I concerti italiani a Berlino (a partire da quello di Vinicio Capossela)
Oggi alle 20 (alle 19 l’apertura delle porte) presso l’Huxley Neu Welt di Berlino (Hasenheide 107) Vinicio Capossela si esibirà in concerto.I biglietti vanno dai 24 fino ai 27,50 euro se comprati prima (in biglietterie come Mondolibro ad esempio), sennò 30 e 34 alla porta, a seconda della categoria (sono due). L’occasione è il tour europeo per la presentazione dell’album Marinai, Profeti e Balene. Assieme a lui (che suonerà anche piano e chitarra), Ci saranno Alessandro Stefana ( chitarra, banjo e armonica), Vincenzo Vasi( in consolle), Glauco Zuppiroli (contrabbasso), Zeno De Rossi (batteria) e Mauro Ottolini (trombone, tuba e flauti). Si tratta di un vero e proprio spettacolo “d’autore”, dove non solo la musica, ma anche le parole hanno un’importanza fondamentale visto che dovrebbe recitare anche alcune poesie.
Se cercate su facebook, questo è l’evento. Per Capossela si tratta di un ritorno. Non solo è stato già a Berlino un’altra volta in concerto, ma la Germania è anche il posto in cui è nato, Hannover per la precisione. I suoi genitori, entrambi irpini, tornarono presto in Italia e la carriera di questo cantautore così originale si è svolta completamente in Italia, a partire dal primo album pubblicato nel 1990, a 25 anni, All’una e trentacinque. Nelle settimane successive Capossela farà tappa a Madrid, Barcellona, Parigi e Londra (qui i dettagli del suo European Tour).C’è anche un’edizione dell’album dedicata al mercato straniero, compresa la Germania, con la traduzione dei testi contenuti nel libretto in tedesco.
Provo sempre un po’ di piacere nell’andare a vedere un musicista italiano che si esibisce a Berlino. E non è perchè posso cantare, capendoli a fondo, i testi delle canzoni eseguite, ma per tutto quel misto di eccitazione, gratitudine e voglia di stare bene che si respira in questi eventi n fin dei conti creati quasi appositamente per la comunità di italiani qui residenti. Che siano i Subsonica, gli Africa Unite o gli Afterhours, l’età media del pubblico è sempre abbastanza bassa, direi che gira intorno ai trenta. Vedere questi italiani espatriati, chi per sempre, chi solo temporaneamente, così pieni di entusiasmo e per fortuna, almeno se parlo di quelli che frequentano questi concerti, allegri e vogliosi di stare bene, capaci di un sacrificio economico (il biglietto, non è mai gratis) pur di passare una bella serata che, anche se magari normalmente non è un desiderio così forte che potrebbe in un prossimo futuro spingerli a tornare in Italia, li faccia sentire un po’ più vicini a casa, beh, in qualche modo è emozionante. Se è vero che in molti casi qui a Berlino, soprattutto nel recente passato, le manifestazioni contro la politica italiana erano comunque trasversali e coinvolgevano tantissimi tipi diversi di “immigrati italiani in Germania” è anche vero che alla fine ci si ritrovavano sempre, purtroppo (belle) facce arrabbiate. E a ragione. Durante i concerti, in momenti di puro svago, quell’acredine non c’è, c’è solo la voglia di stare bene e di sentirsi serenamente italiani Che va bene che siamo partiti, va bene che lì ci sono tanti problemi e che ogni volta che torniamo a trovare parenti o amici o qualcuno sale su a visitarci non possiamo che tirare fuori la solita lista di confronti Germania/Italia, cosa funziona qui e cosa non funziona lì, ma in fondo non risuciremo mai a parlare male del nostro Paese più di quanto, in fondo, gli vogliamo bene.
La frase del post
Non ho perso la voce per un paio di gambe
come la Sirenetta in pegno d’amor
ma io la perdo fumando e bevendo
nell’orgia dei sensi mi butto cantando
e mi ubriaco e stordisco ballando
nell’ebrezza felice abbracciando
sulla terra tutto si consuma
l’amore all’alba si trasforma in schiuma
Vinicio Capossela- Pryntyl
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