Gli studenti italiani a Berlin
Pubblico oggi un simpatico “sfogo” di Viola Castaldo sugli studenti italiani che studiano a Berlino.Grazie al programma Erasmus lei è stata una di loro tra il settembre del 2011 e il marzo scorso.
Gli studenti italiani a Berlin (di Viola Castaldo)
Gli studenti italiani a Berlin si perdono sempre. Si perdono all’uscita della S- Bahn, si perdono nelle stazioni, si perdono nelle strade e nei parchi, si perdono ad Alexa, si perdono nella loro stanza quando sono da soli.
Gli studenti italiani a Berlin hanno sempre problemi con la burocrazia…erano sicuri di abbandonare per alcuni mesi l’insopportabile burocrazia italiana e si ritrovano qui in un circolo infernale senza uscita, un labirinto di autorizzazioni, conferme che rimandano continuamente l’una all’altra: se non si ha la prima il gioco rimane fermo und es gibt keine Flexibilität.
Gli studenti italiani a Berlin non capiscono…spesso non parlano bene il tedesco e se la cavano anche male con l’inglese e preferiscono parlare con gli spagnoli in italiano. Da quando sono qui il verbo “capire” ha assunto tutto un altro significato.
Gli studenti italiani a Berlin aspettano sempre: aspettano le coincidenza tra la U e la S-Bahn che sicuramente hanno perso, aspettano invano qualcuno a cui venga in mente di darti una mano a portare 5 valigie per le scale di Ostkreuz , aspettano alla cassa del supermercato, aspettano ore per fare la residenza e ore per fare l’immatricolazione…ma soprattutto aspettano il semaforo. Si chiedono perché dovrebbero stare fermi col semaforo rosso e non provare ad attraversare e non capiscono perché nella maggioranza dei casi per lunghi secondi il semaforo è rosso per tutti e nessuno può muoversi…vorrebbero attraversare, ma forse quando ci hanno provato hanno rischiato di essere investiti dalle auto che sfrecciano e non fanno caso a pedoni e biciclette. Ah, a proposito delle biciclette…sono l’ossessione dei berlinesi e la persecuzione degli studenti italiani. Continuamente si rischia di essere investiti dalle biciclette e non solo quando si sta camminando sulla loro pista ciclabile…e poi come non parlare delle biciclette in S e U- Bahn: stai tornando a casa distrutto e il mondo sale con te nella metropolitana, non c’è lo spazio di mantenersi e respirare, ma stai sicuro che accanto a te ci saranno almeno 3 biciclette che occupano tutto lo spazio.
Gli studenti italiani a Berlin vivono di continui alti e bassi: un momento vorrebbero cambiare il mondo e si sentono capaci di tutto, il momento dopo possono scoppiare a piangere senza un apparente motivo.
Gli studenti italiani a Berlin sviluppano un incredibile senso di attaccamento alla propria nazione: sono scappati dall’Italia sostenendo di non poter vivere più in un paese così caotico e disorganizzato, di non sopportare più tutto quello che ha a che fare con “un paese in cui non funziona niente”. Arrivano qui convinti che vivranno nel paese delle meraviglie, ma scoprono che è tutto totalmente diverso da come se lo immaginavano. Scoprono che esistono anche qui caos, disorganizzazione, ritardi e barriere architettoniche notevoli! Sentono la mancanza del “calore” e persino dell’ ”invadenza” nostrana…Si commuovono quando in un museo trovano un quadro che rappresenta un paesaggio italiano e si inferociscono quando qualcuno fa qualche battutina sugli italiani…Cercano di far capire ad alcuni tedeschi che Italia non è solo sinonimo di pizza, gelato (vaniglia!) , mafia, bel tempo, Papa( che poi proprio il Papa fino a prova contraria è vostro!), maschilismo e Berlusconi. La domanda di rito su Berlusconi arriverà sempre e quando rispondi che vorresti una domanda di riserva e che consideri l’argomento deprimente ti guardano come se ti volessi disinteressare del tuo paese…ma poi pure se così fosse? Avremo il diritto di stare tranquilli almeno quando siamo all’estero o ci dobbiamo portare come una zavorra sempre tutti i problemi dell’Italia dietro?
Gli studenti italiani a Berlin disimparano a parlare. Dopo giorni trascorsi a parlare italiano, tedesco, inglese e sentendo per strada qualunque tipo di lingua come lo spagnolo, il vietnamita, il turco e il russo non capiscono più niente. Quando parlano in inglese pensano in tedesco e viceversa e dopo un po’ non ricordano nemmeno più le parole italiane. Il risultato è una terribile Mischung e la creazione di nuove lingue come il Deutschenglisch…nessuno capisce più niente ma in compenso si ride parecchio.
Gli studenti italiani sono sconvolti dalle distanze berlinesi. Con una massima efficienza dei mezzi non potrai mai impiegare meno di 30 minuti per raggiungere qualunque posto… e per la solita legge di Murphy sicuramente la persona che vorresti incontrare abita dall’altro lato della città e ci metterai più di un’ora per raggiungerla.
Gli studenti italiani a Berlin si chiedono perché in metropolitana non parla mai nessuno…viaggi lunghissimi trascorrono senza sentire una parola, a volte è talmente silenzioso che puoi sentire i passi, la musica dalle cuffiette del tuo vicino o nel fine settimana, quando tutti sembrano finalmente vivi, si può distinguere il suono del sorseggiare della birra. Ma mai possibile che i berlinesi parlano tra di loro solo quando sono ubriachi?!
Gli studenti italiani a Berlin si chiedono perché i berlinesi non si baciano per salutarsi come si fa in tutti paesi europei…certo si abbracciano pure, ma da lontano. (qualche erudito potrà ricordare la famosissima interpretazione di Pina Sinalefe e Maccio Capatonda in “Che cazzo dico” per capire in che modo si abbracciano i berlinesi…forse anche loro si vogliono bene al 40%)
Gli studenti italiani a Berlin hanno sempre freddo…nel mese di ottobre, quando qui si arriva anche a 0° camminano per strada avvolti da cappotti pesantissimi, sciarpa, cappello e guanti manco fossero in Siberia, suscitando l’ilarità degli abitanti “autoctoni” che invece girano tranquillamente a mezze maniche. Se potessero indosserebbero anche una coperta se non fosse che questo impedirebbe loro il movimento. Gli italiani si sono convinti che i tedeschi abbiano sviluppato nei secoli degli ulteriori strati di pelle che è solo per questo motivo che non soffrono il freddo…ad ogni modo, se già ad Ottobre indossano gli indumenti più pesanti che posseggono, gli italiani si chiedono come faranno a sopravvivere nel mese di Dicembre, Gennaio e Febbraio….
Gli studenti italiani a Berlin si sentono spaesati anche solo alzando gli occhi al cielo…la città è così piana che la visione del cielo risulta incredibilmente ampliata.
Gli studenti italiani costruiscono giudizi, racconti, miti sulla vita berlinese, miti che saranno ben lieti di sfatare nel proseguimento della loro avventura in una città che giorno dopo giorno hanno imparato ad amare.
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thebestofalessio dice:
21 mag 2012 alle 14:10direi a dir poco fantastico il riferimento a Maccio Capatonda!
veilchen dice:
21 mag 2012 alle 19:12direi che era un riferimento per pochi intenditori
Matteo dice:
21 mag 2012 alle 21:27Amanda io ti desidero come non mai!
Ti ringrazio!
(.cit)
Daniele dice:
23 mag 2012 alle 21:42sono italiano ed esterofilo, malgrado ciò in questa ‘lungagnata’ non ci trovo niente di così originale che non sia applicabile ad ogni figlio idiota di questa terra. Non ne capisco l’accanimento, il pregiudizio e la retorica … sorry
elisa dice:
24 mag 2012 alle 15:13“aspettano alla cassa del supermercato”. srsly???
Rufus dice:
31 mag 2012 alle 11:54Mai sentite tante stupidaggini concentrarsi in così poche righe. Mia figlia é a Berlino da sei mesi e non ha avuto alcun problema. Per lei é una città meravigliosa: piena di vita e cultura. Un cretino starà male in ogni angolo della terra.
Berlino cacio e pepe dice:
31 mag 2012 alle 12:35ciao Rufus sono sicuro che Viola abbia utilizzato un tono ironico che, per forza di cose, semplifica ed estremizza piccoli dettagli di vita quotidiana da una prospettiva diversa da quella comune proprio per far sorridere. Non è un resoconto realistico, non bisogna prenderlo come tale
veilchen dice:
04 giu 2012 alle 11:05Sono l’autrice e vi ringrazio per avermi chiamata “cretina”.
Ho vissuto 7 mesi a Berlino e mi sono innamorata della città, ci tornerei anche domani perchè mi sono trovata benissimo. Ma essendo una studentessa e vivendo per la prima volta da sola in una città sconosciuta ed enorme come Berlino è normale che all’inizio abbia avuto dei piccoli problemi. Non sono certo problemi esistenziali, il tono infatti è totalmente ironico. Non c’è nè retorica nè lagna, si trattava di uno sfogo ironico che voleva mettere in luce l’altra parte della medaglia dell’andare a vivere fuori. Mi sono trovata spesso a parlare con altri studenti italiani che pensavano esattamente quello che ho scritto. Onestamente non pensavo di essere presa così sul serio. Andrea ha capito bene, non è un resoconto realistico!
Baruch dice:
04 giu 2012 alle 11:31Anche io ho vissuto, da studente, per un periodo di tempo a Berlino…e mi sono ritrovato pienamente nell’esperienza emotiva di Viola. Penso che sia sempre bello leggere di sensazioni spontanee, e che sia doveroso rispettare umanamente chi le riporta. Perciò se fossi nell’autrice catalogherei alcuni dei commenti letti sopra nella sezione “smanettoni snob” senza prenderli minimamente in considerazione. Provate a raccontare e a condividere quello che vivete, se vivete, invece di fare i giudici non richiesti sulle esperienze di altri!
Lettere dalla Germania dice:
10 lug 2012 alle 11:36Complimenti per il racconto Veilchen!
massimiliano dice:
10 apr 2013 alle 11:38Vivo a berlino da + di 7 anni e quello che ha scritto è tutto vero. rufus tua figlia ha vissuto le stesse situazioni e non te lo ha detto
!
brava all’autrice e un saluto al vincitore Andrea!;)
Chiara dice:
10 apr 2013 alle 11:52Tutto vero! Mi sono commossa a leggerlo, che bei ricordi! Massima solidarietà con chi è lontano da casa. Il calore di casa non si trova da nessuna parte (e questo vale per ogni cultura). Ma non vi lamentate troppo! Berlino non è Germania, il resto è peggio! (per quanto possa amare Berlino!) :*
ItalianoABerlino dice:
10 apr 2013 alle 11:59Sei la tipica italiana che non e’ mai uscita di casa o ha viaggiato poco, o sei semplicemente la tipica italiana che critica i connazionali sparandosi addosso sui piedi con una leccata benevola nella strofa finale.
Un pezzo che non rispecchia minimamente gli italiani in erasmus a Berlino, se non fosse per un primo giorno appena arrivati. Bah. E gli dai pure spazio. Sto blog sta scadendo non lo leggero’ piu. Sempre cose meno interessanti, probabilmente non hai piu’ nulla da dire su Berlino perchê’ Berlino Ti ha esaurito e ti esaurisce e non e’ neppure cosi interessante. Al max Grigia come questo blog.
andrea dice:
10 apr 2013 alle 18:51Carissima parla per te! No, gli studenti italiani a Berlino!
se te si insonada non è colpa nostra!!!
Berlino cacio e pepe dice:
10 apr 2013 alle 18:52@Italiano a Berlino:
Il post è chiaramente ironico, per il resto, buon continuo su altri lidi!
andrea dice:
10 apr 2013 alle 18:52grandeeeeee Italiano a Berlino!
Sah dice:
10 apr 2013 alle 19:07Are you fuckin kiddin me?! C´e´ sempre stata gente che non conosce il significato di “svegliarsi fuori!”…non per questo bisogna fare di tutta l´erba un fascio! Questo articolo e´ una generalizzazione insensata. Io, studentessa Erasmus, non mi sono mai persa tra le U-Bahn, le S-Bahn, tram ecc…anzi! Ringranzio che vi siano cosi´ tanti mezzi e con frequenza elevata. La burocrazia ci sara´ sempre e ovunque. Ma la frase che mi ha lasciata allibita e´ stata questa: “Gli studenti italiani a Berlin non capiscono…spesso non parlano bene il tedesco e se la cavano anche male con l’inglese e preferiscono parlare con gli spagnoli in italiano.” Imparare? Studiare? Termini sconosciuti eh?! Se non sai l´inglese al giorno d´oggi sei escluso da qualsiasi settore “hot” nel mercato del lavoro..ormai la conoscenza dell´inglese e´ data per scontata. Per quanto riguarda il tedesco, beh, o lo ami o lo odi. O l´hai studiato alle superiori, o inizi a studiarlo ora. Nessuno obbliga nessuno comunque! Dipende dalle proprie priorita´. Soprattutto, per quanto mi riguarda, da quando sono qui, ho sempre evitato come la peste i contatti con gli spagnoli, cercando di mettermi in mezzo ai tedeschi…non e´ facile, ma si fa un po´ alla volta…
Io adoro le piste ciclabili e le biciclette poi!! Vogliamo mettere in Italia dove si rischia di essere presi sotto dalle macchine e dove non vi e´ ombra di pista ciclabile?! Altra cosa: sconvolti dalle distanze berlinesi!? O.o io per fare 12 km in citta´ ogni mattina col bus, per andare a scuola, impiegavo 45 minuti in Italia. Domando: sembra questo sensato!? In 30 minuti a Berlino posso fare tutto il giro della citta´! Non so in quali paesi europei sia andata la nostra amica, ma nemmeno piu´ a nord (e parlo sempre di Europa eh!) ci si saluta scambiandosi baci!
Mi aembra un articolo molto superficiale e generalizzato.
Berlino cacio e pepe dice:
10 apr 2013 alle 19:53come già detto dalla stessa autrice è un articolo ironico, non pretende di dire come stiano le cose (neanche per la stessa autrice le cose stanno realmente così), ma estremizza appositamente certi piccoli dettagli della vita quotidiana per farne motivo di sorriso (purtroppo mi pare che sia un obiettivo fallito con alcuni, anche se riuscito per altri, basta vedere il numero di condivisioni)
francesco dice:
10 apr 2013 alle 21:19complimenti Viola: resoconto che rende bene il contesto dello studente straniero (ma non solo) a Berlino. Io l’Erasmus l’ho fatto in Olanda mentre qui lavoro e posso quindi parlare con cognizione di causa.
Riguardo invece certi commenti dei soliti spocchiosi esterofili. Ma fatemi capire: siete degli automi privi di sensibilità visiva ed emotiva? Pensate di essere adattabili a qualsiasi contesto senza provare disaffezione/disappunto? O forse avete solo bisogno di ripetere a voi stessi che avete fatto la scelta giusta a lasciare l’Italia.
A sostegno di quanto qui riportato:
1) Non ho mai vissuto in un paese dove ti chiedono dati anagrafici/ bancari con annesso questionario personale da mandare per posta ordinaria SOLO per visionare l’appartamento.
2) mai sentito il bisogno di uscire dalla stanza in cui lavoro perché nessuno parla (tranne me e il collega greco)
3) mai vista prima d’ora un’infinità di persone in metropolitana a interagire con telefonini/ipad/ipod senza scambiarsi uno sguardo o una parola
4) mai viste su una strada sgombra e secondaria dieci persone a stazionare come perfetti manichini in attesa che il semaforo scatti
5) mai visto trangugiare tanti insaccati tutte le mattine a colazione
6) mai vissuto in una città con 6 (certificate) ore di sole in un mese (Gennaio)
7) mai sofferto il freddo così pungente e così a lungo come a Berlino
….
Morale della favola: vivete la vostra vita come e dove preferite ma fatemi il favore di astenervi dal commentare in tono sprezzante chi fa notare cose spiacevoli che voi diversamente non volete o non potete vedere.
Se poi non ci riuscite, leggetevi questo bell’articolo di Repubblica sullo steso argomento. Poi ne riparliamo..
http://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2013/04/09/news/com_duro_cercare_la_fortuna_all_estero-56298704/
Viola dice:
11 apr 2013 alle 18:42Grazie Francesco! Hai centrato perfettamente quello che volevo dire, specialmente per quel che riguarda persone che non ti rivolgono la parola, cosa che a me è capitata all’università. Non pretendo che il mio articolo sia compreso e apprezzato da tutti, quello che non capisco però è davvero perchè ve la prendiate tanto. Non sono una persona che non ha mai viaggiato nè una che non ha mai vissuto fuori e oltretutto non credo che da un semplice articolo si possano desumere queste grandi verità sulla mia persona e sula mia esperienza. Ho vissuto 7 mesi da sola a Berlino studiando come una matta all’università, sostenendo esami in tedesco, stringendo amicizie con tedeschi e stranieri e imparando a poco a poco a vivere in una città della quale poi mi sono innamorata. E non sono nemmeno una che parla male degli italiani dato che dall’articolo si evince proprio il contrario!