Zingarate

Il Guggenheim di Berlino chiude, ma a Maggio apre un laboratorio temporaneo a Kreuzberg

E’ il più giovane dei musei Guggenheim. Quello di New York fu aperto nel 1937 (ma lo storico edificio a spirale progettato da Frank Lloyd Wright è del 1959), quello di Venezia con la collezione Peggy Guggenheim nel 1951 mentre quello di Bilbao costruito da Frank Gehry dall’ottobre 1997. Il Deutsche Guggenheim di Berlino arrivò un mese dopo la celebre costruzione di Frank Gehry, nel novembre del 1997 e a fine anno, notizia di ieri, chiuderà.
Il Deutsche Guhggenheim fu pensato fin dall’inizio  come uno spazio “più piccolo” rispetto ai suoi omonimi musei sparsi per il mondo e questo non solo non solo per la metratura degli spazi espositivi (molto limitata, parliamo di 350mq totali, di cui meno della metà destinati realmente alle esposizioni), ma per il ruolo stesso che avrebbe dovuto rivestire all’interno del panorama culturale cittadino. Il Guggenheim di Berlino non è una vera attrazione turistica, non ci si va appositamente se si hanno pochi giorni da passare nella capitale tedesca né, da berlinesi, ci si segna sempre sull’agenda gli appuntamenti delle sue mostre d’arte contemporanea (dalle 3 alle 5 l’anno – 57 in totale finora per circa un milione e ottocentomila visitatori). Ogni tanto capitano esposizioni interessanti, ma a parte il lunedì, quando l’ingresso è gratuito, il resto della settimana non c’è un grande traffico di visitatori. In questi giorni (fino a metà aprile) la mostra Found in Translation non mi ha risvegliato grandi riflessioni sul confronto tra parola scritta, parlata e la traduzione di entrambe, ma di certo visitarla non è tempo perso.
Fu il frutto della storica joint venture tra Guggenheim Foundation e la Deutsche Bank avviata fin dal 1937 con varie finalità e che, a muro caduto e Unter den Linden riqualificata o in progetto di esserlo, fece pensare che un punto di riferimento berlinese Guggenheim avrebbe dato visibilità ad entrambi i marchi. Il progetto fu affidato all’architetto americano Richard Gluckman, l’indirizzo Unter den Linden 13/15 ad angolo con Charlottenstrasse, a poche decine di metri da Friedrichstrasse. Una sede prestigiosa che però non sembra essere riuscita in questi anni a soddisfare le ambizioni soprattutto della Deutsche Bank che ieri, con un comunicato stampa, ha comunicato che il contratto con la Solomon R-Guggeneheim Foundation per l’eponimo museo berlinese non verrà rinnovato. Dal gennaio 2013 la banca farà di quello spazio un “forum per un intenso dialogo tra il business e temi politici” (cos ha scritto Josef Ackerman, capo esecutivo della DB). “Pensiamo che sia arrivato il momento di fare un passo indietro e ripensare alla nostra collaborazione e a come possa evolvere” ha invece scritto Richard Armstrong. direttore del museo e della fondazione Guggenheim.
Insomma il Guggenheim di Berlino chiude così come quasi quattro anni fa chiuse quello di Las Vegas (inaugurato nel 2001), mentre quello di Guadalajara in Messico fu addirittura annunciato (nel 2007) e annullato prima dell’inaugurazione (nel 2009, sarebbe dovuto essere aperto nel 2011), ma non significa che la fondazione Guggenheim si stia ridimensionando. Fra un anno dovrebbero aprire le sedi di Abu Dhabi e Vilnius, mentre il prossimo maggio, proprio a Berlino, arriverà il progetto Guggenheim Lab. Nato questa volta da una collaborazione con la BMW, si tratta della seconda tappa di un laboratorio per “innovative idee per la vita urbana”, complessivamente durerà sei anni e che, e che ha avuto la prima tappa a New York dal 3 agosto al 16 Ottobre del 2011. A Berlino avrà vita dal 24 Maggio al 29 Luglio prima di trasferirsi a Mumbai (Bombay). I sei anni sono divisi in tre cicli da due anni, ognuno dei quali rappresentato da una speciale struttura disegnata da un architetto. Il primo ciclo, dentro cui rientra anche Berlino, ha come tema portante il Confronting Comfort (come la città può andare incontro alle reali esigenze dei cittadini responsabilizzandoli dei propri doveri allo stesso tempo) ed a “disegnare” il luogo in cui viene ospitato è stato lo studio d’architettura giapponese Atelier Bow-Wow che lo ha ideato come come un “traveling toolbox”(nella foto qui accanto  come è stato realizzato a New York”). Il programma di workshop, conferenze e anche arte sarò pieno e ci tornerò sopra quando il Lab verrà inaugurato, ma se vi va di mettervi alla prova c’è un bel gioco/test che potete fare già ora online.. La sede sarà su Cuvrystrasse (strada in cui – è importantissimo saperlo –  ho abitato per un bel po’) , all’incrocio con Schlesische Strasse, a due passi dalla Sprea, lì davanti al bel murales  con le manette realizzato da Blu . Nell’altisonante team del Lab berlinese ci sarà anche l’architetto e ingegnere italiano Carlo Ratti. Ogni tanto ci facciamo riconoscere anche in termini positivi.
AGGIORNAMENTO 21 MARZO: a causa del rischio di subire proteste e atti vandalici, il progetto del laboratorio estivo a Kreuzberg è stato annullato.

La frase del post

Perché è bella l’arte? Perché è inutile. Perché è brutta la vita? Perché è tutta fini e propositi e intenzioni

Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine

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4 Commenti

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4 risposte a “Il Guggenheim di Berlino chiude, ma a Maggio apre un laboratorio temporaneo a Kreuzberg”

  1. carlo dice:

    07 feb 2012 alle 21:14

    Questa chiusura può avere un significato negativo? Si pensa forse invece alla costruzione di una sede più grande?
    Sul NYT si sottolinea come la città fosse diversa da oggi, quando l’accordo tra DB e Guggenheim fu siglato. le vere ragioni non sono comprensibili. Come non è comprensibile ad esempio la scelta di Bilbao, oggi molto diversa comunque da allora, per non parlare di Las Vegas. La meno in crisi dovrebbe essere proprio Berlino, oggettivamente risultante come la più in crescita da tutti gli indicatori.

  2. Berlino cacio e pepe dice:

    08 feb 2012 alle 06:11

    il problema è che, piccolo com’è, non è un vero Guggenheim, ma una galleria qualsiasi o quasi e così com’è non funziona. Io non peno comunque che ne apriranno a breve un altro, ogni Guggenheim vuole essere un’attrazione principale della città (ecco perchè Bilbao, Abu Dhabi, ecc) e qui a Berlino, a meno che non sia ospitato da una nuova philarmonie, non lo sarebbe mai

  3. stefano dice:

    08 feb 2012 alle 07:52

    La chiusura del Guggenheim non è una gran perdita. Le mostre erano una vera presa in giro buone per i tour a prezzi scontati…Un marchio senza contenuti.

  4. Bruno dice:

    09 feb 2012 alle 19:04

    Comunque sia, da “un intenso dialogo tra il business e temi politici” ho la sensazione che non possa venire nulla di buono… di dialoghi simili ce ne sono fin troppi ultimamente.


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