Entriamo in Calle de las Huertas, quella bella stradina, recentemente resa pedonale, che per terra riporta scritte significative tratte dalle opere dei grandi, come Cervantes, Lope de Vega, Calderòn de la Barca, ecc… Oggi, anche se un po’ meno di qualche anno fa, è una stradina frequentata soprattutto di notte, infatti è ricca di bar, disco-bar, ristorantini di vario tipo. Ma qual è la sua storia? E’ la via principale del quartiere, da sempre e anticamente nella parte finale c’erano degli orti di uso comune per i cittadini che vivevano qui, da qui il nome Calle de las Huertas. Nel XVII/XVIII secolo si aprono i primi locali di ozio, soprattutto taverne, “sitios de beber,comer,arder” – luoghi per bere, mangiare, ardere. In che senso ardere? In queste trattorie si preparava molta carne, prevalentemente di maiale, che dati i pochi sistemi di conservazione degli alimenti, veniva letteralmente “inzuppata” in spezie di ogni tipo per mascherare l’odore e poi ben cotta. Si ardeva la carne sulle braci e, a seconda della fortuna, poteva ardere lo stomaco durante la digestione!!!!!!!!
Oltre alle taverne c’erano molte “Casas Relajadas”, i “casini” dell’epoca, che poi con Felipe II si misero in regola obbligando le prostitute a pagare le tasse e a sottomettersi a controlli sanitari periodici. Era il quartiere a luci rosse di Madrid!
Nel XIX secolo fu molto bazzicato da Galdòs, che chiamavano il “soltero de oro”! (L
o scapolo d’oro)
Si racconta che spesso chi usciva di qui se ne andava col “regalo di venere”, ovviamente niente di positivo, solo un modo carino di chiamare le varie malattie veneree contraibili qui!





