Cose che succedono al mercatino natalizio di Richardplatz
Fa freddo, è vero, e bisogna prendere la situazione dal verso giusto, trovarne gli aspetti positivi piuttosto che lamentarsi del fatto che erano anni che la neve non attecchiva già dai primi giorni di Dicembre. Questo modo di pensare lo capisco, è lo stesso che mi spinge a non contraddire chi mi rivela di amare il freddo, di apprezzare la neve vista dalla finestra della propria camera da letto mentre ci si riscalda le mani tenendo una bella tazza di cioccolata calda e davanti scorrono i titoli di testa di un film appena affittato in videoteca. Capisco tutto, in parte lo condivido, ma uscire di casa, andare ad un mercatino di Natale bello come quello di Richardplatz a Neukölln e spaventare chi cammina guardando le bancarelle, solo perché si pensa che aprire la bocca verso il cielo aspettando che ci cada dentro un cristallo di neve e poi fare uno strano verso, come quello di un cane che ha appena addentato un frisbee, sia una cosa carina, quello non lo sppporto. Non c’è niente di divertente, è solo, inquietantemente, bizzarro. La tizia in questione, una stangona tedesca con tanto di cappello da babbo natale e codazzo di amiche ridaiole al seguito, ha ieri attirato la mia attenzione mentre facevo la fila per un kartoffelpuffer chiedendomi a quale povero cagnolino avessero tagliato o le corde vocali o l’apparato genitale. Ogni tanto si può fare il deficiente in pubblico, infastidire il prossimo con la propria stupidità può essere divertente, non lo nego. Io ad esempio, quando voglio fare arrabbiare seriamente la mia ragazza, utilizzo una lingua di parole inventate lì per lì. Si tratta di un giochetto da ragazzini di sette anni o meno che, come i peggiori ragazzi non cresciuti, ho ricominciato a riapprezzare da quando so che alla mia ragazza non piace. Da qui poi nascono i nostri peggiori litigi perché io non capisco come lei si possa arrabbiare per una cosa così piccola e lei non riesce a comprendere perché io continui a fare lo stupido nonostante sappia che lei non lo sopporti. Semplice, non mi trattengo, è più forte di me e poi perché in fondo sono un cretino, non ho problemi ad ammetterlo, anzi ogni tanto mi ci beo anche in questa situazione, è un buon lasciapassare per fare finta che non è che non mi ci sia davvero impegnato a pulire casa, è che proprio non ho pensato che la polvere si annidasse anche dietro il divano e non solo intorno. Però il mio è un gioco innocuo, do fastidio solo ad una persona alla volta. La tizia tedesca invece ha continuato per tutto il tempo della mia lunga fila e quando ormai mi ero allontanato di qualche metro, ho avuto la sicurezza che stesse continuando la perfomance quando ho sentito chiaro e forte il commento di un altro italiano, un tizio piuttosto diretto che domandava ad un amico (ma dal tono alto della voce può darsi che lo chiedeesse a tutto il mercatino) : “Ma a questa che ca**o gli dice il cervello?”.
Per il resto….il mercatino di Richardplatz è piuttosto tradizionale, almeno per ciò che riguarda il cibo e gli oggetti in mostra. Ciò che invece lo fa risaltare è tutta la cornice: la piazza è splendida, i vecchi altbau (le vecchie case, alte e con i tetti spioventi tipiche della vecchia Berlino) che si affacciano su questo angolo di NeuKolln (forse il più bello della zona) , danno al tutto un’atmosfera davvero magica, a cui contribuiscono inoltre le luci attaccate ai vari alberi. Il risultato è da cartolina: il calore delle varie pietanze offerte (ps: il kartoffelpuffer che ho preso è una patata schiacciata stra-fritta con a scelta zucchero o salsa di mele e cannella…una vera botta di salute), l’illuminazione, i colori caldi dei tavoli in legno delle bancarelle, la lana di cappelli,giubbotti e guanti, il ciclico e diffuso rumore di chi tira su con il naso mentre da settimane combatte con il raffreddore, il gluhwein e tutto il resto contribuiscono a rendere le ore che ci si trova lì come delle più magiche. C’è inoltre un ristorante che mette a disposizione un grande spazio, una sorta di laboratorio in legno all’aperto, dove è allestito un mercatino di libri e oggetti cinematografici, davvero molto carino. Vale la pena farci un giro anche quando non c’è il mercatino di Natale, e questo vale per tutta RichardPlatz. Purtroppo infatti questo weekend appena passato era l’unico in cui era organizzato il mercatino che tradizione vuole sia sempre e solo il primo weekend di Dicembre . Da oggi tutto è sgombrato, bisognerà aspettare un anno per potercisi tornare. Prendete quindi questo consiglio per il 2011, sarà difficile ricordarselo ora, ci proverò io per tempo.
La frase del post:
Caro babbo, cara mamma,
in questo giorno di felicita’,
vi scrivo questa letterina
per dirvi quello che sento nel mio
cuoricino…
Vi prometto anche quest’anno
di essere sempre buono
e di rendervi felici
perche’ voi siete il mio babbo e la mia mamma…
Lo so che quando mi picchiate a sangue,
e’ per insegnarmi l’educazione,
e’ perche’ mi amate!
Lo so che quando mi fate andare
con gli abiti stracciati,
e’ per insegnarmi l’umilta’,
e’ perche’ mi amate!
Vi chiedo perdono se eccedo
ma per un Natale sereno,
un dono soltanto vi chiedo:
amatemi un poco di meno!!
Corrado Guzzanti





