Zingarate

I ponti di maggio

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C’è qualcosa che non va. La posta non arriva. Gli uffici pubblici non rispondono. Quelli delle aziende private sono deserti. I progetti avanzano lenti, al ritmo delle assenze dei responsabili. I clienti non vi cercano. E nemmeno vi pagano.

Stallo generale. Come spesso in Francia. Succede a Natale, d’estate, per le vacanze d’inverno (febbraio) e per quelle di primavera (aprile). E poi, per i ponti di maggio.

Le date calde  in questo quinto mese dell’anno sono ben 5, di cui 2 fisse e tre mobili. Nell’ordine:

1 maggio: festa del lavoro

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    La Parilla – Un po’ di Uruguay a Parigi

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    21, rue Voltaire. Non boulevard, mi raccomando! A due passi dal metro Rue des Boulets (linea 9) o a qualche passo in più dalla Nation, dove trovate anche la 6, la 2, la 1 e la RER A.

    L’ingresso è senza insegna, ma la luce, e una certa vibrazione, che proviene dall’interno vi dice che là dentro deve esserci qualcosa di interessante. Interessante odore di cibo. Eh sì, sono le otto e venti. L’odorino di cucina comincia a divenire un elemento interessante. Ma siete ancora in un androne, riempito solo…» leggi tutto

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    La nuova Repubblica

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    51,8 vs 48,2. I francesi hanno scelto François Hollande.

    Scene da derby a Parigi. Bandiere, folla, fischi, incitazioni, lacrime. Nei quartieri generali dei due partiti e per le strade vincitori e perdenti fanno sentire la propria voce. Di esultanza gli uni, di sostegno gli altri.

    Sarkozy ha parlato commosso al suo popolo assumendosi la responsabilità della sconfitta, affermando di aver lottato per la Francia per dieci anni e fino all’ultimo minuto e invitando i suoi sostenitori a far prova di comportamento democratico rispettando i risultati delle elezioni e  il nuovo presidente. L’ultimo» leggi tutto

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    Cose da parigini

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    Come vi dicevo già qualche tempo fa ho un po’ orrore del giro turistico tradizionale, che stanca senza lasciare in bocca il vero sapore della città.

    Per la prossima ascesa, che ne dite di ritagliarvi una giornata per vivere da veri parigini, o piuttosto… come i parigini quando non lavorano?

    Vi avverto: sto per fare pubblicità. Ma del resto sui blog non facciamo altro quando vi parliamo di musei, teatri e ristoranti.  Il mio odierno consiglio per gli acquisti si chiama www.livingsocial.com.

    Il principio è quello di Groupon, ma» leggi tutto

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    La tradizione del mughetto

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    Eravate a Parigi il primo maggio e vi siete chiesti che ci faceva in giro tutta quella gente con un mughetto in mano?

    Ebbene, semplicemente…era il primo maggio. E qui in Francia il mughetto è il fiore simbolo della giornata, un po’ come da noi la mimosa per l’otto marzo, che invece qui non va affatto di moda ed è sostituita da qualche sporadica rosa.

    Volete sapere la storia?

    Sembra che la pianta con le campanelle fosse già portafortuna e simbolo della primavera presso i popoli celtici.

    Ma fu il re…» leggi tutto

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    Il crepuscolo dei faraoni

    crepuscolo faraoni

    L’avrete capito, il Musée Jacquemart-André è riuscito a stregarmi. Perdonatemi se non riesco a lasciarlo senza dedicargli un altro post.

    Che più che un post è un invito a visitare la mostra temporanea che il museo ospiterà fino al 23 luglio, “Le crépuscule des Pharaons”: una raccolta di opere egizie risalenti a quello che viene di solito percepito come un periodo di declino della cività egizia e della sua arte, compreso tra la morte dell’ultimo Ramses nel 1069 a.C. e quella di Cleopatra nel 30 a.C.

    Caratterizzato dagli influssi culturali» leggi tutto

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    Musée Jacquemart-André

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    Sabato scorso ho scoperto un piccolo gioiello.

    Facilmente raraggiungibile in metro con la linea 9 (St.Augustin, St.Philippe du Roule, Miromesnil) o 13 (Miromesnil), il gioiello in questione, che risponde al nome di Musée Jacquemart-André, si trova al numero 158 del Boulevard Haussmann, il grande asse che collega l’Opéra all’Arco di Trionfo, uno dei simboli dell’architettura secondo impero nonché del progetto di rinnovamento urbanistico di Parigi voluto da Napoleone III e progettato proprio dal signor (anzi, dal barone) Haussmann.

    Il numero 158 è nella zona dell’antico villaggio di Monceau, che nel 1860 fu» leggi tutto

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    Eliseo: nuovo inquilino cercasi

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    Signori, siamo ai blocchi di partenza.

    Mancano ormai pochissimi giorni al  primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Dopo un’ultima settimana di campagna, silenzio stampa da venerdì a mezzanotte e domenica 22 aprile la parola passerà ai francesi. O, almeno, a quelli che a votare ci andranno. Perché i sondaggi annunciano quest’anno un 30% di assenteisti. Tanti sono i delusi e quelli che si sentono ignorati o non rappresentati. Tanti.

    Nell’insoddisfazione generale del loro proprio popolo, 3 donne e 7 uomini politici si contendono l’Eliseo. Campagna difficile, compito difficile. La Francia» leggi tutto

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    Le Marathon!

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    Ed eccoli.

    I primi sono appena arrivati al traguardo. In poco più di 2 ore e 5 minuti di, a più di 20 km/h di velocità media hanno percorso i 42,195 km della maratona di Parigi, giunta quest’anno alla sua 36esima edizione.

    Partenza dagli Champs Elysées, poi giù lungo la Bastille e oltre, al dilà del “periph”, l’anello stradale che segna le frontiere della città, la vera, la Paris “intra muros”. Poi un giro del Bois de Vincennes, per ritornare a Bastille attraverso l’avenue de Daumesnil. Poi tutto il lungosenna,» leggi tutto

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    Tapas!

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    Ok siete a Parigi. Dovete assaggiare crèpes, baguettes, ostriche e champagne o quella carne spessa e succulenta che da noi per trovarla bisogna andare in Maremma, tentare les escargots (le maledette lumachine di Pretty Woman, ve le ricordate? Ricordatevi anche che in francese sono maschili. I lumachi. Eh oui) e il fois gras fuori anche se non è Natale. E poi comprare paninì, che si pronunciano con l’accento sulla i, rimangono paninì anche quando ne vuoi uno solo e non assomigliano ai nostri panìni perché in quel di Paris questi ultimi si definiscono sandwich. Addentare croques monsieur, che vai» leggi tutto

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