Berlino: la città giovane che ormai gareggia solo con New York
Più di un milione di fan su facebook. Se mai fosse servita un’altra prova di quanto Berlino sia una città “giovanile” – sia se si parla degli abitanti che se si parla delle persone che “vogliono bene” ad una città dove al massimo vengono ogni tanto in vacanza o vorrebbero venire a vivere, ma rimandano e alla fine il tempo passa e lasciarsi tutto dietro alle spalle è sempre più difficile – questo dato può essere visto come “il definitivo”. Per quanto la fascia d’età delle persone che utilizzano Facebook sia sempre più larga (la mia prima fan sulla pagina facebook di Berlino Cacio e Pepe è mia madre), è indubbio che la maggior parte dei suoi utenti non siano pensionati.
Dietro questo successo però non c’è solo una comunanza di “interessi virtuali”. Il marketing della città di Berlino cavalca la propria popolarità tra giovani e giovanissimi e qualche mese fa ha lanciato la campagna “Make it a Million”: un concorso di video con tema Berlino che sarebbe cominciato solo quando la città avrebbe raggiunto un milione di fan su facebook. A Berlino sanno come far funzionare le cose e incrementare il proprio turismo. La strategia dietro questa campagna è ottima. Da una parte si aumentano i fan su facebook, dall’altra si raccolgono migliaia di video (sia cortometraggi, che semplici sequenze di “belle” immagini di Berlino con sotto una canzone o una poesia, verrà accettato qualsiasi cosa in formato “.avi”) con cui in futuro fare sicuramente una serata di premiazione (che significa altra copertura mediatica) e probabilmente anche una mostra. Insomma, con un costo minimo (quello dei premi che si mettono in competizione) che, oltretutto sarà probabilmente coperto da uno sponsor esterno, si parla di Berlino e dei suoi “fan” almeno tre volte:
1-quando raggiunge il milione di fan
2- quando verranno annunciati i vincitori del concorso
3-quando verrà organizzata un’eventuale mostra.
Ma non è tutto. Ogni video che verrà mandato verrà probabilmente anche poi caricato su Youtube, quindi la portata virale del messaggio “Berlino è cool” è enorme. Basta che un altro video non premiato (i giudici del concorso sono il dj Paul van Dyk, il designer Michael Michalsy e il giocatore dell’ Hertha Berlino Zecke Neuendorf) raggiunga un picco di visualizzazioni per aumentare il successo della campagna.
Niente male. Inutile dire che da romano mi piacerebbe che ci fosse la lungimirante creatività anche dalle mie parti dove di cose belle di cui
andare fieri ce ne sono parecchie, ma dubito addirittura che ci sia qualcuno preposto a questo tipo di compiti (mentre a Berlino c’è l’efficiente visitBerlin, ben più di un centro informazioni turistiche). Certo, il rischio per i berlinesi di oggi è che la città si riempia sempre più di forestieri e la vivacità della città si disperda velocemente, ma dal punto di vista di chi amministra la città l’aumento di abitanti significa maggiore circolazione di denaro in città. Tanti liberi professionisti che possono lavorare da casa hanno fatto e fanno sempre più di Berlino la propria base, nonostante lavorino per paesi d’origine anche molto lontani. Passare come una città giovane – e quindi economica – è un pedale su cui vale la pena spingere a fondo visto che le casse comunali piangono. Il gioco finora regge, vedremo per quanto.
Più di Berlino, su facebook, c’è solo New York, sono le uniche due città ad avere più di un milione di fan e, almeno a livello di marketing, sono rivali da un po’, anche se è più Berlino che sfida New York che il contario. Se lo slogan sulle magliette “souvernir” di chi si reca nella metropoli statunitense è da trentacinque anni quell’ I love New York ideato da Milton Glaser, quello “di risposta” berlinese recita un ben più umile e accogliente Berlin Loves you. Sembra una stupidaggine – da una parte “Io amo New York” e dall’altra “Berlino ti ama” – ma spesso è proprio da questi particolari che si giudica un giocatore. E, voi, per chi fate il tifo?
ps: è appena partito il nuovo blog di zingarate da New York, curato dal mio amico e collega Adriano Ercolani. Dategli un’occhiata!
La frase del post
Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.
Italo Calvino, Le città invisibili, 1972
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luca rossetti dice:
18 gen 2012 alle 11:21non sono stato né a berlino né a new york, credo che ci andrò almeno una volta nella vita in entrambe, per me vince berlino
Berlino cacio e pepe dice:
18 gen 2012 alle 11:29inutile dire che hanno tanto in comune quando di differente, però è certo che Berlino sia più accessibile in termini di economicità.
carlo stanga dice:
18 gen 2012 alle 11:43Io amo entrambe, ma per vivere scelgo decisamente Berlino ! Sicuramente una qualità della vita molto superiore alla stressante New York.
Una cosa che mi colpisce molto di Berlino è che sia accessibile anche da chi non parla ancora bene il tedesco : è altissima la percentuale di quelli che parlano inglese, una caratteristica che ad esempio manca alle città italiane, chiuse così al mondo. L’architetto Daniel Libeskind,progettista del museo ebraico, che ha vissuto a lungo sia a Tokyo, che a Berlino, Milano e New York, sottolinea come la caratteristica più forte dell’Italia, quella che ha colto vivendoci, sia proprio una certa chiusura rispetto al mondo, così come un po’ il Giappone. Di sicuro Berlino è aperta, accessibile e libera.
Andrea, ma quanti abitanti ha esattamente ora Ber ? 3.470.000 sono solo quelli ufficiali …se va avanti così Wowereit celebrerà presto, con gran gala mediatico, facebook compreso, i 4.000.000 di Einwohner
Berlino cacio e pepe dice:
18 gen 2012 alle 11:57io penso che veri siamo quasi a 5milioni cisto che sono tantissimi quelli che non si dichiarano, anche se poi la berlino che conosciamo noi, quella “dentro al ring” o quasi, in verità è anche “piccola” ed è facile incrociare persone che si conoscono ovunque si vada
carlo stanga dice:
18 gen 2012 alle 13:31Sì hai fatto bene a mettere le virgolette alla parola ” piccola “, altrimenti milano cos’è ?…