Mi è stata suggerita, e lo suggerisco anche a voi, la visione di un video realizzato da una coppia di documentaristi italiani. Si intitola “Gentrificazione a Berlino”, (cliccate qui per aprirlo), dura poco meno di trenta minuti, è in italiano e su youtube lo trovate diviso in tre parti, alla fine di ogni parte vi appare il link per proseguire con la visione, è tutto abbastanza semplice. Per chiunque voglia conoscere un processo, la gentrification, di cui ho già parlato all’epoca dell’articolo sulla Mediaspree, penso che sia una visione molto esplicativa e utile, si poteva dire di più, ma è comunque un buon lavoro, fidatevi. Non solo, ne consiglio la visione anche ai possibili, nuovi investitori a Berlino. Qui dove le case costano poco rispetto alle metropoli italiane, avere un’idea di come funzionino i quartieri e quale e come operi la politica di riqualificazione urbanistica messa in atto dal senato cittadino, direi che è quasi fondamentale. Ciò che ho appreso dal documentario in questione, è come il processo della “gentrificazione “ sia guidato direttamente dall’alto. Pensavo fosse qualcosa di più naturale: le zone povere, essendo povere, attraggono artisti che vogliono spendere poco per i loro atelier e le loro abitazioni, la zona diventa fichetta grazie agli artitisti, aumenta di valore, vengono a viverci persone più ricche, si fanno investimenti di riqualificazione ambientale e strutturale dell’area, gli affitti diventano troppo cari, il valore delle case aumenta, i poveri le vendono, gli artisti si trasferiscono da un’altra parte (non tutti, ma molti) e la zona si è riqualificata (diciamo che per l’intero processo ci vogliono dai 10 ai quindici anni). Il documentario prende due casi estremi: Prenzlauer Berg, dove la gentrification è ormai completata, e Wedding, dove il processo è iniziato da un paio di anni. Dicevo del ruolo del comune, Beh, il comune non si limita a guardare il processo dall’esterno, dando giusto un correttivo politico ogni tanto. No, il comune “compra gli artisti e li manda nelle zone che vogliono riqualificare”. Sì, proprio così. Meglio, non comprano, ma gli danno incentivi affinché si vadano a stabilizzare in determinate zone e facciano partire lì le proprie attività. Tanti incentivi, sia diretti che indiretti.
Gli artisti “non hanno problemi a vivere in zone periferiche e disagiate”, fa parte del loro essere artisti, è una sfida. E così, con questi affitti irrisori, meno di 100 euro al mese per atelier di 80 metri quadrati, ecco che una zona si riempie di gallerie e movimento culturale. Poi i contratti scadono, gli edifici e la zona si sono rivalutati e il comune vende pezzi di terreno o edifici a cifre inimmaginabili qualche anno prima. Agli artisti va bene, vanno a trovare nuove zone (io penso che la Berlino di oggi, fra dieci anni, quando la gentrificazione sarà completa, sarà Budapest, ma è una scommessa, voi che dite?), chi rimane a vivere lì invece tanto d’accordo non è. Ed ecco quindi manifestazioni e proteste. Comunque sia, da parte del senato, questa sì che è politica a lungo termine e questo sì che è uno sfruttamento commerciale della cultura! Dopotutto il senato cittadino fece allo stesso modo con la zona di Mitte, quando, ad esempio, offrirono per un marco al mese l’affitto di quel Tacheles, centro sociale simbolo della Berlino del dopo muro, che ora dovrà smammare via. La zona è diventata di molto valore e il palazzo sarà all’asta il prossimo 4 Aprile. C’è altro da aggiungere?
Questa la prima parte del film
La frase del post:
Berlino è una città condannata per sempre a diventare e mai ad essere.
Karl Scheffler (scrittore)
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dario sorgato dice:
26 gen 2011 alle 20:41molto interessante, sapevo del sostentamento fornito agli artisti ma non immaginavo ci fosse anche questo fine
joshua dice:
27 gen 2011 alle 07:30great article!!! i wish i could come to Berlin..
Giulia dice:
27 gen 2011 alle 10:47Bel pezzo! Ne abbiamo parlato anche noi qualche giorno fa!
http://neuinberlinmag.wordpress.com/2011/01/23/societa-borghesia-al-potere-la-gentrificazione-nella-citta-povera-ma-sexy/
Neu! In Berlin
Spreka dice:
27 gen 2011 alle 18:29Articolo interessantissimo. E interessante anche il link di Giulia. Abitavo a Reuterplatz, proprio lì vicino alla Weserstr. che cita nel suo articolo e mi è venuto un tuffo al cuore.
Matteo dice:
27 gen 2011 alle 19:33In parte sono contento di queste riqualificazioni. Alcuni quartieri fanno veramente schifo riguardo ad arredo urbano e manutenzione, e molti pseudoartisti e disagiati sociali ci sguazzano dentro…cartaccie per terra, cacche di cane, pubblicità abusiva ovunque e tag a go go. Sono peggio dei ghetti, ed è giusto che vengano riqualificati, la città non è di un solo gruppo sociale ma di tutti, anche di chi non vuole vivere nel loro schifo.
Daniele dice:
27 gen 2011 alle 22:42Tu dici ‘diverrà come Budapest’, e i prezzi come saranno?
Oltretutto, forse non c’entra con l’argomento, ma mi domando quanti siano i berlinesi che vivono in case di proprietà.
berlino cacio e pepe dice:
28 gen 2011 alle 07:34ho scritto che la nuova Berlino sarà Budapest…quindi prezzi bassi, immagino, è quella la molla di tutto…da quel che so c’è già parecchio fermento nella capitale ungherese. Purtroppo la lingua è più difficile del tedesco e meno spendibile a livello curriculare
Spreka dice:
28 gen 2011 alle 09:52@Daniele: pochissimi. Tant’è che addirittura le agenzie immobiliari espongono solo annunci di appartamenti in affitto e mai in vendita. Per loro è proprio un fattore culturale quello dell’affitto, anche perchè oggi sono a Berlino e domani potrebbero trovare lavoro a Monaco e poi ancora ad Amburgo. Sono abituati a muoversi continuamente, a cambiare città come se niente fosse, quindi l’acquisto di una casa di proprietà proprio non li interessa
Di contro però c’è che gli appartamenti in vendita non costano nulla rispetto ai nostri standard. Perchè un bilocale a Paul-Linke Ufer a 92.000 euro o un bilocale da 52m2 a Schlossstrasse a 48000 sono prezzi impensabili in qualsiasi grande città italiana
Ho visto anche il video caricato da Andrea, davvero molto interessante. Credo che la prossima volta che torno su (spero molto presto) vado a farmi un giro Wedding, quartiere che ho sempre snobbato.
berlino cacio e pepe dice:
28 gen 2011 alle 10:34Spreka ha esattamente colto nel segno riguardo la mentalità dei tedeschi, soprattutto i “berlinesi” che, più degli altri, vivono in una città in divenire e in motli casi non sono nati qui e sono berlinesi, quindi, d’adozione. Poichè il lavoro qui viene pagato di meno che nel resto della Germania ex occidentale, è logico che in molti non siano sicuri di rimanere.
Purtroppo i prezzi per gli acquisti che dice Spreka sono ormai rarità, si è saliti un pochino e si continua a salire sempre più. Purtroppo il 90% delle case in vendita sono affittate e con contratti difficili da risolvere…
Daniele dice:
28 gen 2011 alle 13:43Buono a sapersi, grazie per il chiarimento. Magari opportunità interessanti di acquisto ce ne sono, ma vanno più cercate con calma rispetto a tempo fa quando forse erano più frequenti; ci sta che proprio cogliere l’attimo ora possa rivelarsi un affare. (Detto da chi ha visitato la città ma non vissuta per un tempo più o meno prolungato, quindi con riserva di errore)
Matteo dice:
29 gen 2011 alle 22:26A proposito, qualcuno sa se ci sta qualche manifestazione a favore dello sgombero del Liebig 14?
berlino cacio e pepe dice:
30 gen 2011 alle 09:21c’è stata ieri a Kreuzberg…non so se effettivamente è stata grande, ma la polizia era tantissima sia su warschauer strasse che a KottbusserTor (sono passato in momenti in cui il corte era altrove)
Matteo dice:
30 gen 2011 alle 09:42No, quella era contro lo sgombero, io cerco informazioni per manifestazioni PRO sgombero.
Elio dice:
30 gen 2011 alle 12:27Ciao, posso segnalare sul tema questo articolo che ho tradotto dal Berliner Morgenpost per il mio blog? Grazie!
http://newseuropa.wordpress.com/2011/01/29/il-sindaco-di-berlino-ritiene-un-buon-segno-laumento-degli-affitti-in-citta/
Il sindaco di Berlino ritiene un buon segno l’aumento degli affitti in città « News Europa dice:
30 gen 2011 alle 12:31[...] stesso tema: La gentrification a Berlino dal blog di Andrea D’Addio, Berlino Cacio e [...]
berlino cacio e pepe dice:
30 gen 2011 alle 17:05certo, ben venga!
berlino cacio e pepe dice:
30 gen 2011 alle 17:06@ Matteo: ah…non mi ero soffermato sul pro/contro…eheheh, non saprei proprio…
Gianni dice:
31 gen 2011 alle 08:39complimenti per l’articolo, potrei chiederti un chiarimento sul significato di questa frase?
> io penso che la Berlino di oggi, fra dieci anni, quando la gentrificazione sarà completa, sarà Budapest
ammetto di non conoscere Budapest, altrimenti avrei forse capito il paragone…
berlino cacio e pepe dice:
31 gen 2011 alle 09:09penso che sia una città in crescita, la più occidentale delle città dell’est (come del resto prima lo era Berlino) e dove già adesso, a quanto mi dicono in molti, sta crescendo un interessante fervore artistico e cosmopolita. Non penso che diventerà un centro tanto di richiamo quanto lo è stato e lo è Berlino, ma forse la cosa che gli assomiglierà di più. E’ comunque solo una mia idea, non saprei dire quanto possa essere una predizione affidabile
Spreka dice:
03 mar 2011 alle 20:52Ho appena letto che il 21 maggio chiude puew Maria am Ostbahnhof. Sta gentrification non mi piace pe nulla
manu dice:
19 apr 2011 alle 11:33no, solo matteo è a favore.
tutti i locali sulla sprea chiuderanno. ho sentito anche della ipotetica chiusura di tutta l’area del cassiopea…
cosa ne rimarra di fhain? una via di locali per turisti americani alcolizzati?
fab dice:
07 dic 2011 alle 01:13io ho comprato un appartamento da 65 m2 a wedding, in martin-opitz strasse.
che si trova vicino a uferstrasse che è un crogiuolo di atelier, gallerie e laboratori (di danza soprattutto)
la zona è ancora molto turca, cosa che a me non dispiace…
gli abitanti del mio palazzo che abitano qui da tanto dicono che il quartiere sta cambiando faccia.
ci sono localini che sembrano spuntare dal nulla…
insomma, speriamo in bene!