Come già un paio di settimane fa con “Importiamo i tedeschi in Italia“, oggi ospito un altro articolo del bravissimo giornalista Ubaldo Villani-Lubelli, grande esperto di politica, cultura ed economia tedesca, autore tra l’altro del bel blog “germanistico” Potstdamer Platz (questo il sito questa la sua pagina fan su facebook )
Gli asparagi e la Germania
Il segno più evidente dell’arrivo della primavera tedesca (si fa per dire!) è la Spargelzeit. La primavera, in Germania, porta con sé gli asparagi. Improvvisamente i mercatini si riempiono di questa strana verdura che viene venduta a mazzi, quasi fossero fiori. In Italia li conosciamo soprattutto verdi e fini, in Germania sono, principalmente, bianchi e grossi. Non chiedetemi perché. Non lo so. Quello che so, per esperienza diretta, è che sono più buoni di quelli verdi, più saporiti e delicati. Gli asparagi sono un piatto, di per sé, sorprendentemente leggero per gli standard tedeschi, ma che viene, tradizionalmente, condito la non-esattamente-leggera Hollandaise, una salsa burrosa. Sono inoltre l’occasione (rara per un tedesco) di poter mangiare sane verdure che non siano le patate. A maggio e giugno, gli asparagi saranno la vostra persecuzione in Germania. Li troverete nei ristoranti, nei bistrot, nei Biergarten, nelle mense universitarie e nei supermercati. Ovunque. Non sfuggirete all’implacabile presenza dell’asparago. Durante la Spargelzeit i tedeschi diventano anche più socievoli e possono addirittura aprire le porte della propria casa (fenomeno estremamente raro) per invitarvi a mangiare gli asparagi cucinati da loro, extra für dich. È come se l’asparago rendesse i tedeschi più sicuri di sé e pronti a mettersi in discussione e confrontarsi con le tradizioni culinarie altrui. L’asparago è una risorsa insostituibile per il tedesco che vi ospita e che, notoriamente, non gode di fantasia e delicatezza in cucina. Per un paio di mesi, e per giornate intere (a volte anche due o tre volte al giorno), mangerete solo asparagi. È la dura legge della Spargelzeit. Insomma, tigli in fiore e asparagi indicano l’arrivo della primavera tedesca, ma attenzione!, la Spargelzeit finisce, inderogabilmente, il 24 giungo!
Per capire l’impatto sociale della Spargelzeit pensate che in ogni casa tedesca non possono mancare il “noto” strumento per pelare l’asparago, una coppa alta e stretta per bollirli al meglio ed, infine, una pinzetta che permette di girare gli asparagi. Vi risparmio i nomi tedeschi. È chiaro che la Spargelzeit ha effetti in diversi settori (non solo quello culinario), ed è, forse, uno dei segreti della strabiliante crescita economica tedesca.
Qualche hanno fa ho conosciuto anche una coppia di italiani in Germania che avevano re-inventato gli asparagi con variazioni tipicamente meridionali: con olio di oliva, pomodori e tanto limone. Un’eresia per i tedeschi che vedevano infrangere tutte le loro certezze da una variante anomala e degradante. Eppure anche i tedeschi si sono evoluti. Sul Magazine della Zeit della scorsa settimana la nota Elisabeth Raether consigliava un nuovo modo di cucinare gli asparagi. Non più lessi, ma arrostiti. Senza salsa olandese (Adieu, Hollandaise!), ma con scaglie di parmigiano, uova di pesce dalla vicina Provenza e polvere di olive. Gli Spargel coma un sorta di Mousse. Una ricetta con evidenti elementi francesi e che, siamo sicuri, non piacerà a tutti i tedeschi … chissà cosa ne penserà Frau Merkel di questa ingerenza francese nella cultura culinaria tedesca … sarà stata all’ordine del giorno del recente incontro con il neo presidente Hollande?
La frase del post
Detesto l’uomo che manda giù il suo cibo affettando di non sapere che cosa mangia. Dubito del suo gusto in cose più importanti.
Charles Lamb, Saggi di Elia, 1823
Per rimanere aggiornati su Berlino Cacio e Pepe, potete cliccare “mi piace” qui, ovvero sulla pagina facebook uffiiciale di Berlino Cacio e Pepe (più in basso invece trovate quella di Zingarate)






Alessandro dice:
17 mag 2012 alle 18:48Mi auguro solo che il “sono più buoni di quelli verdi”, contempli solo gli asparagi italiani da banco, altrimenti caro mio della vita e dei sapori non c’hai capito proprio niente XD… naturalmente scherzo, ma il mio asparago di montagna con i bianchicci teutonici non lo cambierei nemmeno con una pistola puntata alla tempia
Matteo dice:
18 mag 2012 alle 14:29Mi sbaglio o costano molto di più di quelli italiani? mi piacciono ma i prezzi a lungo andare sono proibitivi.
Berlino cacio e pepe dice:
18 mag 2012 alle 16:00no, a me pare che costino uguale, dipenda da quali.
Rispondendo ad Alessandro: hai mai provato gli asparagi bianchi di Beelitz? Io li ho mangiati direttamente lì e devo dire che in Italia al massimo ne ho trovati di ugualmente buoni, non di più buoni
Gloria dice:
20 mag 2012 alle 16:57Qui in Veneto (Bassano) gli asparagi più venduti son proprio quelli bianchi! Con un filo d’olio e uova sode sono speciali!! Per non parlare poi del risotto.. Oh, sarà un’eresia per loro ma dovrebbero anche solo provare ad assaggiare un pasticcio di asparagi! Orgasmagorico è dir poco..