Zingarate

L’aumento degli affitti berlinesi

E’ vero, non ho mai letto una notizia sugli affitti che non sia legata al fatto che siano aumentati, sia che si parli di Roma, che di Londra, Parigi o, per l’appunto, Berlino. Visto però che è dalla capitale tedesca che vi scrivo, è su questa che posso tracciare qualche riflessione. Secondo un recente studio condotto  dalla società  Jones Lang Lasalle, dal quartiere di Friedrichshain-Kreuzberg ai centralissimi Mitte e Charlottenburg-Wilmersdorf, gli affitti a Berlino sono saliti rispetto ad un anno fa in media del 3,6%, praticamente ovunque. In controtendenza è solo la zona di Reinickendorf, dove il costo delle locazioni è addirittura sceso dell’1,7%. L’Economist qualche settimana fa, in occasione dello sgombro del Liebig14, faceva notare un altro dato sintomatico per capire come gli alloggi cittadini stiamo aumentando di valore, a scapito, logicamente, di chi un tempo pagava pochissimo o non pagava per niente. Al momento infatti a Berlino circa 4 mila persone vivono in alloggi collettivi, mentre poco più di dieci anni fa erano circa 100 mila. La popolazione, considerato solo il centro cittadino, è cresciuta di circa 60mila persone, e questo solo considerando chi si registra. Ci sono meno spazi e locali liberi, l’offerta è diminuita e la domanda aumentata. Logico che i prezzi salgano. “Tra il 2007 e il 2010”, prosegue l’Economist, “ gli affitti sono saliti di circa il 20%”. Ciò non toglie che la città rimanga, nonostante dati complessivamente in rialzo, abbastanza povera se si considera la ricchezza procapite. A Kreuzberg e Friedrichshain, scrive sempre l’Economist, “nell’affitto va a finire una quota tra il 30 e il 50% del reddito dell’abitante”.

Io vi ho già parlato sia del fenomeno della gentrification, che di chi protesta nudo contro i rincari che il come cercare una camera o un appartamento a Berlino e di come stia sempre diventando sempre più difficile. Ormai, seppur continuano ad esserci eccezioni (spesso i contratti d’affitto delle case berlinesi sono vecchi, a tempo indeterminato e possono essere alzati solo in maniera graduale e entro certi limiti), una camera di una ventina di metri quadrati in quartieri come Mitte, Friedrichshain, Kreuzberg e Prenzlauer Berg, ovvero i più ambiti, costa almeno 320 euro se non di più (spese incluse). Un paio di anni fa, quando arrivai io, si trovava anche ad un centinaio di euro in meno, anche se già allora si erano alzati di parecchio i prezzi. I berlinesi, soprattutto quelli nati e cresciuti nella vecchia Berlino est, si spingono sempre più fuori città. Non c’è il culto dell’acquisto della casa e così, i lievi, ma comunque esistenti, aumenti degli affitti gli impongono trasferimenti a Marzhan, Lichtenberg e così via. Nelle zone centrali, e non solo a causa dei turisti, si sente tanto inglese, italiano,  spagnolo e francese. I giovani che vengono da altre nazioni europee hanno comunque convenienza a venire a vivere qui, nonostante i rincari. Con 350 euro a Roma si affitterebbe un posto letto in una doppia, o una camera ai Castelli o giù di lì. A Parigi al massimo ci prenderesti un letto per due settimane, a Londra penso che la situazione sia analoga. Comunque sia, se volete vedere quanto costa, mediamente, al metro quadrato l’affitto di un appartamento, cliccate su questo link. Le colonnine di ogni quartiere sono divise in vari colori. Ogni colore indica quanti appartamenti (in percentuale) in quella zona fanno pagare un certo tot per metro quadro. A Pankov, ad esempio, al cui interno contiene Prenzlaue Berg, nessuno fa pagare meno di 5 euro a metro quadrato, qualcuno, ma pochi si tiene tra i 5 e i 6, una grossa fetta c’è tra i 6 e i 7 e tra i 7 e gli 8, mentre sempre qui c’è la quota maggiore, a Berlino, di appartamenti a più di 10 euro a metro quadrato. A Mitte, se si dovesse parlare della zona intorno a Oranienburger Strasse, la media sarebbe analoga, solo che Mitte contiene al proprio interno anche tanti palazzoni ex Ddr che, logicamente, a più di tanto non possono essere affittati. Ieri sono andato a fare un servizio al Tacheles che il 4 Aprile verrà messo all’asta.  Era il simbolo dello squatter post caduta del muro, la sua scomparsa segnerà forse la data ufficiale di inizio di una nuova fase della vita cittadina.

La frase del post:
Quando si arriva in una città nuova non ci sono che strade a perdita d’occhio

e file di palazzi privi di senso.

Tutto è misterioso, vergine.

Un giorno avrei abitato in questa città, percorso le sue strade fin dove lo sguardo si perdeva.

Avrei esplorato questi palazzi, vissuto delle storie con questa gente.

Vivendola, la città, questa strada l’avrei imboccata dieci, cento, mille volte.

da L’Appartamento Spagnolo

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7 Commenti

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7 risposte a “L’aumento degli affitti berlinesi”

  1. Matteo dice:

    04 mar 2011 alle 21:01

    È un problema relativo, se aumentano anche le retribuzioni (nonostante siano più basse della media tedesca) e quindi il potere d’acquisto, non sarà niente di catastrofico…anzi, io personalmente credo che sia un buon disincentivo per chi pensa di venire qui per fare lo pseudo artista, e per tutti quelli che e che non vogliono mettere le radici, diventando più un peso per lo stato tedesco che altro, vedi gli amici Hipsters che tanto amano questa città.

    Ottima cosa hai fatto notare riguardo a Mitte (ma parliamo anche di Friedrichshain zona ovest), i numerosi Plattenbau (per fortuna per la maggior parte ristrutturare) mantengono i prezzi accessibili a tutti.

    Sì, con la riconversione (o quello che sarà) del Tacheles si aprirà una nuova era, e forse Berlino inizierà a somigliare più ad una capitale europea moderna, con buona pace dei fricchettoni :)

  2. carlo dice:

    08 mar 2011 alle 00:01

    Sono d’accordo con Matteo, è ora che Berlino diventi più ricca, non c’è nulla di male a raggiungere un certo benessere. Berlino se lo merita, ne ha patite troppe, e ora, per lei, è giunto il momento di uscire da un’ adolescenza fricchettona, che non può comunque durare all’infinito, per entrare nell’età adulta…E che cavolo, stiamo parlando della capitale della Germania !

  3. manu dice:

    19 apr 2011 alle 04:21

    penso anche io che per quanto riguarda il meccanismo di arricchimento di berlino più che di gentrification si debba parlare di un ritorno alle origini. mi sembra quasi naturale questo tipo di evoluzione, anzi quella in atto potrebbe essere considerata una fase transitoria data dalle vicende stroriche particolari che questa città si è trovata ad affrontare. spero però che, come accennavi nell’articolo su mediaspree, si possa comunque imparare da quello che berlino ha da offrirci oggi e di non buttar via tutto quello che si è riuscito a creare. quella tranquillità e quel senso di libertà che oggi si respirano lì siano piuttosto di monito per la creazione della città del domani.

    a puro titolo informativo:
    quando mi sono trasferita a berlino la prima volta era ottobre del 2008, una stanza a kreuzkölln si poteva trovare anche a 90 euro al mese. a maggio del 2009 sono andata a vivere in quella zona e pagavo per una singola (con soggiorno, tutto compreso) 160 euro al mese, a weserstraße, non c’era assolutamente nulla intorno anche se iniziavano le varie ritrutturazioni dei locali e qualcosa iniziava ad aprire; cercavo casa ad agosto 2010 e non ho visto nulla per meno di 260 euro al mese, quando sono tornata a farmi un giro in weserstraße era tanto irriconoscibile che mi ci sono persa.

  4. Giovanna dice:

    23 apr 2011 alle 07:48

    Ciao, da lontano volevo avere informazioni sul Tacheles e su cosa è successo il 4 aprile. Grazie ciao

  5. Berlino cacio e pepe dice:

    25 apr 2011 alle 18:59

    ok, gli dedicherò un post in settimana

  6. Francesca dice:

    26 nov 2011 alle 14:41

    Tacheles http://francescamariabersani.wordpress.com/2011/04/07/berlino-perde-il-suo-tacheles-e-il-cafe-zapata/

  7. Berlino cacio e pepe dice:

    26 nov 2011 alle 18:49

    peccato però Francesca che quello che hai scritto nel tuo blog sia piuttosto inesatto, è stato sgombrato il caffè zapata e parte del giardino, ma il tacheles è ancora operativo e ci sono state ad oggi parecchie mostre ben dopo il primo aprile (data del tuo post)


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