La Vaifra ce l'aveva buttata lì già da un pezzo: “a novembre dei miei amici organizzano ‘sta festa quando macellano il maiale, ci si diverte un casino -lei avrà sicuramente usato dei temini dialettali, ma il messaggio era quello- Perché non venite?”
Non siamo gente da perdersi una festa: sabato 29 novembre una folta rappresentanza di zingarate.com parte alla volta di Imola.
Il primo equipaggio è composto dal Nonno e dalla sua fidanzata Federica e giunge a destinazione con qualche minuto di anticipo rispetto alla Tarellomobile che ospita Raul e GD con rispettive, più ZoT . Al gruppo si unisce il Dogliani ossia uno dei numerosissimi fornitori del Nonno, figure quasi mitologiche che al pari del deus ex machina nel teatro greco intervengono nei momenti cruciali...
La prima tappa è in un bar del centro dove ci incontriamo con la Vaifra e l'amica Ira. Ne approfittiamo per un aperitivo, mentre arrivano altri partecipanti alla maialata. Ci rimettiamo in auto alla volta di Medicina che non è una facoltà, ma un paesino della zona.
Per giungere alla cascina luogo dell'evento ci sciroppiamo qualche chilometro di stradine improbabili, ma per fortuna tra la memoria della Vaifra e il navigatore GPS del Dogliani riusciamo ad arrivare a destinazione. Ed ecco il ruolo chiave del fornitore, che ha portato abbastanza vino da stordire un reggimento di alpini! Grazie a lui veniamo accolti da trionfatori: scatta subito la caccia al cavatappi, merce rara da quelle parti.
Nel complesso la scena è movimentata: una cinquantina di persone tutte indaffarate, chi a preparare i tavoloni stile mensa, chi a trasportare i tavoloni stessi e le panche man mano che arriva gente, chi semplicemente a servirsi di cibo: ottime tagliatelle, e friggione ossia cipolle cotte al sugo. Un peana ai cuochi, capaci di cucinare per un battaglione, grazie anche a delle pentole più grandi di una jacuzzi!
Ma parlando di cibarie, la parte del leone -e scusate il calembour- la fa il maiale, che viene prelevato dal congelatore (se sotto forma di cotoletta) o dal soffitto a cui è appeso (se sottoforma di salsiccia) e subito piazzato sul megabarbecue disposto all'esterno. La brace viene fornita da un gigantesco falò acceso appositamente poco distante.
Mentre i partecipanti si danno alla cottura della carne, affrontando la rigida temperatura esterna grazie all'ausilio dell'alcool, all'interno si sta svolgendo il soundcheck della band che suonerà di lì a poco. Sono amici anche loro, l'atmosfera quindi è più da cena tra amici che non da tournée dei Rolling Stones.
Di lì a poco però la musica coinvolge tutti i presenti, in particolare alcuni che particolarmente galvanizzati o alticci prendono possesso della batteria e della tastiera (saggiamente scollegata): tra loro si stagliano le figure del Dogliani e del fratello di Vaifra, Damiano, che cooptano anche la Federica costretta ad esibirsi in un numero da Ringo Starr dei poveri.
I tavoloni scompaiono quasi magicamente mentre la gente finisce di mangiare, lasciando definitivamente spazio alle danze. La serata si evolve da mangereccia a danzereccia mentre la band ci dà dentro di brutto. Anche la tequila boom boom fa discreti danni tra i presenti. C'è chi saccheggia la cucina che ospita dei dolci niente male! Insomma una gran bella serata, conclusasi intorno alle 3 di notte. A quel punto mentre il Nonno e Federica decidono di fermarsi a dormire da Vaifra gli altri si avventurano in un ritorno da strage del sabato sera, con ZoT che millanta di essere in grado di guidare perfettamente, salvo addormentarsi sul sedile posteriore non appena partiti. Fortunatamente, Natalia prima e Raul poi ci trasferiscono fino a casa a Milano sani e salvi. Un'esperienza da ripetere! |