Una delle caratteristiche di Istanbul è quella di essere divisa in due: parte della città si espande infatti nel lato europea, e un’altra (ampia) parte di estende invece nel continente asiatico.
Prima di venire a vivere in questa città mi domandavo che cosa questo potesse comportare: la parte Europea è più simile all’Europa e quella asiatica al medio Oriente? Che differenza può fare vivere dall’una o dall’altra parte? E via dicendo…
Molte di queste domande hanno trovato una risposta: sì, la parte asiatica differisce da quella europea per un alone più anatolico, più mediorientale. E’ meno turistica e più verace, molto interessante. Mi piace molto. Uskudar, con la sua vista mozzafiato su Istanbul al tramonto e Kadiköy con i suoi localini autentici frequentati solo dai locali… La vera cortesia e ospitalità turca la troverete qui.
Consiglio a tutti di fare un salto nella parte asiatica: basta prendere un vaporetto (da Karakoy o da Eminonu o anche da Kabatas) e via, il gioco è fatto: si arriva in un lampo, spendendo pochissimo. Prendere un traghetto è una delle esperienze imperdibili da fare in questa città!
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Se deciderete di fare un giro in quel di Kadiköy – che vi consiglio tra l’altro per fuggire dalla folla estiva – ecco due ottimi ristoranti, davvero consigliatissimi. Si mangia davvero bene, si spende poco, ci si immerge nella cultura turca: un’esperienza che vi consiglio con tutto il cuore.
Ciya Sofrasi
Questo ristorante è probabilmente uno dei migliori in assoluto qui Istanbul: serve fantastici piatti della cucina ottomana. In molti lo stanno scoprendo, ma per fortuna la cucina è rimasta fedele ai suoi principi culinari e umani.
L’impegno del proprietario e chef Musa Dağdeviren è stato dal principio quello di raccogliere delle ricette provenienti da tutta la Turchia anatolica: piatti classici ottomani, ricreati in un menu che offre insoliti piatti della cucina regionale che è davvero improbabile da trovare altrove.
Yanyali Fehmi Lokantasi
Situato dalle parti del mercato Kadiköy, Fehmi Yanyali a tutta prima sembra un locale come molti altri e potrebbe non colpire il viaggiatore affamato in cerca di delizie culinarie. C’è anche una buffa statuetta raffigurante un cuoco turco baffuto all’entrata…ma questo non mi ha dissuasa dall’entrare, anzi!
Yanyali è davvero un gran posto. Perfetto per gustare mille piatti gustosi, come la semplice ma perfetta çorba, la zuppa di lenticchie rosse, e il pilav. Questo ristorante è stato avviato nel 1919 da un rifugiato dalla Grecia ed è stato gestito dai suoi discendenti per ben tre generazioni, preservando molte delle ricette originali ad opera del fondatore. Piatti tradizionali e specialità gustose, questo ristorante è un pezzetto della storia di Istanbul.
- Yağlikçi İsmail Sokak 1, Kadiköy, +90 216 336 3333, fehmilokantasi.com, intorno alle 12-18 YTL. Aperto tutti i giorni dalle 09:00 alle 22:00.








Giuseppe Mancini dice:
23 ago 2012 alle 08:24‘sì, la parte asiatica differisce da quella europea per un alone più anatolico, più mediorientale.’
posso chiederti cosa intendi per ‘alone anatolico e mediorientale’? io ci vivo, praticamente a Caddebostan su Baghdat Caddesi: ma sinceramente questo alone anatolico e mediorientale non l’ho mai notato (anzi, mi sembra di essere su di un boulevard di Parigi)…
elisa dice:
23 ago 2012 alle 09:25Ciao Giuseppe!
Baghdat Caddessi in effetti ha decisamente molto di un grand Boulevard di Parigi (e che bello Caddebostan, tra l’altro).
Io mi riferivo non a quest’area, ma a quella di Uskudar dall’atmosfera e dai ritmi molto, molto anatolici, secondo me, ed altre parti di Kadikoy. Ad esempio, la scorsa settimana sedevo nel piacevolissimo dehor del centro Nazim Hikmet Kultur Merkezi (sono certa che lo conoscerai! è in Ali Suavi Sok.No:7 Kadıköy-Bahariye) scambiando qualche parola con gli altri avventori, bevendo chay e mangiando un menemen, mi sentivo davvero immersa nell’atmosfera della Turchia. In alcune parti di Beyoglu, a Cihangir o anche dove io vivo, dalle parti di Taksim, devo ammettere che questo feeling talvolta si perde, specie in questo periodo in cui per le strade e nei caffè vicino a casa sento parlare sempre più spesso italiano.
Giuseppe Mancini dice:
25 ago 2012 alle 05:01uhm, ci sarebbe da fare un discorso complicato su cio’ che e’ autentico e cio’ che non lo e’. non credo, ad esempio, che le contaminazioni o il salto nella modernita’ pregiudichino forzatamente l’autenticita’: ma piu’ in generale, non credi che lo spirito che definisci anatolico o mediorientale sia invece un tratto comune delle culture mediterranee? la critica che faccio a molti e’ quella di considerare la Turchia un luogo esotico e ‘strano’: mentre le simiglianze di fondo sono forti, molteplici ed evidenti…
elisa dice:
25 ago 2012 alle 10:47Istanbul è una città complessa e interessante proprio perché suscita riflessioni di questo genere, e perché offre tante, diverse chiavi di lettura. E ognuno è libero di vivere le proprie, il bello è proprio questo.
Giuseppe Mancini dice:
26 ago 2012 alle 06:21pero’ ci sono chiavi di lettura piu’ adeguate di altre per comprendere la realta’: e in effetti, come mostro spesso nel mio blog i pregiudizi degli italiani sulla Turchia sono terrificanti (gente che si chiede se per venire a Kadikoy ci vuole il passaporto, visto che e’ ‘in Asia’)… e non sarebbe male far qualcosa per combatterli…
elisa dice:
26 ago 2012 alle 06:59