Sarò sincero: la prima volta che sono arrivato davanti al ‘Musée du quai Branly’ è stato per puro caso, una delle tante volte che mi sono perso. Dirò di più: allora ero assai più affascinato dai miei personalissimi sforzi artistici che da qualsiasi esposizione preconfigurata. Snobbai per direttissima il contenuto proposto e mi concentrai nel fotografare la fauna esotica, di pesci e gru, installata (termine molto in voga di questi tempi per chi si affaccia sul mondo delle gallerie d’arte) nel laghetto antecedente il complesso strutturale.





