Zingarate

La pecora che viene ghigliottinata se non voti per salvarla

La ghigliottina funziona davvero, non c’è dubbio. Lo può testimoniare questo video . I due pseudo artisti, Iman Rezai e Rouven Materne ne hanno mostrato la costruzione e la lama è abbastanza affilata. Il collo della povera pecora, in realtà un montone, scelta come potenziale vittima della loro provocazione verrebbe mozzato in un solo colpo. Farebbe tanto Luigi XIV e i dueavrebbero ancora più pubblicità di quanta già non ne abbiano (anche io, con questo articolo, sto purtroppo contribuendo al loro successo). Arte o no, il discorso è questo: Rezai e Materne hanno indetto un referendum online: vuoi salvare o no l’agnello? Se vuoi espriremere il tuo voto devi recarti sul loro sito (dall’emblematico nome Die Guilotine) e votare ja se lo si vuole uccidere e nein se lo si vuole salvare. Fra due settimane il verdetto. Ora che vi scrivo ci sono un milione e trecentomila e passa contro la morte, e circa duecentomila a favore della ghigliottina.

I due pseudo artisti (non ce la faccio a chiamarli artisti) dicono che l’esperimento serve per mettere in luce il reale funzionamento della democrazia, un voto referendario che dimostra il comando della maggioranza in ogni situazione, anche questa che è molto estrema. Sono entrambi studenti dell’Udeka (Universität der Künste Berlin, ne parlai qui) , ma l’università, dopo aver premesso che sicuramente non si arriverà alla decapitazione dell’animale, che è tutto una provocazione, ha anche affermato che il progetto è esterno al loro corso di studi e che non si può fare risalire a loro nessun incentivo alla realizzazione del tutto. La pagina facebook del loro progetto, nonoste i milioni di visite del loro sito, è ancora ferma a circa 600 fan. C’è chi li definisce malati, la Peta già si è già lamentata, ma anche per loro è una facile occasione per farsi notare e parlare di diritti degli animali.

Io capisco l’esigenza di molti artisti di oggi, sempre più concettuali e meno abituati ad una realizzazione materiale delle proprie opere, di farsi notare. A Berlino come loro ce ne sono migliaia e continuano ad arrivare da tutto il mondo. Trovare una scusa per fare parlare di sé è importante, ma se poi non si ha null da offrire una volta, nessuna valida vetrina da mostrare, a cosa serve? E si può superare ogni limite in nome di una paventata notorietà? Giocare, perché è di questo che si tratta, con l’idea (non la decapiteranno mai) di un’eventuale uccisione da attriìbuirsi a chi non ha voluto votare per salvare l’animale è davvero misero e non vedo che spunto di riflessione possa portare. Avrei capito di più un discorso sull’essere vegetariani e sullo spreco di carne a cui assistiamo volutamente senza voler guardare ogni giorno, ma non c’è traccia di questo nel lavoro di Rezai e Materne. Se non l’avete ancora fatto, non cliccate sul loro sito, davvero non ne vale la pena, meglio, se proprio volete , vedere questo video. Almeno il clic lo si dà a Youtube.

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1 Commento

Una risposta a “La pecora che viene ghigliottinata se non voti per salvarla”

  1. Riccardo Vitali dice:

    11 mag 2012 alle 20:01

    Che schifo. Sacrificare una creatura del Signore in questo modo… Sì la gente dice che noi tanto le mangiamo le pecore ma è per nutrimento, non per “arte”.


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