarsi per un appuntamento. Niente di tragico se si pensa che durante la settimana si lavoro 8 ore e bisogna includere anche gli spostamenti che portano cmq via tantissimo tempo. Anche in altre grosse città è cosi lo stesso quindi non ci vedo niente di strano. Idem per la compilazione dei CV con foto. Penso che sia più che normale presentare un Cv decente con una buona lettera motivazionale. Se si decide di lavorare a Milano o a Roma bisogna in ogni caso inviare un curriculum perfetto con la piccola differenza che qui ti rispondono sia in caso positivo che negativo. In Italia cosa fanno le aziende?
Per quanto riguarda il punto 3 che dire. li è una questione super personale. Non è che bisogna venire a Berlino per “perdere” di vista i propri obbiettivi. La stessa cosa può succedere anche in un paesino di mare sperduto. Quindi Berlino non è pericolosa da questo punto di vista
E poi neanche per i tedeschi è facile Per quanto riguarda il clima……provate a trasferirvi nel Ruhrgebiet (365 di grigiore e pioggia- qui almeno una volta al mese splende il sole) e poi ne riparliamo
Forza e coraggio!!!!
stefano dice:
19 lug 2012 alle 07:36Sul cappuccino posso essere d’accordo ma sul resto della colazione no… le megaporzioni delle torte tedesche (quasi sempre buonissime anche se a volte indigeribili) battono sicuramente i cornetti (di Roma).
Sul cibo invece devo dire che a Berlino c’ è sicuramente più varietà che nel resto della Germania (almeno quella che conosco cioè la Baviera). Chi non riesce a mangiare a Berlino a Regensburg che fa? si suicida dopo il decimo wurstel?
Berlino cacio e pepe dice:
19 lug 2012 alle 08:30Roberto, come scritto nell’introduzione: “Nessuna delle dieci ragioni qui sotto rappresentano dei problemi insormontabili, c’è sempre una soluzione a portata di mano per ognuno di questi e trasferirsi in un’altra nazione non è mai facile, sia che si parli di Berlino che di un altro posto del mondo”.
nishanga caivano dice:
19 lug 2012 alle 10:48una cosa curiosa e´che in un gruppo di stranieri prima o poi – ma mediamente prima – si finisce sempre a parlare se stare..andare..
ho vissuto in diversi posti ma questa esistenza cosi`contrastata nn l´ho vissuta mai. Stare..andare ..questo e´il problema.
Dei cappuccini me ne posso fregare ma se per oltre un mese a Luglio piove tutti i santi momenti e praticamente sono ridotta a vivere in un cantiere..bhe´e`stato bello, anzi bellissimo ma per me il problema nn si pone piu´
Atolla dice:
19 lug 2012 alle 10:54Roberto Violin mi sto spellando le mani applaudendoti! Mi hai rubato TUTTE le parole dalla tastiera!!! Stima a pacchi per te!!
Giuseppe dice:
19 lug 2012 alle 11:51Sottoscrivo in pieno l´ultimo, anzi il primo punto. Lo dico sempre: l´inverno e duro ma uno ci fa il callo. L´estate no, perche´ in primavera ci sono le stesse temperature che in Italia, uno si illude che stia arrivando il caldo, ai primi di giugno, dopo 4-5 giorni di sole caldo e incessante, pregusta l´estate che pero´…. non arriva mai. (l´estate erano quei 4-5 giorni di sole caldo e incessante)
giovanni dice:
19 lug 2012 alle 16:58Caro Andrea Gerolamo D’Addio, trovo le tue considerazioni sagge ed equilibrate. Al contrario alcuni commenti denotano situazioni che si è pensato di risolvere innalzando muri di separazione con il Paese che si è lasciato.Il futuro, ovunque sia, ha sempre bisogno del proprio passato.
Davide dice:
19 lug 2012 alle 23:35Che dire..una top list che sicuramente punta all’ “italiano medio” senza troppe ambizioni, nè troppa esperienza sia lavorativa che accademica.
Per commentare alcuni punti della classifica:
- fumo nei locali (per ovviare, se non fumi: o non esci, o lo sopporti – perchè sei a Berlino! – o vai in certi locali – spesso, del cazzo!)
- la mentalità tedesca (piccolo particolare: ..sei in Germania dopo tutto..)
- l’illusione di un paradiso (..) (sta a te far quel che ti pare..godi di ciò di cui ti accontenti – ma non vivi coi tuoi!) la disoccupazione (..vieni dall’Italia, non dal Singapore!!!) ..
- Tessera sanitaria (si paga, ma se lavori è ok..)
- Il cibo (trovi davvero quello che vuoi sia in negozi sia in ristoranti..)
Quindi secondo me i punti più importanti, che dovrebbero essere tra i primi posti della classifica, sono il tedesco ed il clima…
Detto questo: meno italiani ci sono a Berlino, meglio si sta
Berlino cacio e pepe dice:
20 lug 2012 alle 05:38davide il tuo commento è piuttosto contraddittorio. Secondo il tuo ragionamento ti si potrebbe rispondere
- il tedesco? sei in Germania dopotutto
-il clima? sei andato al nord dell’europa, non stai alle Canarie
e di conseguenza dare anche a te “dell’italiano medio” (che immagino intendi sulla falsariga dello splendido corto di Maccio Capatonda)
Insomma, ognuno dei 10 punti qui sopra può essere stigmatizzato con poche parole, ciò non toglie che siano delle situazioni con cui confrontarsi e per le quali, nonostante c’è e si possa trovare una soluzione, comunque possono influire alla lunga sulla decisione di alcuni di rimanere a Berlino o di trasferircisi. Come già scritto nell’introduzione dipende dalla sensibilità di ognuno di noi e volere criticare chi può soffrire alcune di queste situazioni (io ad esempio soffro poco e nulla di tutti e dieci i punti, ma conosco tanta gente che vive situazioni opposte) rivolgendoglisi dall’alto verso in basso è, questo sì, davvero superficiale.
Roberto Violin dice:
20 lug 2012 alle 06:54Venerdi 20 Luglio: oggi splende il sole quindi zitti e godiamoci questo momento!
Cmq Davide meno italiani meglio si sta a Berlino è un pò cattiva
Cmq io vi dico solo che in provincia si sta molto meglio hihihihihihi
Roberto Violin dice:
20 lug 2012 alle 09:08Ma lo siamo un pò tutti “italiani medi” con e senza esperienza lavorativa o accademica
Magda dice:
21 lug 2012 alle 20:18Ciao…! Io invece avrei mille buone ragioni per tornarci a vivere!
Ci ho vissuto per 8 anni e sono stati gli anni
più intensi della mia vita, nel bene e nel male. È una città che ti lascia un segno
dentro.. !mi sono trasferita a Stoccarda 2 anni fa per amore e sono entrata in depressione..
Berlino è tutta un’altra cosa, è innanzi tutto multiculturale.., bellissima, sicura.. E poi di da’ un senso
di libertà che non so spiegare a parole. Mi fa male tornarci per poi ripartire dopo
2 gg.. Per questo evito di andarci spesso anche se tutte le mie amiche sono li’..
Saluti**
Roberto Violin dice:
21 lug 2012 alle 21:31Stoccarda
und die Schwaben denken nur am Schaffe, schaffe, Häusle baue!!! Buona fortuna li giù Magda
Marianna dice:
28 lug 2012 alle 12:10Ciao Andrea, che articolo carino!
Naturalmente ogni volta che sento parlare di tessera sanitaria rabbrividisco e sicuramente, fra tutti i punti elencati, è l’argomento a cui sono più sensibile.
Vivo a B. da due anni e a riguardo ne ho sentite di tutte i colori, compresa anche questa nuova storia che vorrebbe che si pagassero gli arretrati una volta cominciato un lavoro in regola, per chi non avesse provveduto subito alla Krankenkasse. Conosco italiani che vivono qui da 10 anni, e che qui pagano le tasse, che però non hanno l’assicurazione. Direi che la discriminante sia una: residenza sì o no.
Cioè se ti iscrivi a sto benedetto AIRE allora sei fregato ma, in caso contrario l’assistenza sanitaria italiana continua ad essere valida. Questo ovvio, finchè non si trova un lavoro regolare. (io per esempio, ho sempre avuto avuto contratti di minijob che quindi non richiedevano l’assistenza teteska). In ogni caso questo è un argomento su cui è davvero difficile fare chiarezza perchè si trovano esperienza personali che sostengono le teorie più bizzarre. fammi sapere, magari in un post, se tu hai notizie certe e chiare, sarebbe davvero un regalone! schones Wochenende!
Roberto Violin dice:
29 lug 2012 alle 13:03La Krankenkasse tedesca è purtroppo una vera mafia (anche per i poveri tedeschi) Purtroppo per legge bisogna essere coperti. In ogni caso è sempre meglio non iscriversi all’Aire proprio per non incappare in questa trappola malefica.Conosco gente tedesca che ha deciso di vivere all’estero per uno o due anni e per la krankenkasse è stato un inferno. Se esci fuori dall’assicurazione e poi vuoi rientrare dopo due anni bisogna pagare gli arretrati di questi due anni per esempio. Preciso che questo vale per i tedeschi. Io per esempio durante il mio primo anno di permanenza berlinese avevo una assicurazione privata che mi era stata fornita dalla comunità europea perchè avevo lavorato come volontario europeo per una associazione. Quando mi sono registrato alla AoK non mi è stato chiesto di pagare gli arretrati. Cmq é un argomento super complesso e avere maggiori info può essere una cosa utile. Saluti
Carlo dice:
06 ago 2012 alle 19:37Mi ha fatto venire voglia di andarci
Berlino cacio e pepe dice:
07 ago 2012 alle 08:43Diego dice:
09 ago 2012 alle 16:06Francamente non comprendo alcuni commenti, a me pare evidente che la persona che scrive vuole presentare solo alcune “ombre” di un immagine della città in generale molto positiva… mica si può sempre stare lì a dire “che bello, che bello”
Annette dice:
31 ott 2012 alle 15:00Ho vissuto a Berlino per qualche mese e mi sono trasferita proprio nel periodo peggiore (gennaio). Anzi, quest’anno a quanto ho sentito da italiani “veterani” del posto che è stato un inverno “caldo”. Beh, io stavo impazzendo e sono diventata spaventosamente metereopatica. E a giugno è stato proprio uno shock constatare che il caldo non arrivava mai e che ero ancora con coperte di mollettone, cappottone e sciarpa…beh…sono troppo viziata dal clima della mia terra (la Sardegna).
me dice:
17 nov 2012 alle 18:39mmm.. ho vissuto 2 anni a Berlino e amavo il cappuccino e brioches!!! Non saranno buoni ovunque ma quasi! Prova a barcellona a trovarne uno decente..Il cibo a me piace…salsicce e patate! birra a volontà! poi si trova tutto per cucinare italiano e ci sono ristoranti di ogni nazionalità. Il tedesco è una lingua che adoro! difficile ma nemmeno così tanto, sto studiando l’arabo e si, si può scrivere…ma parlarlo è davvero difficilissimo. Il lavoro a Belrino c`’e anche non come cameriere. Ci sono molte start up e piccole imprese che ti permettono di essere parte dle gruppo dal primo istante. Poi chiaro che non c’è per tutti o, a volte, che il lavoro c’è ma non si riesce a collegare datore di lavoro con persona che cerca ed è adeguata a quel lavoro. Per la burocrazia..gasp io ero in pardiso lì. quando volevo fare una cosa chiedevo mi spiegavano, capivo, facevo. in due giorni risolto. in italia e spagna: nessuno sa di cosa parli. ognuno tri dice una cosa diversa. pagare! aspettare mesi. lamentarsi. ricominciare. Ho ricevuto vari documenti dalal germania mentre ero all’estero e dovevo ricevere gli stessi anche da australia, spagna, italia e irlanda. non ti dico che tortura. solo la germania gratis e con UNA sola email mi ha spedito , a spese sue, tutto e tutto correttamente. Il clima da schifo, non è il freddo. È il buio. Ed e`quel buoi che non vale la pena vivere. Non piu’ di un anno o due. Bis die sonne raus kommt. Life should be where the sun is, or at least the light..
Benny dice:
18 dic 2012 alle 07:44Riguardo all’assicurazione sanitaria e all’eventuale pagamento degli arretrati, segnalo:
Modello E104
I cittadini italiani che abbiano spostato la propria residenza in Germania (iscrizione all’AIRE- (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) sono sottoposti all’obbligo di Assicurazione Sanitaria vigente in Germania e devono quindi entrare nel sistema sanitario tedesco attraverso l’iscrizione ad una cassa malattia tedesca (Krankenkasse).
Le casse di assicurazione sanitaria tedesche chiedono ai nuovi membri il modello E104 che serve alla certificazione dei periodi di assicurazione sanitaria in Italia. La Krankenkasse tedesca, infatti, iscrive i nuovi membri a partire dalla data in cui termina la copertura assicurativa italiana, cosí come registrata nel modello E 104 compilato dalla ASL del Comune italiano di provenienza. Il modello E104 è un formulario europeo e pertanto non necessita di traduzione.
———————————————————————————————-
Attenzione: in caso di mancata certificazione dei periodi assicurativi tramite il modello E 104 la cassa malattia tedesca puó chiedere i contributi arretrati a partire dalla data di registrazione della propria residenza in Germania presso le autoritá tedesche (Anmeldung).
————————————————————————————————
Un recente intervento del Ministero della Salute sui responsabili regionali ha facilitato sensibilmente il rilascio del modello E104 per gli italiani che abbiano spostato la residenza in Germania, contribuendo cosí a superare le difficoltá riscontrate in passate dai nostri connazionali.
(Fonte: sito ministerosalute)
Sembrerebbe, dunque, che il pagamento degli arretrati si rischi solo in caso di mancata certificazione.
Salvatore dice:
29 dic 2012 alle 16:24Ciao
Sono d’accordo quasi su tutto quello che scrivi. Poi, chi avvisa non è traditore
Comunque sto scrivendo un blog anche io per aiutare chi è appena arrivato o chi sta pensando di trasferirsi a Berlino:
http://www.berlinliebtdich.blogspot.de
Un saluto
carlo dice:
18 gen 2013 alle 10:59Sono arrivato al capolinea,voglio andare via dall’italia e quindi tra Londra e Berlino ho scelto Berlino,in quanto parlo tedesco e non l’inglese.
Vorrei trasferirmi a Berlino o altra città tedesca se ho fortuna di trovare un qualsiasi lavoro. E di seguito aprire qualche attività.
Ma sicuramente nessuno mi prenderà in considerazione vista la mia età (60)
saluti
sara dice:
01 feb 2013 alle 09:05mi fa sorridere questo articolo e anche i commenti..perchè vivo in olanda e si potrebbero scrivere le stesse cose e commentarle nello stesso modo
direi che tutto il mondo è paese..banale ma efficace.
e pensare che gli olandesi odiano essere accomunati ai loro vicini di casa…giustamente da una parte..
Slimer dice:
25 mar 2013 alle 07:11Salve a tutti. Confermo quello che già è stato scritto. Berlino d’inverno è veramente una città difficile da affrontare. Anche a detta degli stessi berlinesi fa schifo in questo periodo. È una città gigante e se non si ha la bici si è limitati al proprio quartiere. Sta cambiando e si sta “imborghesendo” quindi è ben diversa dalla Berlino degli anni 90. Oggi i prezzi delle case e gli affitti stanno lievitando e gli stipendi sono ultra bassi ed è invasa dagli spagnoli. Per quanto riguarda la vita notturna, fatta eccezione per i super club electro dove se non ti droghi godi solo a metà, ci sono tanti bar dove si può fumare dentro e se non fumi è un problema. Per ultimo e non per questo meno importante ai berlinesi non piacciono gli stranieri; sono consapevoli delle difficoltà di questa città e si sentono inutilmente invasi. Resterebbe da aspettare l’estate ma senza lavoro è un pò difficile.
Andrea dice:
25 mar 2013 alle 11:12Carlo,sono perfettamente in linea con il tuo pensiero,l’unica differenza e’ l’eta’,io ne ho 50,ma sono veramente stufo di stare in Italia e,prima o poi faccio le valigie e vado all’avventura,costi quel che costi!Tanto piu’ che conosco abbstanza bene la citta’ e parlo sufficientemente la lingua
Anna dice:
11 apr 2013 alle 08:57Sono stata a Berlino solo un mese per seguire un corso di tedesco, ma mi è bastato per capire che non è certo la Terra Promessa. Disoccupazione, e, come dice Slimer, una certa perplessità da parte dei nativi che vedono arrivare queste ondate di stranieri da tutte le parti, senza capire perchè. Berlino a mio avviso non è il posto adatto per andare a cercare lavoro, ottimo semmai per studiare o frequentare corsi. Per un italiano è stimolante a livello culturale, “apre la mente”, c’è una multiculturalità e un fermento che qui non abbiamo (io sono di Milano, e non credo sia lontanamente paragonabile a Berlino).
Per l’autore del post, che ho trovato comunque informativo: concordo con chi ha scritto che è un po’ da “italiano medio” alla Mario di Maccio Capatonda, cominciamo ad auto-educarci, e mettiamo prioritari fattori che non riguardino sempre il cibo e il clima. No? (utilissimo blog comunque)
In conclusione, imho: se volete andare a berlino per una breve esperienza di formazione, ok. Se per cercar lavoro, in linea di massima, meglio lasciar perdere