La chiusura (?) del Schokoladen e il concetto di proprietà a Berlino
Di Gentrification qui a Berlino ho parlato già molto in passato:
-Qui, con due articoli, del progetto Mediaspree: Parte 1 e Parte 2
-Qui spiegando come funzioni il processo della Gentrification a Berlino, partendo da un ottimo video in 3 parti (lo trovate andando sull’articolo)
-Qui a proposito della chiusura avvenuta o prossima di molti locali (Kiki Blofeld, Maria, Tacheles)
Qui a proposito del conseguente caro affitti a Berlino
e, marginalmente, in tanti altri articoli quando mi è capitato di parlare di altri progetti urbanistici che stanno cambiando la città (Liebig14, Tempelhof, il nuovo castello, ecc).
In questi giorni l’attenzione e la preoccupazione di tanti berlinesi è rivolta la possibile chiusura del Schokoladen, storica casa occupata di Mitte ad Ackerstrasse 69, centro di mille iniziative culturale il più delle volte molto apprezzabili, di cui è previsto lo sgombero Mercoledì 22 Febbraio alle ore nove del mattino. In tanti si stanno mobilitando per affluire un’ora prima, alle otto, davanti e dentro l’edificio per fare rimandare l’azione e prendere tempo prezioso, nella speranza che si aprano spiragli per un dialogo tra proprietario e occupanti (che, è bene dirlo, hanno per anni pagato l’affitto dei locali).
Anita Richelli, nel suo interessantissimo blog, mi ha dato il permesso di riprendere il bell’articolo che ha scritto oggi sul Schokoladen. Poiché ne ha fatto anche una versione tedesca, vi posto anche quella.
Si intitola: Marx, Gentrifizierung, Klubsterben und blablabla
Durante il mio seminario sul marxismo me ne sto sempre zitta. A volte non ascolto nemmeno. Da un lato è difficile seguire le lezioni in tedesco e provare a dire quel che penso. D’altra parte trovo sempre inutile discutere di qualcosa che non si conosce bene. Oppure, più semplicemente, non ho voglia di leggere i testi anche perché trovo le conseguenti discussioni spesso troppo teoriche. Non ho nulla contro il marxismo, ma io odio quando le persone blaterano e basta.
E poi a volte guardo quello che succede nella società, e mi dico “Oh, Marx aveva proprio ragione!”.
Questa settimana ad esempio mi è capitato di pensare al concetto di “proprietà”. Il mio posto preferito a Berlino, lo Schokoladen verrà sgomberato alla fine di febbraio. Il proprietario vuole ristrutturare la casa e poi probabilmente affittarla ad un costo maggiore. E l’unica ragione per cui devono andarsene è che il proprietario possiede la casa e lui può farne quello che vuole. Non importa se altre persone ci vivono da 22 anni, se la occupano da 22 anni, e sne tanno facendo qualcosa di importante per la cultura della città e per le persone che la città la vivono. Non importa che siano loro, effettivamente, a vivere in quel posto.
Lo Schokoladen è uno degli ultimi progetti abitativi e culturali alternativi a Berlino. Con questo sgombero il quartiere di Mitte sarà quasi compleatamente “gentrificato”, proprio come Prenzlauer Berg.
La gentrificazione mi affascina. In Italia, qualcosa di simile è inimmaginabile. Non ha mai avuto luoco e mai potrà avvenire, a mio parere. Non posso dire perché. L’affitto è già caro ovunque, e le nostre città sono costruite sul centro e nelle periferie non c’è niente. La gentrificazione è uno sviluppo della città e in Italia da molti anni, non abbiamo nessun tipo di sviluppo. Probabilmente un po’ di gentrificazione ci farebbe bene. Ma così è stato anche a Berlino.
Come ho detto prima (ma solo in italiano), ultimamente mi interesso delle case occupate a Berlino. Sto leggendo un libro sulla Mainzer Strasse e ho visto anche una parte di un documentario che ne parla. Non avevo visto Berlino in questo modo. Tutto era grigio, marrone, rotto. Erano davvero immagini tristi. Naturalmente è più bella adesso che le strade sono piene di bar, club. E’ anche bello che nuove persone vivano qui: stranieri, artisti, ecc La cosa che è veramente assurda è che la gente che vive qui da molto tempo debba trasferirsi.
L’Icon per esempio, era lì per 15 anni. Le persone che si lamentavano dei rumori molesti si erano trasferite lì dopo. Ma sapevano che lì c’era un club! Chi ha più diritto di rimanere?
Oppure il Klub der Republik. La sua presenza ha reso la zona cool, ora tutti vogliono vivere lì, il proprietario distrugge il club per costruire nuove case. Questo è quasi contraddittorio!
Ma in questo caso esisteva un normale rapporto tra proprietario e affittuario. Il club aveva fatto un contratto e poi non era stato rinnovato. Ma quando si parla dello Schokoladen stiamo parlando di un’occupazione di un posto vuoto che non era di nessuno. Il proprietario è arrivato dopo (ha comprato la casa nel 1993).E non stiamo parlando di un club normale, parliamo di abitazioni e di un progetto.
I Club possono muoversi. Il Tresor si è spostato. Bar 25 è diventato il Kater Holzig. L’Icon è diventato il Gretschen. Klub der Republik diventerà qualcos’altro. Ma lo Schokoladen non può spostarsi o diventare qualcos’altro.
Dal 2009 lavoro a Verona con Interzona, un centro culturale che esiste da 20 anni. Io ho visto solo la seconda sede. La prima sede era incredibile. Era in una enorme cella frigorifera che sembra una chiesa. Hanno dovuto trasferirsi. In realtà, per un anno non hanno avuto sede, poi hanno ottenuto una nuova sala del comune: grande ma vuota. Nella cella frigorifera avevano costruito il palco, servizi igienici, il bancone del bar. Avevano trasformato lo spazio. Una stanza era una discoteca, una era un cinema, una era la stanza dei bambini (che dolce!).
Mi hanno detto che quando si sono trasferiti nel nuovo spazio è stato incredibilmente difficile ricominciare da capo. La cella frigorifera era come una casa. Il nuovo spazio era uno spazio vuoto.
Lo Schokoladen ha anche cercato di comprare la casa. Il proprietario non voleva vendere. Voleva semplicemente guadagnarci più soldi.
La storia della “proprietà” è vecchio e difficile da risolvere.
E ‘chiaro che io ho dei diritti su ciò che appartiene a me, ma bisognerebbe anche riflettere sul perché o sul come qualcosa che appartiene a qualcuno.
Domenica sono andata alla mia prima manifestazione in Germania (la Zombiedemo, in ricordo del Liebig 14) e ho sentito il motto: “A chi appartiene la città?”.
E ‘strano per me che qui in Germania tutti vivano in un appartamento in affitto. In Italia è normale comprare la casa e coloro che pagano un affitto hanno bisogno dell’appartamento per un breve periodo di tempo o non hanno soldi, ma non appena qualcuno ha abbastanza soldi l’appartamento se lo compra. Questa è anche una delle ragioni perché in Italia le città con cambiano.
Qui in Germania non accade. E ora, sempre più, Berlino appartiene a persone che non vivono nella città o che non hanno altro interesse oltre alla speculazione. E trovo davvero triste che persone che hanno vissuto per anni in un quartiere non possano più sostenere l’affitto e debbano trasferirsi da qualche altra parte. I nuovi residenti non hanno a che fare con la cultura e la storia della città.
Penso che Berlino dovrebbe proteggere questi progetti. Essi appartengono alla cultura della città. Una città non è solo edifici. Una città consiste principalmente di gente e gente che la città la vive.
Lo Schokoladen dovrebbe essere sgomberato il 22 febbraio alle ore 9 e io sarà sicuramente lì alle 8:00 per evitarlo.
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Traduzione tedesca:
Während meines Seminars über Marxismus bin ich immer leise, manchmal höre ich auch nicht zu. Auf einer Seite ist es schwer die Vorlesungen auf deutsch zu folgen und auf deutsch meine Meinung zu sagen. Auf den andere finde ich immer überflüssig darüber zu diskutieren, etwas das wir nicht innerlich kennen. Oder ich hatte einfach keine Lust, die Teste zu lesen. Und diese Diskussionen finde ich so oft zu theoretisch. Ich habe nichts gegen Marxismus, aber ich hasse wenn die Leute nur mit Blabla sprechen.
Und dann manchmal beobachte was in Gesellschaft passiert und sage ich mich „Oh, Marx hatte so Recht!“.
Diese Woche geht um Eigentum. Mein Lieblingsort in Berlin, der Schokoladen, soll am Ende Februar geräumt werden. Der Eigentümer will das Haus saniere und danach wahrscheinlich es teurer vermieten.
Und die einzige Grund warum sie ausziehen müssen ist, dass der Eigentümer das Haus besitzt und er machen kann, was er mochte. Egal ob andere Leute seit 22 Jahre dort wohnen, ob sie seit 22 Jahre um das Haus sich kümmern, ob sie etwas wichtiges für das Kultur des Stadt machen und für die Leute, die in die Stadt wohnen. Egal ob sie das Ort leben.
Die Schokoladen ist eine des letzte alternativ Wohn- und Kulturprojekte in Berlin. Mit der Räumung wird der Bezirk Mitte (genau wie Prenzlauer Berg) mehr gentrifiziert sein.
Gentrifizierung fasziniert mir. In Italien etwas ähnlich ist unvorstellbar. Es ist nie passiert und wird auch nicht, meiner Meinung nach. Ich kann nicht sagen warum. Die Miete sind schon überall teuer und unsere Städte sind auf den Zentrum gebaut und in dem Stadtrand gibt es nicht. Gentrifizierung ist eine Entwicklung des Stadt und in Italien wir haben seit vielen Jahre überhaupt keine Entwicklung. Dort wäre wahrscheinlich ein bisschen Gentrifizierung gut. Und auch ich Berlin war genauso.
Wie ich schon gesagt habe (aber nur auf italienisch), ich habe mich in die letzte Zeit immer mehr über besetze Hause in Berlin interessiert. Ich lese gerade ein Buch über die Mainzer Straße und ich habe auch ein Teil von ein Dokumentar darüber gesehen. Ich hatte nicht die Stadt Berlin auf diese Wiese gesehen. Alles war grau, braun, kaputt. Es waren wirklich traurige Bilde. Es ist natürlich besser, dass jetzt die Häuse besser aussehen, dass Bar, Club usw. gibt. Es ist auch wahrscheinlich cool, dass neuer Leute hier wohnen: Ausländer, Kunstler, usw. Was es auf keinen Fall richtig ist, ist dass die Leute die seit länger dort wohnen ausziehen MÜSSEN.
Die Icon z.B., war dort seit 15 Jahre. Die Leute, die über Lärmbelästigung sich beklagt haben sind später dort gezogen. Sie wussten aber, dass dort ein Klub war! Wer hat mehr Recht zu bleiben?
Oder der Klub der Republik. Er hat die Gegend cooler gemacht, jetzt wollen alle dort wohnen, der Eigentümer risst der Klub ab und baut neue Wohnungen. Widersprüchlich!
Aber in diese beides Falle es geht über eine normale Beziehung zwischen Eigentümer und Mieter. Die Klub hatten ein Vertrag gemacht und danach der nicht verlängert.
Aber wenn wir über Schokoladen sprechen, wir sprechen über eine Besetzung, von ein Ort der zu niemand gehört und leer stand. Der Eigentümer kam später (1993 hat er das Haus gekauft).
Und wir sprechen auch nicht über ein normal Klub: Wir sprechen auch über Wohnungen und über ein Projekt.
Klub können umziehen. Tresor ist umgezogen. Bar 25 wurde Kater Holzig. Icon wurde Gretschen. Klub der Republik wird irgendetwas. Aber die Schokoladen kann nicht umziehen oder irgendetwas werden.
Seit 2009 arbeite ich in Verona mit Interzona, ein Kulturzentrum, die seit 20 Jahre existiert. Ich kenne nur die zweite Sitz. Die erste Sitz war einfach krass. Es war in ein riesige Kühlhaus, die wie eine Kirche aussieht. Sie mussten umziehen. Eigentlich hatten sie ein Jahr lang keine Sitz. Danach haben sie eine neues Raum von die Kommunalverwaltung gekriegt: groß aber leer. In dem Kühlhaus hatten sie die Bühne, die Toiletten, der Tresen gebaut. Sie hatten die Raume umgebaut. Eine war eine Disco, eine war ein Kino, eine war die Kinderraum (suß).
Sie haben mir erzählt, dass als sie in den neue Raum gezogen sind, war es unglaublich schwer von Anfang anzufangen. Das Kühlhaus war wie eine Zuhause. Die neue Raum war einfach eine leere Raum.
Die Schokoladen hat auch versucht das Haus zu kaufen. Der Besitzer wollte nicht das verkaufen. Er wollte einfach mehr Geld dazu verdienen.
Die Geschichte von Eigentum ist alt und schwer auszulösen.
Es ist klar, dass ich irgendeine Recht über was zu mir gehört habe, aber es wäre auch schon darüber zu denken, warum oder wie gehört etwas zu jemandem.
Sonntag war ich auf meine erste Demo in Deutschland (die Zombie Demo, für Erinnerung des Liebig 14) und ich habe auch den Motto gehört: „Wem gehört die Stadt?“.
Es ist für mich komisch, dass hier in Deutschland alles in eine vermietete Wohnung leben. In Italien es ist normal das Haus zu kaufen und die, die eine Miete bezahlen, entweder brauchen die Wohnung für eine kurze Zeit oder haben kein Geld, aber so bald jemanden genug Geld hat, kauft er eine Wohnung. Das ich auch ein Grund warum in Italien die Städte sich nicht verändern.
Hier in Deutschland passiert es nicht. Und jetzt immer mehr die Stadt gehört zu Leute die nicht in Berlin wohnen, oder die keine anders Interesse außer Spekulation haben. Und das finde ich wirklich traurig, dass Leute, die seit Jahre in einem Bezirk wohnen, die Miete nicht mehr aushalten können und irgendwo anders ziehen müssen. Die neue Einwohner haben wahrscheinlich nicht mit der Kultur und der Geschichte der Stadt zu tun.
Ich denke, dass Berlin soll diese Projekte schützen. Sie gehören zu der Kultur des Stadt. Eine Stadt ist nicht nur Gebäude. Eine Stadt besteht hauptsächlich auf Menschen und Leben.
Der Schokoladen soll am 22 Februar um 9 Uhr geräumt werden, und ich werde auf jeden Fall um 8.00 da sein, um die Räumung zu verhindern.
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La frase del post
Una casa può trasmetterci uno stato d’animo che siamo incapaci di crearci da soli ma a volte l’architettura più nobile può fare per noi meno di una siesta o un’aspirina.
Alain de Botton
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Matteo dice:
07 feb 2012 alle 11:55Berlino non ha bisogno di altri fricchettoni e alternativi. Molti di quei ragazzini che vanno a manifestare per le occupazioni non vogliono far altro che giocare alla rivoluzione incappucciati come i peggiori neo nazi, annoiati dalle cittadine di provincia da cui provengono, in cui dopo un paio di anni di vita Berlinese a carico dei genitori si ritrovano puntualmente con la coda tra le gambe.
Gente che da la colpa agli “Schwaben” per l’aumento degli affitti, che per la cronaca erano già aumentati con l’arrivo di questi cosiddetti alternativi dall’Ueberweisung di papi facile.
Gente che ha considerato i Kiez come Lunapark, con la città di Berlino si ritrova puntualmente a pagare per pulire lo schifo che lasciano quotidianamente.
I nuovi abitanti della gentrificazione non saranno santi, ma almeno la città non deve pagare per le loro vacanze berlinesi, e sopratutto non pisciano sui portoni.
Cari amici alternativi: Marzahn vi aspetta a braccia aperto, lì c’è bisogno di “artisti”.
verdeanita dice:
07 feb 2012 alle 12:57Caro Matteo, se ci avessi messo piede almeno una volta, o se non parlassi semplicemente per stereotipi, sapresti che lo Schokoladen non è politicizzato con tanti altri posti della città. Non ci sono manifesti cattivi, simboli anarchici o altre cose. La proposta musicale, che è quella che conosco meglio, spazia dal folk, all’elettronica. Ho visto gruppi rock come musicisti solisti che suonavano il piano. E questa sua proposta culturale molto valida lo ha reso apprezzabile da tantissimi musicisti tedeschi e non che poco hanno a che fare con la scena degli autonomi e delle occupazioni (soprattutto una marea di gruppetti dolcissimi indiepop che c’entrano pochissimo con la bellissima immagine che hai dipinto tu).
Fidati, la gente che gioca alla rivoluzione sta sulla palle anche a me. Ma qui le occupazioni, che nascono sì da parti politiche più “antisistema”, si sviluppano poi in progetti culturali con altra base rispetto al “voglio semplicemente essere contro”. Ne avevo parlato anche qui: http://www.softrevolutionzine.org/2011/ufafabrik/
In questo caso si tratta di offrire cultura a basso prezzo (io non ho mai pagato più di 8 euro per un concerto e suonavano sempre due gruppi, spesso internazionali). Nell’edificio c’è anche un teatro, uno studio di registrazione e svariati atelier. E’ molto diverso da altre case occupate, legate ad una specifica scena politica.
A considerare Berlino un Lunapark, a mio parere, sono proprio quelli che arrivano qui, vedono una facile fonte di guadagno e comprano e basta, speculando e basta.
Ci tengo inoltre a ricordare, come ha anche ricordato Andrea nell’introduzione, che le case occupate a Berlino non sono più tali da un bel po’ e quasi tutte pagano praticamente da sempre l’affitto (dal 1990, ovvero più o meno dal momento in cui sono state occupate).
Lo Schokoladen aveva anche tentato di comprare l’edificio, di partecipare alla ristrutturazione, ecc. Ma tutti questi tentativi di dialogo sono sempre falliti.
Matteo dice:
07 feb 2012 alle 13:42Le chiacchere stanno a zero, se il proprietario ha deciso per lo sgombero dovrà essere così. Con la scusa dell’offrire la “cultura” a basso prezzo questa gente pretende di stare al centro della città pagando due centesimi e fare quello che gli pare, mentre gli altri sono deficienti che si devono spostare in periferia visto l’aumento dei prezzi. Ci stanno tanti bei locali vuoti a Marzahn, possono spostarsi li ad offrire ad offrire la loro cultura a basso prezzo, o forse non è abbastanza hip per loro?
Berlino cacio e pepe dice:
07 feb 2012 alle 14:17però Matteo nel tuo discorso manca la considerazione che quelle zone e quei palazzi si sono rivalutati proprio grazie ad iniziative culturali come quella proposta dal Schokoladen. Il concetto della cultura come usa & getta, solo a fini economici, non vedo come possa essere accettato da una collettività che vive e paga le tasse qui a Berlino anche, e spesso soprattutto, per questo tipo di attività. Il comune stesso con i suoi slogan e campagne marketing, Be Berlin o Berlin loves you, si approfitta di questo serbatoio di attivismo e creatività che sa essere vincente. Se Berlino si presentasse come Monaco o Francoforte, allora capirei il non tutelare situazioni come il Schokoladen, ma così non è.
elenaccia dice:
07 feb 2012 alle 14:51e la calata (salita) dei berluschini a berlino.
monica dice:
07 feb 2012 alle 15:18no comment sulla ristrettezza mentale di certe persone….come si fa a parlare di cultura con gente che neanche sa che cos’è….meglio lasciar perdere…se a berlino inizia ad essere infestata di berluschini….bè allora gli consiglio di stare e RIMANERE nei centri storici delle vostre belle città borghesi del nord…perchè non mi sembra che BERLINO, città dall’apertura mentale, sia adatta a certe persone….o almeno con certi discorsi non mi sembra che ne abbiate capito qualcosa….!!!!vi rimandiamo Attila flagello di Dio a rispedirvi dal caro buon Borghezio!ps:consiglio ad alcuni l’articolo di Andrea sull’Artemis…secondo me per alcuni è più adatto!
Matteo dice:
07 feb 2012 alle 16:51Elena e Monica, troppo facile etichettare qualcuno con idee differenti semplicemente come “berluschino”, oltretutto prendendo un fiasco enorme visto che il sottoscritto ha manifestato (anche fisicamente in piazza) contro il Sig. B più volte.
Andrea, non sono contrario alla cultura creativa di Berlino, che sta permettendo anche di riassorbire negli ultimi anni molti disoccupati, ma contro chi pretende di non pagare sentendosi portatore di chissà che cosa, in un momento in cui molte persone si trovano a doversi spostare nei quartieri periferici della città per far fronte all’aumento degli affitti, lo trovo inaccettabile.
Vogliono continuare a fare quello che fanno? pagano quello che i proprietari chiedono, se no si spostano…esattamente come chi non può fregiarsi del titolo di artista o finto tale.
monica dice:
07 feb 2012 alle 17:13per avere pochezza di pensieri e motivazioni non c’è bisogno di essere nè di destra nè di sinistra…nè comunisti nè della lega…bè di berlusconi…!è il concetto di cultura e di fare arte chè è un discorso lungo, complesso e intelligente che andrebbe approfondito e che forse qualcuno non ha ben capito cosa significa…!
elenaccia dice:
07 feb 2012 alle 17:16oh beh, da ciò che esterni non sembri proprio uno che ha votato il piratenpartei, eh
elenaccia dice:
07 feb 2012 alle 17:20(una domanda tanto per capire: ma ci sei mai entrato allo schokoladen? per sapere se parli di cose che conosci o solo per sentito dire, eh)
monica dice:
07 feb 2012 alle 17:41frase su cui ragionare e scritta nell’articolo…
“La storia della “proprietà” è vecchio e difficile da risolvere.
E ‘chiaro che io ho dei diritti su ciò che appartiene a me, ma bisognerebbe anche riflettere sul perché o sul come qualcosa che appartiene a qualcuno”….
il punto è proprio questo…
Berlino soprattutto e la germania molti di noi la invidiano e penso l’abbiano scelta, come ho fatto io, proprio per quel senso civico che a noi in Italia manca (anzi siamo all’opposto..)e per cui non mi sentivo più rappresentata nei valori..
il senso civico include anche il concetto di cultura ed è un atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui si vive….è su questi principi che si basa l’arte e la cultura..ed lo schokoladen ne è un esempio….
ps:io non ti etichetto berlusconiano perchè ho idee differenti dalle tue…quelle erano battute in tono ironico a riprendere le tue abbastanza offensive e fuori luogo tipo “Berlino non ha bisogno di altri fricchettoni e alternativi”….perchè innanzitto con queste parole dimostri una visone riduttiva che hai del tuo concetto di arte e artisti…ma sorpattutto di cultura…e sinceramente se riduci a quello che hai detto tu lo schokoladen vuol dire che non hai capito nulla…
detto questo non ti etichetto perchè non la pensi come me…io amo i dibattiti e discutere con persone che hanno pareri differenti perchè ritengo siano motivo di scambio di mentalità…ma se intelligenti e costruttivi..ma scusami nel tuo caso le motivazioni a cui fa riferimento sono un po’ scarse…e riduttive…
perchè banalizzare solo a dire….”devono pagare e basta”…vuol proprio non avere capito un caxxo di cosa è la cultura…e non avere la mentalità un po’ più aperta invece come si dice anche nell’articolo….di andare oltre e chiedersi “A chi appartiene la citta?”…che è il valore di cui poi fa Berlino un caso unico e per cui molti di noi la hanno scelta!
verdeanita dice:
07 feb 2012 alle 18:56sì, è un po’ deludente fare una riflessione che parte dal presupposto che certo, ovvio che il proprietario pretanda più affitto, ma si chiede se sia giusto che sia così e sentire risposte che senza aggiungere grandi motivazioni tornano direttamente al punto di partenza.
Oltre al fatto che non è che non vogliono pagare, perché la casa volevano anche comprarla, tutte queste manifestazioni e discussioni vengono forse dalle case occupate e dalla cultura alternativa, ma quando parlano di aumento di affitti e del fatto che molti devono spostarsi lo fanno a nome di TUTTI. Quindi non è che loro vogliono restare lì e i deficienti sono gli altri, semplicemente si fanno portavoce di un problema e si mobilitano per farsi sentire.
“Vogliono continuare a fare quello che fanno? pagano quello che i proprietari chiedono, se no si spostano…” e poi il problema non sta neanche qui, perché non è che il proprietario abbia detto “ora vi alzo l’affito”, ha semplicemnte fatto pressione sullo sgombero, che non è mai una cosa bella, soprattutto se alcune parti cercano di dialogare e cercare una soluzione e altre obbediscono solo al denaro che non solo non fa felici, ma non porta neanche ad uno sviluppo della città adatto ai suoi abitanti.
(per sbaglio ho scritto affetto invece che affitto, credo che ora mi inventerò uno slogan e andrò a scriverlo su qualche manifesto che capirò solo io)
Matteo dice:
07 feb 2012 alle 19:30Non vedo l’ora che arrivi il 22 per godermi lo sgombero.
Alesales dice:
07 feb 2012 alle 21:04Forse Matteo sarà stato anche un po’ drastico, ma se a difendere la ‘cultura’ ci si mettono persone come Monica (di cui ammetto di non aver capito gli interventi perché scritti in un italiano incomprensibile) stiamo freschi.
Alla fine Matteo ha detto cose (non tutte) che superano i suoi contestatori a sinistra: se i figli di papà italioti, francesini, espanioli e compagnia bella vengono qui a fare i fighi perché Berlino è la capitale cool (la Londra di 15 anni fa) e ‘io voglio vivere a Xberg’ e ‘chissenefrega del tedesco tanto mi capiscono col mio inglese storpio’ e ‘io sono un artista e uso l’apostrofo tra un e amico e l’acca, chi è questa sconosciuta?’, insomma è ovvio che i prezzi si alzano e chi davvero sta qui da un po’ di tempo l’avrà notato (e subìto). O no? Matteo supera a sinistra perché dice: volete fare i fighi con le vostre rivoluzioni, culturali e non? Allora andateve a Wedding e Marzhan dove c’è bisogno di cultura. Che poi chiudano e sgomberino centri sociali, case occupate e centri culturali, questo è ovvio che dispiace, ma sembra una conseguenza naturale. Ragazzi, Berlino è la capitale della Germania, il paese economicamente più forte d’Europa. E nel 2012 non ha ancora collegamenti aerei diretti verso le grandi città con la sua compagnia di bandiera (Lufthansa n.d.r.). Aeroporto di Brandeburgo vi dice qualcosa? non è un campanello d’allarme? Credete davvero che lasceranno Berlino in mano ai fricchettoni e agli alternativi a lungo? A me sembra davvero sciocco restare ancorati a questa immagine di città-non città alternativa, di artisti. Una città è un’altra cosa, fatta di tante realtà. A Berlino mancano molte cose per diventare una metropoli. Solo che, ahimé, è destinata a diventarlo, tutto qua.
ps. prima che mi attacchiate, vi annuncio che non ho soldi a palate né case comprate da mammà e papà, vivo di lavori sporadici (non in ristoranti), i miei non mi danno soldi dal 2004, prima di venire nella tranquilla Berlino ho vissuto a Roma, Glasgow e Mosca. Ah, Berlusconi potete anche risparmiarvi di norminarlo.