Oggi giovedì 22 Marzo 2012 l’hanno chiuso. Non c’è più un ingresso per i visitatori, gli artisti e i manifestanti che lottavano contro l’esecuzione dello sfratto sono stati di fatto murati dentro l’edificio. Da quasi un anno già non c’era più il giardino e il celebre Caffé Zapata, da domani anche il Tacheles, il suo cinema, il suo teatro e le sue mostre cominceranno a cadere nel dimenticatoio così come tanti altri luoghi simbolo della Berlino post Muro. E’ la gentrification, è Berlino che cambia e che non è capace di trattenere i pezzi della sua storia, quella del muro prima (ormai scomparso completamente) e quella ribelle dopo, sovvenzionata dallo stesso comune che dava in affitto agli artisti luoghi a basso prezzo sicuri che questi li avrebbero riabilitati attraverso la propria creatività e così del resto è poi sempre accaduto. Si cominciò con Mitte e il famoso un marco al mese del Tacheles (affitto in realtà fissato da un ente privato, il Fundus Group, che poi è fallito, dando così occasione alla banca HSN di mettere all’asta tutte le sue proprietà) , si è continuato con Prenzlauer Berg, Friedrichshain e Neukoelln e si continuerà con Wedding. Purtroppo per i piani del comune e la sua sete di “imborghesimento”, alcuni luoghi come il Tacheles sono diventati delle vere e proprie attrazioni turistiche, addirittura questo ex palazzo con un passato anche da quartier generale nazista, era considerata la terza attrazione al chiuso di Berlino (dopo il Reichstag e il Pergamon Museum) per numero di visitatori, e gli sgombri sono sempre più difficili e ritardati, ma alla fine arrivano lo stesso, c’è poco da fare.
“Le città portano le stigmate del passare del tempo, occasionalmente le promesse delle epoche future” scrisse una volta Marguerite Yourcenar. Forse il Tacheles era morto da tempo, mal gestito, forse anche mal frequentato, ma nel suo piccolo ancora riusciva ad essere un emblema di un tipo di città che non esisteva altrove. Il comune non ha espropriato né difeso un suo patrimonio e da domani la possibilità che in quell’angolo di creatività che per anni è stato invidiato da tanti giovani residenti in tante altre parti del mondo, lì all’angolo tra Oranienbugerstrasse, Ausgustrasse e Friedrichstrasse, si erga il nuovo complesso di edifici belli e di lusso. E’ il progresso. Non culturale, ma sicuramente estetico. E’ soprattutto un pezzo di storia che se ne va.
Aggiornamento: oggi (venerdì) è prevista una manifestazione di protesta a mezzogiorno che partirà proprio da davanti il Tacheles
Aggiornamento 24/03: Il Tacheles ha riaperto, potete leggere tutto QUI.
La frase del post
Una città è come un animale. Possiede un sistema nervoso, una testa, delle spalle e dei piedi. Ogni città differisce da tutte le altre: non ce ne sono due uguali.
John Steinbeck, La perla, 1947
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Matteo dice:
22 mar 2012 alle 19:59A vincere sicuramente in questa battaglia pro-contro gentrification sono i distretti periferici: fino a 10 anni i Bezirk come Lichtenberg e Marzahn (bellissimo lo Sprichwort: Lieber ma ‘n Zahn ziehn, als nach Marzahn ziehen) erano praticamente ignorati, mentre adesso stanno vivendo la loro rivincita attraverso il “rimescolamento” sociale con gli studenti e le giovani coppie che stanno andando a vivere lì, con l’aumento delle offerte culturali e di intrattenimento…forse non raggiungeranno mai i livelli dei distretti centrali, ma sicuramente è una prospettiva positiva.
kp dice:
23 mar 2012 alle 20:05ragazzi…io sto al tacheles da 4 anni…oggi ero li…suonando davanti al portone chiuso…con la security e gli sbirri che schierati davanti…aspettando la decisione del tribunale che doveva stabilire se quello che la banca aveva fatto ieri era legale o no…e alla fine…ABBIAMO VINTO NOI!!!!!!!!!!!
Il tacheles é ancora aperto…e lo resterá x molto ancora alla faccia della banca…dei mega investitori…della gentrificazione…e di tutte ste chiacchere…se lotti…se non ti arrendi…se agisci invece di parlare…se non ti fai comprare…se non ti vendi…vinci!!!
Berlino cacio e pepe dice:
24 mar 2012 alle 08:04Matteo dice:
24 mar 2012 alle 13:57Per quale motivo giuridico è stato annullato lo sgombero?
kp dice:
24 mar 2012 alle 20:42in poche parole:
non avevano il diritto di impedire l´ingresso in un luogo pubblico!
le carte che ci avevano presentato per invece giustificare la cosa dal loro avvocato non erano sufficienti a giustificare la chiusura delle porte, credo che sperassero che la decisione della corte impiegasse mesi e quindi di fatto averci cacciati fuori!
Ma la corte ha deciso in 2 ore a nostro favore!!!
Matteo dice:
25 mar 2012 alle 13:55Ma quanto durerà questa “concessione” prima che la banca ne riprenderà possesso? e in questo caso, gli artisti hanno già pensato ad un luogo alternativo dove insediarsi?
DROMOMANIA. Alla ricerca del gatto di Lucy: street art a Berlino | La rotta per Itaca dice:
26 mar 2012 alle 09:35[...] contro la banca che ha acquistato l’edificio e ordinato lo sfratto degli artisti. Proprio in questi giorni sembra sia stato definitivamente chiuso: simbolo dello scontro impari tra la vecchia Berlino e la nuova modernità che avanza, [...]
kp dice:
26 mar 2012 alle 10:09quanto durerá nn lo sa nessuno…ma al livello politico/simbolico…gli abbiamo dato una bella mazzata!!!!!!
Nnn sará facile sbatterci fuori adesso!!!
Macao: il tentativo (maldestro) di realizzare un’idea (interessante) « dice:
07 ago 2012 alle 09:57[...] sfiga, tra l’altro. A parte questa svista, l’esempio non è del tutto corretto. Il Tacheles, in quanto edificio posto in una zona ritenuta da riqualificare, era stato preso in gestione e [...]