A piedi nudi nel parco (tedesco)
Ok, Berlino non è Roma, e marciapiedi e strade non sono piene di cartacce, mozziconi di sigarette, gomme, feci di cane e tanto altro (scusatemi, ma io sono uno di quelli che se vede uno sconosciuto buttare qualcosa per terra, glielo fa notare, a costo di litigare), ma Berlino non è neanche come il resto della Germania, e quanto a sporcizia penso che sarebbe al vertice di una speciale classifica tedesca (in Italia invece sarebbe in medio bassa posizione). E poi ogni tanto nevica, non piove tanto, ma c’è umidità, e l’asfalto delle strade i cambi atmosferici in qualche modo li riflette, non ne è immune. Eppure anche qui, anzi, direi, soprattutto qui, in questa città così ricca di gente stravagante, di scelte “etiche” e stranezze che, proprio per la quantità e la cornice in cui si svolgono, definire stranezze è esagerato, va di moda lo “scalzismo”, ovvero l’andare in giro a piedi nudi (la foto qui accanto l’ho scattata 2 anni fa ad un primo maggio di Kreuzberg)
Prendendo in considerazione solo i tempi moderni (anche gli antichi greci andavano in giro scalzi), questa pratica (il “Barefoot” in inglese, “Barfuß” in tedesco) è da decenni (ben prima dei movimenti hippie) in Nuova Zelanda, mentre solo negli ultimi dieci anni ha preso piede (ok, è un pessimo gioco di parole, non ne farò più) in occidente solo nell’ultimo decennio. I tedeschi, sarà perché hanno sempre a cuore l’ecosostenibilità (?), sarà perché d’estate gli hanno fatto notare che qualsiasi altra soluzione è più attraente delle birkenstock con il calzino bianco, si sono lanciati su questo nuovo fenomeno. Le ragioni a favore sono varie: migliore postura della schiena, rilascio dell’elettricità che il nostro corpo accumula ogni volta che si muove e che la suola delle scarpe normalmente isolizza nel nostro corpo (mentre un contatto diretto con la terra ci permette di scaricarla) e la positiva sensazione di sentirsi parte di un pianeta a cui non si frappone nessun filtro materiale.
I piedi logicamente, a lungo andare, diventano neri ed è per questo che alcuni praticanti Barfuß si portano comunque in giro un paio di scarpe nello zainetto in modo da potere entrare anche in quei negozi che non sono così entusiasti di avere le loro orme sui propri pavimenti: perché loro sì e un cane no allora? Per fortuna a risolvere il problema, dando la possibilità agli scalzi di non essere guardati male e ai negozianti di non avere la sensazione di essere invasi dal tarzan di turno, ci ha messo lo zampino (scusate, l’ho rifatto) un calzaturificio tedesco che circa quattro anni fa si è inventato dei sottili lacci da stringere intorno all’alluce che dall’esterno danno la sensazione di essere la parte superiore di un sandalo che in realtà non c’è. A favorire ancora di più la popolarità di questo fenomeno, ci hanno pensato anche tante star americane e non solo, che hanno fatto del barefoot una caratteristica delle proprie uscite pubbliche. Shakira e Miley Cyrus si esibiscono spesso così sul palco, mentre attrici e cantanti come Sienna Miller, Gwen Stefani, Naomi Watts, Lily Allen si sono fatte più volte fotografare senza scarpe mentre vanno a fare la spesa o portano i passeggini dei figli per i parchi. Si vede che siamo in un’epoca, nonostante la crisi, di benessere, basti ricordare un passaggio di Primo Levi in La Tregua: “Quando c’è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovar da mangiare, mentre non vale l’inverso”.
Logico che in città lo scalzismo sia più difficile da praticare, non tutti vogliano rischiare pestate particolari (non mi ci vedo a strofinare il piede sull’erba prima di entrare in casa) e c’è anche il rischio, a lungo andare, di rovinare la propria cute e abbassare il livello del proprio sistema immunitario, ed è proprio per questo che ci sono anche parecchi parchi tematici fuori città, per chi ama provare queste esperienze. Rimanedno vicini a Berlino,quindi Brandeburgo, ce ne sono a Dannenwalde/Gransee e a Ribbeck nell’ Havelland Parlando del resto della Germania, i più conosciuti sono Il Dornstetten nel nord della Foresta Nera, il Bad Wunnenberg in Vestfalia e il Bad Sobernheim nella Rheinland-Pfalz sono solo alcuni di questi. Ci sono forum e gite organizzate per chi vuole provare. Se ve la cavate con il tedesco, potete fare domande o organizzare gruppi per gite attraverso questo forum , mentre se siete in Italia e volete saperne di più- anche in Italia, quanto a popolarità lo scalzismo sta ormai schiacciando il pedale sull’acceleratoer (ok, sono arrivate a tre, non ho più giustificazioni) trovate comunità di “scalzi” qui e qui. Il fenomeno è molto vicino al veganesimo, ma non è una propagazione, ha una propria filosofia a cui tutti possiamo aderire o meno a prescindere dalle nostre abitudini alimentari.
Io purtroppo, nonostante ami andare in giro a piedi nudi (piedi presi in giro da tutti i miei amici e conoscenti, tanto per la loro grandezza, porto 46 (e non sono altissimo, 180cm), quanto per il fatto che abbia un dito indice lunghissimo, e anche un medio a dirla tutta (entrambi arrivano più in alto dell’alluce), mi riservo l’andare in giro scalzo solo d’estate al mare e, soprattutto, sugli scogli, anche quando sembra faccia male (ho ereditato da mia madre uno spirito da arrampicatore-capra). Effettivamente il piede nudo ti fa sentire più vivo, non c’è dubbio quindi capisco chi decide di essere estremo e di portare questo senso di libertà anche nella vita quotidiana. Uno dei più famosi barefooters berlinesi è un poliziotto che di giorno va in giro in divisa e scarpe nere e di sera invece passeggia a piede libero (ops!) assieme al proprio cane.
Ps: quanto avevo scritto ieri a proposito di un casting di italiani qui a Berlino per uno spot, è ancora valido oggi e domani. ho nuovi dettagli
La selezione avviene tra le 17 e le 19 a Gneisenaustrasse 66, presso lo studio di Wolgfgang Schmidt, regista che ha anche girato lo spot delle caramelle Fischermann in Germania. Bisogna essere madrelingua italiana, tra 18 e 45 anni, si puó andare vestiti come si vuole e se si verrá selezionati, si girerá lo spot tra il 12 e il 14 luglio. Si verrá pagati 60 euro per la semplice comparsata, mentre se poi si verrá anche inquadrati in viso, si avranno ben mille euro.Spero che qualcuno di voi sfrutti l´occasione e venga scelto. Questo l’annuncio originale:
“Ich suche für einen TV-Werbespot Menschen zwischen 18 und 45 Jahren aus Berlin, die muttersprachlich italienisch sprechen. Ich würde Dich herzlich bitten mich bei meiner Suche zu unterstützen – Vielen Dank! Es handelt sich um einen TV-Spot der in Berlin, zwischen dem 12. und 14.07. (für die Darsteller nur an einem dieser 3 Tage &. nur eine Stunde) gedreht wird, der Spot wird für den italienischen Markt produziert, deshalb suche ich Muttersprachler(M/W) zwischen 18 und 45 Jahren. Der Verdienst liegt bei 60 Euro für eine Stunde Drehzeit – diejenigen, die letztendlich, nach dem Schnitt, im Spot zu sehen sein werden erhalten zusätzlich 1000 Euro!. Meine Referenzen:
http://www.schmidt-casting.de/referenzen.html
In bocca al lupo a chiunque ci provi
La frase del post
Le scarpe sono come i parenti, più strette sono, più fanno male.
Proverbio abruzzese
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Davide dice:
22 giu 2011 alle 11:00Ciao,
articolo molto interessante! Il secondo link per le comunità di “scalzi” in Italia, riguarda i cavalli.
Berlino cacio e pepe dice:
22 giu 2011 alle 14:42grazie, corretto!
Matteo dice:
22 giu 2011 alle 16:31A questi fricchettoni gli posso solo augurare tanti pezzi di vetro, vedi poi come gli passa la voglia di fare gli alternativi. Speriamo che questa città si liberi un giorno da questi zozzoni.
Giovanna dice:
22 giu 2011 alle 18:36Ciao! Io credevo che questo Barfuss fosse praticato da sempre in Germania. Quando sono stata a Heidelberg nel lontano 1992 mi è capitato spesso di vedere persone scalze camminare per strada soprattutto con la pioggia, non parliamo poi della Unibibliothek dove l’essere scalzi era la norma (ma questo forse per motivi diversi rispetto alla strada o al parco.
Ciao Giovanna e Gualtiero
Bruno dice:
22 giu 2011 alle 20:36Certo, che in città è più difficile da praticare. A parte i piedi neri, che schifo, ma poi mi chiedo cosa ci si attacca, a quelle piante, quando si torna a casa. Ci vuole un pediluvio di Ajax e ACE, alla faccia dell’inquinamento.
A parte gli scherzi, il rapporto dei popoli centroeuropei con le scarpe è sempre stato conflittuale. Non tanto in germania, ma ad esempio in Svizzera è comunissimo che in treno, o perfino in tram se è semivuoto, ci si tolga le scarpe e si appoggino i piedi sul sedile di fronte. Qui non c’è proprio niente di male, ma da noi lo farebbero in pochi.
Berlino Cacio e Pepe dice:
22 giu 2011 alle 22:00da noi lo fanno, ma senza levarsi le scarpe…
Bruno dice:
24 giu 2011 alle 14:51Eh eh, lo so, caro Andrea, questa è la differenza. L’attaccamento strenuo alle scarpe di noi italiani e l’insofferenza al tenerle, degli altri.
manu dice:
15 lug 2011 alle 02:11matteo ma che cosa ci fai a berlino? l’intolleranza che esprimi attraverso i tuoi post è fuori da ogni limite.
rimanendo in tema, l’unica cosa che mi trattiene dall’andare in giro senza scarpe sono appunto i vetri. a volte l’ho fatto ma alla lunga diventa stressante dover controllare ogni posto in cui si mettono i piedi.
ad amsterdam invece sui tram ci sono dei cartelli che indicano di non appoggiare i piedi nudi sugli snodi tra un vagone (*) e l’altro
*non so come chiamare le due diverse parti della vettura
Lettere dalla Germania dice:
04 giu 2012 alle 09:07Hai delle pinne Andrea non dei piedi… 46?
Berlino cacio e pepe dice:
04 giu 2012 alle 10:21mio nonno aveva 48-49…e per un uomo nato negli anni ’20 fu sempre un bel problema
Davide dice:
04 giu 2012 alle 20:37…senza citare nomi di marche, esiste un tipo di calzatura che fa da “guanto” al piede (suola delle stesso materiale delle scarpe da montagna,materiale non disegno) dando la sensazione di essere a piedi scalzi ma proteggendo dagli inconvenienti che ciò comporta.