Zingarate

Se Berlino vuole Corfù a garanzia del prestito…

Gli aiuti che l’Unione Europea, e la Germania in particolare stanno organizzando a favore della Grecia, sono al centro dell’attualità politica. Ieri ho pubblicato un articolo sul quotidiano Liberal per cui, normalmente, collaboro come corrispondente da Berlino. Mi è stato chiesto una sorta di “lettera da Berlino”. Eccola.

Berlino 22/07/2011. Togliere ai ricchi per dare ai poveri: il nobile spirito guida di Robin Hood non ha ormai grande presa sul popolo tedesco, soprattutto perché si sentono protagonisti dello slogan solo per ciò che riguarda la prima parte. Se da una parte c’è la consapevolezza che, con l’Euro, l’economia di ogni paese è legata a filo doppio con la stabilità della propria, dall’altra l’idea che a dovere fare sacrifici siano sempre, e soprattutto i tedeschi, comincia a diventare un refrain sulla cui opportunità l’opinione pubblica di Berlino comincia ad interrogarsi. Proprio in questa settimana in cui il governo ha reso noto l’incredibile crescita delle entrate per il fisco nazionale (+8,25 di Iva e +10,9% per le imposte sul salario), oltre ad un Pil cresciuto del 5,2% nel primo trimestre dell’anno rispetto all’analogo periodo del 2010, ecco che i passi in avanti fatti a livello nazionale rischiano di essere frenati dall’ennesimo salvataggio di una Grecia che ormai ricorre come un incubo, da circa un anno e mezzo, sull’attualità economica tedesca. Se all’inizio il malessere era un pensiero errante ogni tanto abbracciato dalla massa, ma sostanzialmente ignorato dai più, il persistere della situazione di crisi ha portato anche i più restii ad interessarsi delle dinamiche finanziarie europee a prendere posizione. E così a Berlino come a Monaco, a Francoforte come a Dresda, i tanti greci, una delle comunità di immigrati europei più numerose, non sono più visti come semplici stranieri sulla via dell’integrazione, o, nel caso delle seconde e terze generazioni, veri e propri tedeschi ormai assimilati, ma come i protagonisti di un fallimento con cui i tedeschi non vorrebbero avere nulla a che fare. In una nazione in cui, nonostante il forte stato sociale, si giudica il singolo con la stessa severità con cui si giudica l’insieme, in questo caso il greco e la Grecia, ciò che viene descritto attraverso i mass media e i giornali tedeschi è un salvataggio dell’economia greca a fondo perduto, senza alcun ritorno. “I tedeschi non riescono a capire perché dovrebbero aiutare i greci e questo è prima di tutto un fallimento politico” ha dichiarato l’economista Peter Bofinger intervistato dal Sueddeutsche Zeitung.  Ed infatti, mentre la Merkel e Sarkozy si accordano di notte assieme al presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, per trovare garanzie di ripagamento dei debiti che non coinvolgano le banche private (rischiando così di far perdere fiducia nei titoli di stato greci e di conseguenza, arrivando al fallimento) e aspettando il placet degli altri leader europei, nel frattempo le manovre delle società tedesche per comprare quote di alcune delle aziende pubbliche o a partecipazione pubblica (come, l’aeroporto del Pireo o l’azienda telefonica di stato,l’Ote di cui la Deutsche Telecom si appresta a comprare un ulteriore 10% ) si accavallano l’un l’altra, con la speranza (o la sicurezza) che quando la situazione sarà a posto, ci si potrà trovare in posizioni di forza ancora più consolidate. Vi veniamo incontro, ma vogliamo qualcosa in cambio: è questa la politica, dopotutto.
Se è vero che i Greci debbono ai monarchi bavaresi del diciannovesimo secolo quell’organizzazione statale e sociale che ne hanno fatto, nei decenni successivi, un moderno stato europeo,  si può dire che la storia si ripete ed ancora una volta sono i tedeschi ad avere in mano le sorti di Atene. Una scelta che la Germania (e anche la Francia) hanno fatto consapevolmente: a fine 2009, anziché dare credito i boccheggianti conti greci, aprendo la possibilità di una manovra economico-finanziaria che incentivasse sviluppo e crescita, si è preferito optare un rinegoziamento molto  parziale riguardo scadenze e redditività dei bond, imponendo di fatto al governo ellenico una politica di rigore e austerità che ha portato alla situazione attuale (meno 5,5&del pil nel primo trimestre di quest’anno), in cui non c’è solo il rischio di default nel breve periodo, ma non sono state gettate le basi neanche per un miglioramento nel medio-lungo. 
Gli imbroglioni della famiglia europea” titolava la copertina dell’edizione tedesca di Focus di febbraio 2010 rivolgendosi ai greci arricchendo il tutto con l’immagine della Venere di Milo che porge il dito medio, mentre la Bild, polemicamente, chiedeva l’isola di Corfù o l’Acropoli di Atene in cambio dei soldi prestati.  Il populismo dei media più conservatori sembra comunque non fare breccia sull’elettorato, e non è un caso che non solo la Merkel, ma anche quel partito liberale su cui si fonda l’alleanza di governo, è in caduta libera (tanto da avere dovuto sostituire recentemente il proprio leader, nonché ministro degli esteri, Guido Westerwelle). “Grecia: un pozzo senza fondo” ha titolato invece il quotidiano bavarese Die Tageszeitung. Sarà, ma su quel pozzo, di secchielli per ritirare su l’acqua, quando un giorno, si spera, ce ne sarà, ce ne sono già molti. E non parlano greco.

La frase del post

La dimensione dell’Europa non è lo spazio, che la ridurebbe ad un appendice della penisola asiatica, ma il tempo, la storia, la tradizione, il passato.

Roberto de Mattei – storico

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3 Commenti

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3 risposte a “Se Berlino vuole Corfù a garanzia del prestito…”

  1. Bruno dice:

    23 lug 2011 alle 15:40

    Non capisco proprio niente di economia. Però mi chiedo: se la Germania si lega a doppio filo ai beni greci (comprando quote di società, banche ecc.), non avrà sempre più interesse a sovvenzionare quello Stato? Altrimenti andrà a picco insieme a lui.

  2. Berlino Cacio e Pepe dice:

    23 lug 2011 alle 18:16

    è esattamente così

  3. Bruno dice:

    23 lug 2011 alle 19:44

    E allora cosa vogliono, i tedeschi (detto con tutta la -ehm- simpatia possibile)? C’è un bel po’ di interesse anche da parte loro!!


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