Zingarate

La mia Berlino

Ogni volta che parto e mi chiedono da dove provengo non ho una risposta secca da dare, non è facile capire se chi ci interroga ci stia chiedendo dove siamo nati e cresciuti o dove abitiamo e abbiamo i nostri interessi, lavoro o famiglia che sia. Ormai il mio leit-motiv è “Sono di Roma, ma abito a Berlino”, a cui segue puntualmente la domanda “perché ti sei trasferito?” e tutta una lunga conversazione fatta di risposte e giustificazione che so di dovere dare anche se a volte non ne ho proprio nessuna voglia, dipende dal mio interlocutore. Berlino di per sè è una “parola-mondo”, chiunque ci abiti ne afferma la propria provenienza come un vanto (io per primo, nonostante mi sforzi spesso di non farlo) , chi invece ne ha solo sentito parlare o ci ha passato qualche giorno in vacanza ne ha immagini ed idee edulcorate che ne fanno il modello cittadino a cui ambire in qualsiasi parte del globo. Non si parla di infrastrutture o senso civico, per quelli ci sono tante città scandinave a primeggiare, ma di un compromesso fatto di efficienza e positiva confusione che non a caso fa dire a molti tedeschi che “Berlino non è la Germania”.

Chi abita a Berlino invece ha un’altra domanda da porre puntualmente  dopo il classico “come ti chiami?”. Non sempre è la domanda numero due, spesso è anticipata da un “che cosa fai a Berlino?” che intende subito tracciare qualche linea guida della tua personalità e catalogarti in attesa che tu ti senta in dovere di chiedere “E tu?”, sorbendoti poi o una risposta sommessa fatta di tante aspirazioni o uno sfoggio non giustificato di un lavoro che tu non trovi così attraente come lui/lei vorrebbe farlo sembrare, bene, tornando a noi, la domanda  che tutti i berlinesi prima o poi chiedono appena conoscono qualcuno è: “In che parte vivi di Berlino?”.

Anche in questo caso ogni risposta è lo spunto per una conversazione sui quartieri della città, come se ogni zona rappresentasse i suoi cittadini e viceversa (ne parlai anche qui con parole analoghe: Le anime dei quartieri di Berlino). Tante volte ti sembra di ascoltare sempre la solita risposta, “Prenzlauerberg era fico, Kreuzberg è fico, Neukoelln sarà fico, Wedding anche no, per Charlottenburg serve il passaporto?” ecc ecc, altre volte escono fuori spunti interessanti e anche ciò che non ti aspettavi mai di rivalutare o di cui non avevi proprio mai sentito parlare, diventa un luogo o una riflessione che si incastonerà all’interno dei tuoi pensieri.

Ho scritto questo post perché vorrei che ognuno di voi, qui sotto, raccontasse le ragioni che gli fanno amare il proprio quartiere “berlinese”. Se siete stati turisti a Berlino o avete vissuto  qui solo per un breve periodo e ora siete altrove, scrivete quale è la zona di Berlino che ricordate con maggiore piacere. Potete commentare sia qui a fondo articolo o direttamente su facebook cliccando qui, va bene sia una riga che un poema, decidete voi, nelle prossime settimane (il blog starà semi-fermo per 12 giorni visto che parto per seguire il Festival di Cannes) estrarrò le migliori considerazioni da voi scritte per fare una sorta di mappatura di Berlino riscritta secondo l’occhio di chi ci vive, cercando di confermare o tradire le due immagini che trovate qui nell’articolo (se cliccate le immagini si allargano).

FRIEDRICHSHAIN

Io, poiché (quasi) ogni giorno scrivo da Friedrichshain, lì dove ho deciso di vivere dopo aver vissuto in tre diverse case a Kreuzberg (in realtà una era al confine con Schoeneberg), non posso che dirvi che questo è il posto che fa per me. Colorato, vivo, ma comunque (per alcuni sarà un difetto) già un po’ più “convenzionale” rispetto a Neukoelln o Wedding, era un tempo una delle zone ribelli e punk della città, per ora riesce a mantenere sia la veccha che la nuova anima (abilmente stimolata da un processo di gentrification partito nel 1999). Mi piace persino la zona dei palazzoni sopra Samariter Strasse, uno squallore che mi fa fa sentire vicino alla storia, non posso non osservarli senza pormi qualche domande, anche sempre le stesse, ma è proprio questa ripetizione delle riflessioni che spesso mi fa sentire a casa. Penso Friedrichshain, anche per la composizione e l’età dei suoi abitanti, sia un Prenzlauerberg dieci anni prima, belle case, tanto verde, ci si può respirare l’aria di un quartiere di cui si conoscono visi, orari ed appuntamenti.  Spero non diventi una Prenzlauerberg dieici anni dopo, ma rimanga così com’è. Non riesco ad immaginarmi fuori da qui, il mio kiez è quello di boxhagener platz, adoro il mercatino del weekend (passeggiata per me imprescindibile, soprattutto il sabato), mi piace passare per Simon Dach Strasse o ad Ostkreuz d’estate la sera quando anche se non ho tempo per bere e sedermi, mi basta respirare un po’ d’aria e ossservare fugacemente le tante facce dei clienti dei vari bar per farmi sentire leggero e rituffarmi al lavoro con la consapevolezza che la vita, quella che vale la pena d’essere vissuta, è sempre lì a portata di mano.

La frase del post

Una città è come un animale. Possiede un sistema nervoso, una testa, delle spalle e dei piedi. Ogni città differisce da tutte le altre: non ce ne sono due uguali.

John Steinbeck, La perla, 1947

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13 Commenti

13 risposte a “La mia Berlino”

  1. Giuseppe dice:

    14 mag 2012 alle 14:13

    Vivo a Friedrichshain e non mi trasferirei in nessun altro quartiere di Berlino. Perche´? Perche´ adoro passeggiarci in bicicletta e qui e´ davvero possibile farlo con meno rischio rispetto a Kreuzberg si forare le ruote della bici per via dei cocci di bottiglie di birra. Adoro Friedrichshain perche´ nonostante lavori a Charlottenburg e ci metta 40 minuti ad arrivare a lavoro, quando torno la sera mi sento a casa. Mi fanno sentire a casa le sue strade con i sanpietrini sui cui la mia piccola bici rischia puntualmente di farmi sobbalzare, mi fanno sentire a casa i suoi bar, tra i piu´ belli che si possano incontrare a berlino ma spesso meno caotici di quelli di Kreuzberg, la adoro perche´ seppur sporche, le strade lo sembrano meno per via dei colori e del verde, la adoro perche´ anche i bambini a Friedrichshain sembrano totalemnte immersi nel melting pot che costituisce la cultura e la controcultura di Berlino. La adoro perche´ quesi tutti i posti che frequento sono facilmente raggiungibili, perche´ e´ ancora piuttosto economica perche´ e´ pefetta per me che faccio tanta festa ma forse ci crescerei anche i miei figli. Mi piace infine perche´ se ho voglia di mangiare un buon doner, un buon burger, un buon sushi o un indiano, un vietnamita, o persino una buona pizza so esattamente dove andare e ci metto poco ad arrivarci. Mi piace, infine, perche´ penso sia un quartiere con una grande personalita´, penso che rappresenti al meglio cio´ che i ragazzi e le ragazze della mia generazione cercano a Berlino: la vita rilassata, la vita notturna, gli interessi culturali, mercati, mercatini e luoghi dove mangiare a prezzi abbordabili, la sensazione di eccitazione e quasi di fratellanza quando, in un giorno di sole, siamo tutti in strada, nei parchi o semplicemente spaparanzati sotto il sole bevendo una birra sui tavoli all´aperto di qualche bar.

  2. Berlino cacio e pepe dice:

    14 mag 2012 alle 14:16

    grazie Giuseppe condivido ogni singola parola, molto, ma molto bello, anche io penso che questo sarò il quartiere giusto per i miei figli

  3. ItTed dice:

    14 mag 2012 alle 14:36

    bellina l’immagine sulla zona di Treptow-Koepenick… ah, io vivo a Koepenick…

  4. Luisa dice:

    14 mag 2012 alle 15:16

    Ho vissuto per 5 mesi a Neukölln, dopo aver scelto di lasciare la desolazione di Mitte, o meglio del Tiergarten. Quando sono andata a visitare il mio wg per la prima volta non avevo idea di quanto mi sarei innamorata di quella zona e della emblematica Karl-Marx-Straße. Il quartiere dei turchi e degli arabi, ma non solo. La dimostrazione tangibile di quello che si chiama meltin’ pot. Volete mettere l’allegria di abitare fra un negozio di abiti da cerimonia indiani e un negozio che vende narghilè?! l’allegria di entrare nel supermercato turco e non riuscire a capire che caspita di prodotto hai in mano perchè l’etichetta è completamente in turco e probabilmente è anche un prodotto inusuale per la cucina italiana; la sensazione di avere tutto a portata di mano, grandi magazzini, ma anche minuscole bancarelle tutto ad 1 euro, calzolaio, ferramenta, supermercati supereconomici, prati, frutta e verdura venduta all’aperto sui banconi come quelli dei mercati rionali del sud italia, bambini di diverse nazionalità che giocano insieme e corrono come nei nostri cortili… ecco, la sensazione di ritrovare l’angolo di paese nella metropoli. Profumi di spezie, sapori nuovi, colori e ospitalità. Ritrovare il chiosco della gelateria italiana nella piazzetta davanti al Rathaus e il ristorante gestito da arabi che fa una pasta al forno spettacolare.
    Inutile dire che Berlino la amo tutta e l’ho frequentata tutta e in 6 mesi ho visto ben poco di quello che ancora questa città nasconde nelle sue viscere, aspetto di andare a vivere ancora in altri quartieri e di stupirmi ancora di un miriade di cose, ma per ora Neukölln è la zona in cui sono riuscita a sentirmi davvero a casa.

  5. shota dice:

    14 mag 2012 alle 15:56

    solo da turista, 2 volte a berlino, imprescindibilmente a Friedrichshain e ancora la sogno spesso!!!!

  6. Francesco dice:

    15 mag 2012 alle 16:59

    Non ho passato abbastanza tempo nella capitale per poter vantarmi di “essere di Berlino”. Ma la sensazione di “essere a casa” che provo tutte le volte che ho l’occasione di tornarci è fuori dal tempo; come se fosse il mio archetipo di città natale. Il mio quartiere preferito è Prenzlauerberg. Uno dei primi quartieri a subire con forza la gentrification. Un tempo (passato remoto) era il quartiere alternativo adesso ha conservato solo una parvenza, un retaggio di quello che fu. Mi piace perché è un quartiere che ha scelto una direzione; anche se alcuni pensano sia stata la scelta più facile e conveniente. Sceso a compromessi con il turismo ed il dio denaro ha, a mio avviso, salvato i suoi “prigionieri”. Un posto pulito, tranquillo pieno di gallerie d’arte, ristorantini (tra cui il Sasaya il miglior sushi di Berlino), baretti (uno dei miei preferiti è il Galao), negozietti di design, abiti vintage, arredamento. Giovani artisti, gente alla moda e famiglie convivono pacificamente. Un quartiere in cui si può vivere molto bene. Anche se gli affitti sono cari e la vita costa molto di più che in altre zone di Berlino. Un luogo senza le richieste di alcuni “neo berlinesi” di essere originale, nuovo e alternativo a tutti i costi. A pochi minuti di s-bahn dal mercatino della domenica di Mauerpark o dal sound elettronico del Berghain. Per è il quartiere ideale per vivere a Berlino e anche solo per visitare questa città fantastica dalle tante facce ma con un solo cuore.

  7. Matteo dice:

    15 mag 2012 alle 21:40

    Ho avuto la fortuna di trovare un appartamento vicino ad Alexanderplatz (praticamente tra Mitte, Friedrichshain e Prenzlauer Berg) è mi sento veramente a casa: la maggior parte dei vicini sono tedeschi e molti sono immigrati vietnamiti di una gentilezza disarmante, molto tranquillo visto l’assenza dei negozi ai piani terreni, ma contemporaneamente a due passi da tutto quello che si può desiderare. Trovo poi affascinante come ci si sente parte di una città in continuo cambiamento, con nuovi edifici in costruzione e cantieri un po’ ovunque…una cosa che veramente mi emoziona è poter ogni giorno affacciarmi e vedere la torre della televisione quasi fosse a portata di mano, ci si sente come al centro del mondo.

  8. Rossa dice:

    16 mag 2012 alle 22:09

    Premetto. Mi sono innamorata di Berlino nel ’97 (amore tenuto vivo da altre 6 visite successive da turista), due settimane con la scuola, manna dal cielo. Si stava rifacendo il trucco, cantieri e gru in ogni dove. Ovunque capitasse il mio sguardo la sensazione di ritorno era un vortice elettrico di cambiamento, innovazione, passato presente e futuro insieme! Mi innamorai di Friedrichshain immediatamente, la famiglia dove stavo era in Hoechstestrasse, palazzoni immensi tutti uguali, bianchi, quadrati, ma non solo. Poi venne Prenzlauerberg. I colori, i parchi, le strade, le architetture dei palazzi, i mercatini del sabato e il Mauerpark la domenica. E ancora i piccoli caffè e le gallerie d’arte. I piccoli negozi di ragazzi come me che avevano deciso di costruirsi il futuro da soli, cucendo, scolpendo, disegnando, ricamando, riciclando, cucinando e intrattenendo i vicini o chi passasse di lì con la loro anima. Questa è la mia Berlino, anime che si incontrano, si scambiano, si arricchiscono, si insultano e sbattono una contro l’altra facendo venire sempre e comunque fuori una creatura che ti strappa un sorriso. Con queste immagini nel cuore ho deciso, testarda come un mulo, di volere la mia casa lì. Ora che ci abito è diverso, mi rendo conto dei mille mila difetti che ha. Ad esmpio: un sacco di locali e negozi stanno chiudendo perchè gli affitti sono impazziti o perchè la lega della famiglia bio-vegan-borgheseacannone ha deciso che disturbano la quiete. Ma quando riesce la giornata perfetta e ci si incontra tra amici per un brunch in Oderberger Strasse, per poi finire spiaggiati al Mauerpark tra barbeque improvvisati (o organizzatissimi), giocolieri, musicisti, il karaoke (sempresialodato Joe), bimbi con gli aquiloni, gente ‘mbriaca, che legge o fotografa o compra o vende…beh, mi torna in mente quel vortice elettrico e sono felice, anche a Prenzlauerberg.
    Se mi fosse andata ancora meglio, qualche mese fa mi avrebbero dato la casa dei miei sogni, al dodicesimo piano, vicino a Strausberger Platz (Friedrichshain: ritorno alle origini). Vista mozzafiato sulla mia adorata Fernsehturm, duomo, Rathaus e tutto il pacchetto! Ma nessuno è perfetto!

  9. stefano dice:

    18 mag 2012 alle 15:01

    Il volto di Pertini di cui parla il corriere oggi è stato fatto a Prenzlauerberg?

  10. Berlino cacio e pepe dice:

    18 mag 2012 alle 15:58

    l’ho visto e davvero non sono riuscito a capirlo, mi cercherò di informare

  11. Paolo B dice:

    18 mag 2012 alle 18:22

    Ciao a tutti io adoro tutta Berlino: in tre anni ho girato davvero tanti angoli e tante zone della città (per lavoro devo conoscere tante strade a piedi)
    Io vivo a Steglitz (IKEA e Cimiteri … hi hi)e ne sono stato innamorato dalla prima volta che l’ho vista; precisamente sono su una piccola laterale della Schlosstrasse ed il quartiere e la sua gente mi sono familiari e mi ci sento a casa davvero.
    Lavoro a Moabit, al confine con il Castello di Bellevue ed anche di questa area, del lungo fiume, del parco e dei ristorantini che ci sono (altezza del Moabiter Brucke) sono innamorato e legato per vicende personali bellissime.
    VIVA BERLINO!

  12. gianna graziella dice:

    20 mag 2012 alle 13:42

    Berlino: quante volte ti ho incontrata, percorsa, fiutata, osservata, sognata…
    Berlino quanto ti ho amata e ti amo per aver dato i natali alla mia adorata nipotina: Laluna
    E’ lei, la mia piccola principessa, che illumina ad ogni ora del giorno e della notte, il cielo berlinese…ed io, mi sento ” una nonna italiana con il cuore berlinese”!!!

  13. veilchen dice:

    21 mag 2012 alle 21:53

    Ho vissuto 7 mesi in uno studentato a Lichtenberg, quartiere che tutti mi hanno sempre dipinto come il posto più pericoloso al mondo. Sarà che il concetto di pericolosità berlinese è molto relativo (o che forse io sono di Napoli!), sarà che ogni quartiere di Berlino ha un suo perchè, ma dopo i primi giorni in cui volevo solo scappare ho trovato una dimensione in un luogo tutt’altro che orribile e popolato da nazi. Ben presto mi sono affezionata alle pecore che pascolavano sotto sotto lo studentato (a 10 minuti da Landsberger Allee!), ho imparato ad amare la mia fermata del tram immersa nel verde, lo scoiattolo che si arrampica su un albero fuori al mio balcone, le volpi che mi attraversano la strada alle 4 di mattina. Certo se dovessi scegliere un quartiere che meglio mi rappresenti la lotta tra Prenzlauer e Friedrichshein sarebbe dura, ma ci sono molti luoghi particolari di Berlino che nessuno conosce e che andrebbero invece scoperti. Luoghi quasi misteriosi perchè “periferici” (quando il concetto di periferia secondo me in una città simile non esiste, luoghi di cui si sente parlare spesso male, luoghi che non vanno di moda. Ma Berlino ti stupisce sempre ed è sempre una meraviglia anche per questo!


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