Zingarate

Parigi da non fare

Ed ecco anche da Parigi un piccolo vademecum delle cose da non fare. Naturalmente, nella città della Rivoluzione e dei diritti dell’uomo tutto è lecito. A parte ciò che il bon ton locale aborre.

Niente divieti imposti dall’alto in ogni caso, ma solo qualche “sconsiglio” (e riprendo qui una parola usata dal precedente blogger parigino) personale a chi viene a Parigi per la prima volta.

1. Dal mio post precedente avrete capito che non amo arrivare in città da Beauvais. Vi sconsiglio quindi Ryanair per gli svantaggi logistici che comporta l’atterrare praticamente a Napoli quando il proprio hotel è a Roma.

2. Dal mio post precedente avrete anche capito che secondo me Parigi è più bella se la si vive da parigini che se la si visita da turisti. Prima tappa da non includere nella propria visita sono i ristoranti del quartiere latino. Lo so, non vi posso impedire di andarlo a vedere, ma lasciatemivi almeno sconsigliare di farvi spennare per mangiare malissimo in un finto ristorante etnico. Se proprio vi scappa di mangiare sul posto prediligete una crèpe veloce e senza pretese alla Créperie de Cluny, 20, rue de la Harpe.

3. Escluderei anche le finte catene italiane dai nomi finti italiani come Pizza Pino, Le Bistro Romain, Del Arte. Quanti italiani si chiamano Pino, dai? Quanti bistrò conoscete a Roma? Del Arte non vi suona un po’ strano?

4. Sulla delicatissima questione caffè. Non sperate in fondo in fondo che i francesi sappiano fare il caffè che vi fa la mamma o il barista sotto casa. Non c’è speranza. Convincetevene così sarà tutto più facile. Detto ciò, piccola lezione linguistica: la semplice parola “café” indica una tazzina piena di liquido abbastanza slavato, diciamo un lungo molto lungo. Se volete avvicinarvi al “caffè”, potete chiedere un “espresso” o un ” café serré”. Senza sperare troppo però, mi raccomando.

5. In boulangerie non fermatevi a baguette. Se aggiungete la parolina “tradition” scoprirete un pane moooolto più croccante e saporito. Provate a comprare insieme una baguette e una baguette tradition per scoprire la differenza.

6. I francesi sono scortesi. E va bene. Però noi italiani cerchiamo di non sembrarlo. In italiano si dà facimente del tu e la cortesia si mette nel tono. Il retaggio aristocratico del francese impone che tutti si chiamino messere, madama e madamigella, che si diano del voi e si assicurino per falsa cortesia che la cosa richiesta venga fatta solo se essa è di gradimento dell’interlocutore. Ci sono poi varie frasi ampollose che non posso imporvi di formulare. Ma almeno non dimenticate il s’il vous plait. “Un caffè”  si traduce con ”Un café serré, s’il vous plait, Monsieur”. Madame se è una signora, Mademoiselle se la signora in questione è molto giovane. Dai 30 in poi Mademoiselle comincia a essere poco rispettoso.

7. Il taxi. Se siete di fretta non prendete un taxi nelle ore di punta (praticamente dalle 9 del mattino fino alle 8 di sera). Vi costerà una fortuna e rischierà di non portarvi a destinazione più velocemente della metro come avevate creduto… Al contrario, di notte il taxi è una buona idea.

Et voilà. Per ora mi fermo a 7, che è comunque un numero di tutto rispetto, mi pare. Non mancheranno aggiornamenti nelle prossime edizioni di questo giornale.

Un buon fine settimana a tutti!

Ludovica Maggi

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5 Commenti

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5 risposte a “Parigi da non fare”

  1. trulla dice:

    19 mar 2012 alle 14:27

    Non concordo sul consiglio di Beauvais… insomma, alla fine ci vuole un’oretta – più o meno lo stesso tempo che ci si impiega dagli altri aeroporti tra uscita, trovare il mezzo, ecc…
    Se il volo è conveniente, vale la pena perdere 15 minuti in più per raggiungere Beauvais; bisogna sempre pesare le scelte. E poi io prediligo gli aeroporti piccoli: atterri e sei fuori in 10 minuti neanche!

  2. osvaldo dice:

    21 mar 2012 alle 12:55

    Non concordo su molte cose.
    La gentilezza, che uno sia francese o russo o italiano ci vuole sempre. Il ‘S’ il vous plait’ equivale al nostro ‘perfavore’. Ma noi italiani pensiamo tutto ci sia dovuto, e il ‘grazie’ e ‘perfavore’ sono ormai parole in disuso.
    Seconda cosa, idem come ha detto trulla. E’ una forma di rispetto dare del ‘voi’, non un modo di fare altezzoso.
    L’ educazione è un dovere, non un optional!
    E poi basta con la storia che i francesi sono scortesi…tutto il mondo è Paese.
    Sul fatto dei taxi…bhè, la storia è uguale a Parigi come Roma come Milano.

  3. dory dice:

    15 apr 2012 alle 10:58

    Accidenti, io ho preso Ryan e quindi atterrerò a Beauvais… come dice trulla se il pezzo è conveniente… appena uscita l’offerta ho beccato il volo a 5,00 euro a tratta, + 12 di spese amministrative. vale a dire che a coppia ci spariamo 44,00 euro per A/R a Parigi… quindi alla fine….del resto Ryan si sa che atterra in aeroporti lontani (vedi Londra), sarà piacevole anche un’ora in pullmann guardando il panorama… buoni tutti gli altri consigli, anche se non so una sola parola di francese, ma mi arrangerò, come sempre… il bello di viaggiare è pure questo… seguirò il tuo blog, ho visto parigi 20 anni fa, ne saranno cambiate di cose!!!

  4. ludovica dice:

    17 apr 2012 alle 18:50

    Osvaldo:
    Il mio “i francesi sono scortesi” non va preso alla lettera, ma piuttosto come uno stereotipo dei francesi, presentato con un po’ di sarcasmo. Mi scuso se il sarcasmo è troppo celato.

  5. Marie dice:

    17 ott 2012 alle 00:24

    Lo so che gli italiani e spagnoli sono un po sciocatti della nostra maniera di dare del lei, delle parole di cortesia che possono sembrare un po false o meccaniche, pero per noi non lo prendiamo come qualcosa di freddo, é solo la nostra norma di cortesia! ;)
    Se vi puo consolare, per noi francesi sembra molto fredda e formale l’abitudine che avete di non fare la bise quando incontrate le persone per la prima volta, non mi abituo mai… ;) ))


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