Zingarate

Dieci cose da non fare a Istanbul

1. Non… scegliete un hotel nella zona di Istiklal Caddessi. La maggior parte degli edifici di Taksim, patria di alcuni tra i migliori club della città, sono stati costruiti prima dell’era delle insonorizzazioni, e si sente! A meno che non abbiate il sonno davvero molto pesante, vi sarà difficile dormire. Meglio prenotare un letto nella zona di Galata, molto più tranquilla durante le ore notturne anche se comunque situata in posizione centrale. Per uscire a far baldoria, invece, Istiklal va benissimo! Scegliete una qualsiasi strada laterale e troverete una miriade di bar e taverne tra cui scegliere: tavoli all’aperto lato strada, oppure ripide rampe di scale per accedere ai funky bars sui tetti circostanti, terrazze comprese.

2. Non… bevete solo il chay alla mela! Intendiamoci: il thé alla mela – in turco elma chay – è delizioso, ma è pieno zeppo di zucchero, per cui è meglio non abusarne! Il chay classico, quello che i turchi bevono dalla mattina alla sera, non-stop, invece si beve liscio, o al massimo con uno zuccherino, e fa davvero benissimo! Ha un forte potere antiossidante e tonico, perfetto dopo una lunga camminata per le vie della città.

3. Non…dite che il cibo turco è uguale al cibo greco. Turchia e Grecia hanno un sacco di analogie sul campo alimentare e non, e tutt’ora persistono dispute su chi ha inventato cosa, come ci ha raccontato il nostro amico blogger da Atene, qui. I turchi sono molto orgogliosi della loro cucina: far loro pesare le similitudini con quella greca è cosa oltremodo sgradita. Un esempio su tutti? Il Raki, liquore nazionale turco, davvero molto simile all’Ouzo greco; far notare la cosa con un sorriso va bene, insistere e magari suggerire (come ho sentito fare) che sia “tutta una copiatura” va invece molto male…è il modo migliore per mandare in bestia una persona turca!

4. Non…contrattate troppo al Gran Bazar. Sembra strano, ma è tecnicamente illegale contrattare i prezzi proposti dai commercianti del Gran Bazar! Eh già, un decreto legge di qualche tempo fa ha regolamentato i prezzi al pubblico della merce in vendita al Bazar: la pratica del “tirare sul prezzo” o “bargaining“, come la chiamano gli inglesi, è di fatto scoraggiata qui! Per la serie: contrattare un po’va bene, ma ricordatevi che non siamo in un souk.

5. Non… prendete i taxi, se possibile. Ogni tanto il taxi tocca proprio prenderlo. Per arrivare in alcuni posti, come ad esempio per recarsi al Rumelisari, e va benissmo. Il traffico a Istanbul, però, è sempre lento, soprattutto nelle ore di punta, e il taxi non è sempre il mezzo più veloce per giungere a destinazione! Date un’occhiata a tutto il sistema di trasporti di Istanbul: ci sono un sacco di altre opzioni, come la metropolitana, i metrobus e i Dolmus, per non parlare dei traghetti. Vi costerà di meno e vi farà risparmiare un sacco di tempo.

6. Non… dimenticate di seguire certe regole di comportamento durante la visita alle moschee. Alcune guide vi diranno che non è affatto necessario coprirsi, e invece lo è: maniche, scollatura, shorts e gonne non sono un abbigliamento consono durante una visita in moschea. Si indossano sciarpe e foulard, a disposizione per tutti i visitatori all’entrata, sul capo o attorno alla vita, come un sarong. Le moschee hanno i loro momenti di preghiera specifici, che continuano durante l’orario di visita: mentre la moschea è aperta per i turisti, è ancora in corso di culto. In questi momenti è bene parlare a bassa voce, spegnere o silenziare il cellulare e non scattare foto indiscriminatamente.

7. Non … vivete a “Doner e Baklava” assaggiate tutto! Lo so, il Doner e il Baklava sono squisiti, spesso anche a buon mercato… Vi assicuro che vi converrà variare la vostra routine alimentare. Provate ad esempio l’Iskender, il mitico bulghur e il cig Kofte, una delle delizie anatoliche. Come dessert, provate il budino di riso (Sutlac), a dir poco strepitoso. Provate le Lokande! Ce n’è una  in ogni strada della città, quei posticini pieni di delizie turche, un po’ l’equivalente delle nostre rosticcerie. Se proprio volete il Baklava, beh: qui ci troverete il migliore di tutta Istanbul, provato di persona per voi!

8. Non… è necessario fare una crociera sul Bosforo. Se si tratta di un tour bello, sì, fatene uno, investite in una compagnia seria! Troverete molte offerte al molo di Kabatas. Se deciderete di andare al risparmio, beh, tenete presente che le barche proposte non avranno molti posti a sedere e che i sedili di fianco al finestrino si riempiono subito. Per una cifra davvero irrisoria, 2.40 TL,  potreste invece optare per un giro in traghetto alle Isole dei Principi, nel Mar di Marmara! Prenderete così due piccioni con una fava: farete un bel tour in pieno Bosforo e potrete visitare questi gioielli di isole, dove il tempo pare essersi fermato.

9. Non…dimenticate ombrello, scarpe comode e cappello, non importa la stagione! Sono tre elementi che vi serviranno sempre e comunque in questa città. Il tempo qui è davvero imprevedibile! Avete visto che nevicata abbiamo avuto di recente? Beh, d’estate non è da meno: la pioggia è sempre in agguato, i venditori di ombrelli pure, del resto. Le scarpe comode sono un MUST: non penserete mica di arrampicarvi per le stradine ripide della città sgambettando su dei tacchi, vero? Non si può fare. Vi servirà un paio di calzature davvero comode, se possibile waterproof: camminare per il dedalo di stradine che compongono la città dei sette colli – lo sapevate? a Istanbul ci sono sette colli, proprio come a Roma! – è un’impresa talvolta non meno che ardua.

10. Non… cercate il Kebab dei vostri sogni a Sultanhamet: difficilmente lo troverete! La zona è piena zeppa di ristoranti mediocri, dal taglio prevalentemente turistico: diffidate dei prezzi maggiorati e dei menù tradotti in dieci lingue, non è mai un buon segno. Se volete mangiare un meraviglioso Kebab vi consiglio di fare un giretto per le vie del distretto di Fatih, sul Corno d’oro: qui tutto è molto più autentico, e i kebab sono cucinati a regola d’arte.

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10 Commenti

10 risposte a “Dieci cose da non fare a Istanbul”

  1. walesa dice:

    20 feb 2012 alle 09:45

    Ah Elisa… mi manca proprio una bella disputa Costantinopoli (guai a chiamarla IStanbul) – Atene… da troppo tempo non si danno una bella pedata i due vicini… Potremmo organizzarci per fare una serie di articoli sul cibo visto alla Greca o visto alla Turca! Ad ogni modo, non esiste niente di Turco… è tutto Greco! Parola di uno che vive ad Atene!

  2. elisa dice:

    20 feb 2012 alle 09:48

    Ahhh! Ma allora cerchi proprio la rissa? Si vede che ti sei proprio grecizzato :) Per gli articoli, sarebbe davvero carino farli!

  3. Diego dice:

    03 ago 2012 alle 17:31

    posso aggiungere: Non evitate di andare nella parte asiatica solo perché la maggior parte delle persone la sconsiglia? Io la trovai molto interessante, forse perché meno turistica.

  4. elisa dice:

    04 ago 2012 alle 16:49

    Ciao Diego! Verissimo, è molto interessante e meno turistica, non ci sono dubbi.

  5. Alessandra dice:

    07 ott 2012 alle 08:28

    Grazie :) Dalla mia visita a Istanbul nel 2009 ricordo però che nel Bazar non c’era nessun prezzo esposto, quindi contrattare era d’obbligo, a meno che non si decidesse di far beneficienza ai commercianti locali.

    Anzi, un consiglio che vorrei aggiungere per chi vuole contrattare: nel momento in cui si è attratti da un oggetto esposto, chiediamo al commerciante il prezzo di un altro oggetto che non ci interessa: il commerciante dirà un prezzo, si farà finta che il prezzo sia troppo alto e ci si dirotterà allora sull’oggetto che ci interessa veramente, che casualmente sarà più economico :)

  6. Filippo dice:

    01 gen 2013 alle 11:33

    Non sapete quanto vi invidio. E non per il fatto che avete visitato Istanbul, no vi invidio perché voi amate questa città.
    Mi spiego meglio: vivo a Istanbul come pilota da circa due anni ed il problema è che questa città proprio non riesce ad andarmi giù, non mi piace. Ho grande nostalgia dell’Italia e non credo che questp sia dovuto a scarso spirito d’adattamento visto che ho vissuto in altre nazioni straniere. Quando sento dire ai turisti che Istanbul è bellissima immagino che abbiano vista solo una piccola parte della città, quella più turistica. Architettonicamente questa città, diciamolo, non è bella, case vecchie che cadono a pezzi tutte attaccate l’una all’altra oppure enormi palazzoni che vanno a formare degli alveari di cemento.
    Zone più carine ci sono ma sono una strettissima minoranza. E quando mi capita di passeggiare per le vie di basaksheir nono fermo certo a pensare: “wow, che bella città Istanbul!”
    Scusate questo mio sfogo e spero di poter vedere i vostri punti di vista.
    Complimenti per questo blog che mi sta aiutando a vedere questa città lievemente meglio :)

  7. giulia dice:

    19 mar 2013 alle 08:27

    Filippo e allora perche nn te ne torni in italia ;) cosa pensi che e in italia e tutto rose e fiori -_- da tutte le parti drog ati, prostitute, gente maleducata ecc hmmm ma forse questo e il tuo ambiente :O

  8. patrick dice:

    24 giu 2013 alle 11:23

    Tutto condivisibile! Ma con un appunto, uno dei miei indirizzi preferiti per il kebab a Istanbul è proprio a Sultanahmet, Karadeniz (in Emin Pasha Sokak) peraltro frequentato quasi solo da turchi che lavorano in zona!

    Filippo: punto di vista interessante, immagino che sia un luogo per molti versi frustrante e difficile, ma ho molti amici che vi hanno vissuto o che sono di Istanbul e la amano. Io posso solo parlare da viaggiatore/turista e quindi mi limito a prendere atto di quello che scrivi…

  9. Cinque cose che amo a Istanbul | orizzonti dice:

    24 giu 2013 alle 20:29

    [...] dieci cose da fare a Istanbul  e le dieci cose da NON fare (con cui ho alcuni punti in comune, scoperti dopo!) Sul ponte di Galata. Qui ci passi per forza [...]

  10. giuseppe mancini dice:

    24 giu 2013 alle 21:02

    ciao, in effetti questo post e’ stato scritto da chi gestiva il blog prima di me: e francamente, non condivido granche’ di quello che scriveva…


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