Questi giorni facevamo caso ad una serie di comportamenti stravaganti degli ungheresi. Sarà forse perché ci siamo allontanati da Budapest per un po’ di tempo e quando siamo ritornati abbiamo fatto caso a tutte quegli atteggiamenti a cui normalmente non si presta molta attenzione.
Ecco una lista di cose che ci sono venute in mente in questi giorni:
- mentre parlano al cellulare molte persone mettono la mano a protezione della bocca, un po’ come fanno gli allenatori sulle panchine di calcio quando sono inquadrati dalle telecamere e non vogliono far capire ciò che stanno dicendo. Capisco la natura introversa di un popolo che non vuole mai mettere in piazza i fatti propri, ma così mi sembra un po’ esagerato…
- le donne quando vanno dal parrucchiere nell’attesa che il colore della tinta faccia effetto, preferiscono aspettare fuori dal negozio, anziché attendere all’interno del negozio comodamente sedute, magari leggendo una rivista. Loro no, le vedi indaffarate a telefonare ad un’amica, a fumare una sigaretta, a lavorare con un computer portatile, piuttosto leggono la rivista di moda in piedi, ma rigorosamente sul marciapiede fuori dal negozio, è vero agli ungheresi non piaccio i posti chiusi, già ci devono stare per buona parte dell’anno viste le rigide temperature.
- senza dimenticare il fatto che in un momento di crisi economica internazionale, magari si potrebbe rinunciare a qualche seduta dal parrucchiere o dall’estetista. Se conosco bene le donne ungheresi se c’è una cosa alla quale non rinunceranno mai è la seduta settimanale dal parrucchiere.
- gli operai delle ditte di traslochi lavorano a torso nudo. L’altra mattina c’erano 15 gradi e loro a torso nudo, con le loro belle panze ungheresi all’aria.
- a Natale festeggiano San Nicola
- non mangiano mai al ristorante mangiano a casa loro e se devono mangiare durante la giornata di lavoro preferiscono i cibi precotti, non è solo una questione di risparmio, a volte questi cibi costano anche di più di molti pranzi di lavoro al ristorante, come già detto gli ungheresi amano stare all’aperto, nel verde, spesso trascorrono la pausa pranzo mangiando il loro bel cibo precotto su una bella panchina in un parco pubblico
- dulcis in fundo: preferiscono abitare in periferia piuttosto che in centro. Vallo a raccontare agli immobiliaristi romani che vendono a peso d’oro degli immobili in Piazza di Spagna a Roma ad un prezzo 20 volte superiore a quello della periferia romana. Gli ungheresi di Budapest adorano abitare nei panel in periferia, dove non ci sono negozi, metropolitane, tram, turisti, uffici, i palazzi sono squadrati, intorno ai palazzi solo parchetti e parcheggi. Le uniche persone che si vedono nel raggio di un chilometro da casa sono quelle che escono da casa per raggiungere l’auto e viceversa. Contenti loro…
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Nina dice:
20 ott 2011 alle 17:35É sempre curioso e divertente leggere quello che “gli altri” pensano di “noi”… e quasi sempre hanno ragione!
Devo smentire peró l’ultimo punto: agli ungheresi non piace affatto abitare nei “panel” (= condomini enormi costruiti in massa durante il comunismo in pessima qualitá, tipo case popolari), basta vedere i loro prezzi stracciati.. ci vivono tanti appunto perché non ci riescono a liberarsene (i panel hanno anche il terribile svantaggio che il loro sistema di riscaldamento é costosissimo).
É vero peró che molti preferiscono abitare in periferia – ma in quelle periferie verdi con le villette, non alle jungle dei panel.
Nina dice:
20 ott 2011 alle 17:42Ah e dimenticavo: festeggiamo San Nicola il 6 dicembre (e fa come la Befana in Italia il 6 gennaio: ai bambini buoni porta cioccolatini e noci, a quelli cattivi una mazza di rami, e li mette nei stivali appositamente puliti e messi alla finestra il 5 sera) come i russi. É un’usanza statiunitense che porta lui il regalo anche di natale (http://www.youtube.com/watch?v=i_yxyE4IYBU&feature=related), che si é diffuso anche in Ungheria.
Jeno dice:
27 lug 2012 alle 12:25Non è vero per niente ciò che è scritto qua. Sono un sacco di cavolate, mi dispiace dirlo.
Non aspettiamo fuori dal negozio del parrucchiere ma stiamo dentro. Mai visto la fila di donne fuori in attesa. Naturalmente se c’è la crisi non tutte vanno dal parrucchiere e non tutte sprecano. Anche in Italia c’è la crisi e ci sono donne che ci vanno ogni settimana. Allora rispetto a loro noi siamo molto più risparmiose.
Non è vero che a Natale si festeggia san Nicolò. E’ il 6 dicembre.
Non amiamo il cibo precotto e non ci piace abitare in periferia. Almeno non nelle case popolari, magari in una viletta non sarebbe male, nel verde. Infatti l’unica cosa vera in tutto questo articolo è che ci piace il verde, che voi in Lombradia non avete per niente e infatti faceva schifo, così sono scappata! Meno male!
Insomma prima di diver cavolate, informatevi per cortesia.
Stefano e Paola dice:
27 lug 2012 alle 15:07che astio! ma ci conosciamo? io la penso come voi su molte cose anche io sono scappato dalla lombardia e vivo a budapest..ma le donne in fila al parrucchiere davanti a casa le vedo tutti i giorni…ieri in particolare una sul marciapiede mentre aveva la testa piena di colore stava telefonando e non si è accorta che stava impastando il telefonino di colore..testimone le mie due figlie e mia moglie..se non ci credi a me almento credi a loro..
su con la vita
Daniel dice:
19 dic 2012 alle 14:07Sono completamente d’accordo con Jeno. Sono state dette una marea di cavolate. Si vede che chi ha scritto queste scemenze non conosce per nulla gli ungheresi. Chi abita nelle case popolari “panel” vi assicuro che non ci abita per piacere ma perché è l’unica casa che si può permettere. Gli ungheresi mettono la mano davanti alla bocca mentre parlano al cellulare per educazione, per non dare fastidio agli altri mentre parlano.
Stefano e Paola dice:
20 dic 2012 alle 09:50Forse sono stato frainteso. Io sono il primo ad amare gli ungheresi. Dell’Ungheria e degli Ungheresi ho amato tutto fin dal primo momento e ho lasciato il mio paese per vivere qui. E non perchè ho sposato una donna ungherese, noi siamo una famiglia italiana al 100%, ma proprio perchè amo e amiamo Budapest e l’Ungheria al punto di decidere di vivere qua.
Benissimo la mano davanti alla bocca mentre si parla al telefono, ma sui “panel” è bene che non si faccia troppo populismo. Molti dei miei amici a parità di costo preferiscono abitare nei panel. Io stesso lavoro nell’ambito immobiliare e conosco la realtà ungherese. Se i panel hanno tanta richiesta un motivo ci sarà. Poi nulla toglie al fatto che molti vivano in condizioni economiche difficili e che moltissimo preferirebbero abitare in una bella villa piuttosto che nei panel, ma il fatto che alcuni preferiscano il panel al centro di Budapest è un dato inopinabile.