Zingarate

La trasparenza delle spese della politica tedesca e di quella italiana: un confronto impietoso

Sono fuori dalla Germania per lavoro (per la precisione sono in Spagna) , purtroppo non ho molto tempo per il blog e così mi limito a scrivere un post “sfruttando” il lavoro degli altri, in questo caso di Roberto Giardina e Stefano Vastano due dei migliori corrispondenti italiani da Berlino (con Vastano alcune volte non mi trovo in accordo, soprattutto quando parla di politica italiana ma ha comunque sempre un punto di vista interessante sulle vicende tedesche e lo trovo una lettura utile e importante per tutti gli italiani che vivono in Germania). Metto in corsivo ciò che è riportato, mentre è in carattere normale ciò che ho aggiunto io.

Roberto Giardina scrive per Il Quotidiano Nazionale ed oggi ha pubblicato un bell’articolo su quanto guadagnino i rappresentanti della città stato di Berlino ed altri spunti di riflessione sulla trasparenza con cui in Germania vengono trattati i costi della politica. Lo spunto glielo ha offerto l’ennesimo caso di cattiva amministrazione offerto in questi giorni dalla regione Lazio, Fiorito, la Polverini, le spese Pdl ed i vari toga party con le maschere di maiali e tutto il resto.

Klaus Wowereit, guadagna 147mila euro netti all’anno, ma solo “perché Berlino è una città stato e nella doppia veste di borgomastro e capo di governo ottiene un supplemento del 20 per cento,  come se fosse allo stesso tempo Alemanno e la Polverini”. La Polverini guadagna lorde circa 300 mila euro annui, come potete leggere qui .

“La squadra di Wowereit, diciamo i consiglieri, prendono circa 6800 euro al mese”. In Italia invece  4.252,35 più diaria fissa di 3.503,11 più rimborso chilometrico per chi non vive attaccato al palazzo della Regione. Gli assessori berlinesi invece guadagnano lordo circa 10mila euro e 500 euro, mentre gli assessori della Polverini invece guadagnano circa 13mila euro. Alle elezioni dello scorso settembre sono stati nominati quindici Piraten, ovvero I Pirati, tipologia di rappresentanti politici che si potrebbero un po’ paragonare al Movimento 5 stelle (anche se a mio avviso i “grillini” siano molto più seri di I piraten, almeno in termini di proposte elettorali). I Piraten comunque sia “hanno preteso di rinunciare all’auto di servizio, non una a testa, tre da dividere in gruppo, risparmio in quattro anni di 336mila euro. In cambio volevano acquistare biciclette a spese del municipio. Un problema complicato. Usate no, perché c’era il rischio che fossero rubate. Nuove, costavano duemila euro per consigliere. Mica tanto, ma come fare? Finito il mandato, restavano di proprietà del Comune, e Berlino avrebbe dovuto trovare un locale dove custodirle e assumere un guardiano. Meglio lasciar perdere. I Piraten vanno al lavoro in metropolitana, l’abbonamento mensile costa 80 euro (in realtà l’AB viene 77, ma siamo lì ndr).La Germania è uno Stato Federale, e ognuno fa dunque alla sua maniera. In genere, i consiglieri comunali guadagnano tra i 2000 e i 3000 euro al mese. Qualcuno ha diritto a rimborsi per le spese, da 500 a 1500 euro, tassabili o no. Ma per evitare il fisco bisogna portare le note spese. Per il conto del ristorante si deve indicare il nome dell’ospite. Così si scopre chi si frequenta”.

Leggendo questo articolo mi è venuto in mente un altro articolo, letto quasi tre anni fa sul blog di Stefano Vastano, Berliner Ensemble (ospitato sul sito di  L’Espresso, di cui Vastano è corrispondente), dal titolo Il test delle Mont-Blanc (lo trovate qui) Ve ne riporto un lungo stralcio.

Norbert Lammert, presidente del Bundestag, il parlamento di Berlino sta per dar vita ad una commissione specialissima. Studierà norme che regolino meglio il modo in cui i parlamentari spendono il buono annuo di 12mila euro per le spese di ufficio o cancelleria. Ogni deputato al Bundestag gode di 7.668 euro mensili più un lauto rimborso-spese (esentasse) di 3.868 euro, a cui si aggiungano per l’appunto quei 1000 al mese per gomme da cancellare, fogli e fotocopie. Dal punto di vista del contribuente, quei 11mila e rotti mensili sono una retribuzione più che sufficiente, comunque degna delle faticose attivitá politiche svolte dal deputato.

Ma il presidente Lammert ha registrato negli ultimi tempi movimenti loschi nella ragioniera del Bundestag. Guarda caso sotto natale o spesso verso la fine della legislatura si accumulano all’ufficio-conti del parlamento le spese-ufficio dei rappresentanti del popolo tedesco. Fra gli oggetti più gettonati e desiderati dalla libido del deputato d’Oltralpe, la classica stilografica Mont Blanc. Solo da gennaio allo scorso ottobre sono state ordinate circa 400 Mont Blanc (quindi ben più di una a testa) da 115 deputati di diverso colore. Molti dei quali ultimi per giunta, dopo il voto del 27 settembre scorso, tornati a testa alta (e con penna d’oro nel taschino) a casa.

Ha ragione quindi la frazione più scettica e sobria di lettori a non „esaltare“ troppo stile e costume politici teutonici ricordando che ogni mondo è paese? Sí (da un lato). E come infatti i rotocalchi e le riviste di Germania sono pieni di fattacci di lobbismo quotidiano, scandali vari e brutte storie di corruzione della locale Kasta. Che quindi, moralmente parlando, non é poi molto diversa, né migliore dei loro colleghi altrove nel mondo. L’unica differenza, rispetto ai ben più clamorosi casi di corruzione e mafia made in Italy, è che in Germania finisce per l’appunto sui giornali anche questa storia delle Mont Blanc. Quisquiglie, a giudicarle con le categorie di Totò. Minima Moralia, per citare un piccolo testo (sin troppo) decantato di Adorno.

Eppure, è anche di queste minuscole bazzecole che, oltre alla stampa locale, si occupa fra l’altro il presidente del Bundestag, nonché una futura commissione parlamentare. Non é spreco di tempo, né questione insulsa affrontare, dal punto di vista giuridico, le spese-ufficio di deputatati.E’ piuttosto, e sin nei minimi dettagli, una questione di trasparenza delle regole e della vita quotidiana democratica. L’arduo compito della commissione sará di scovare lo stretto pertugio che, senza offendere la dignitá del deputato e senza creare inutili pastoie buroratiche, riesca d’altro lato a “limitare le possibili tentazioni“ dei servitori del popolo, come si legge chiaramente nel papillo di Norbert Lammert. Insomma, anche il deputato di Germania è sensibile eccome al fascino delle dorate “tentazioni“. A partire come sempre da quelle più picciole e minute. E vuoi una Mont Blanc oggi, una lauta mazzetta domani, eccolo trasformarsi da onorevole politico della Repubblica in corrottissimo rappresentante di chissá quali interessi.  E comunque non più votato „Dem Deutschen Volke“, come sta scritto a caratteri cubitali sin sul frontone del Bundestag: al (bene del ) popolo tedesco. Forse prima di inviare un deputato in parlamento bisognerebbe iniziare a fargli, e non solo a Berlino, il seducente test delle Mont Blanc: per testare se l’animale politico sia in grado di resistere almeno alla tentazione del pennino d’oro col cappuccio bianco”.

Inutile che io mi metta qui a trarre conclusioni che avrete già tratto da soli e che probabilmente già facevano parte di una serie di vostre riflessioni prima ancora di leggere i due articoli succitati.Italia e Germania si assomigliano sotto tanti punti di vista e se ne differenziano per altrettanti: la politica ed il come venga giudicata ed affrontata da media ed elettori è una delle diversità dall’intensità più forti, una di quelle che spinge tanti italiani a non pensare che in Italia le cose possano migliorare nel breve-medio periodo e che purtroppo spingono tanta gente ad emigrare a Berlino come in tante altre città del mondo.

La frase del post

La situazione politica in Italia è grave ma non è seria.

Ennio Flaiano, Diario notturno, 1956

Twitter: @daddioandrea

Diventa fan di Berlino Cacio e Pepe su facebook, clicca qui

Per consultare l’indice del blog diviso per categorie e aggiornato allo scorso maggio CLICCA QUI

Ti è piaciuto questo articolo? Seguici su Facebook!

VN:D [1.8.7_1070]
Gradimento: 10.0/10 (10 voti)
La trasparenza delle spese della politica tedesca e di quella italiana: un confronto impietoso 10.0 10

Articoli correlati

1 Commento

Lascia un commento